Cgil sulla scuola: e la chiamano riforma?

scuola 25/08/2009 - Mentre la generalità delle scuole anconetane ha ormai messo a punto la formazione delle classi, la situazione delle Medie “Conero” sembra tutt’altro che definita.

Con l’anno scolastico alle porte la direzione scolastica non è ancora riuscita a far quadrare i conti: evidentemente \"infilare\" 90 studenti di prima in tre sole classi non dev’essere operazione così agevole, nonostante nuove disposizioni ministeriali consentano di innalzare il limite di alunni per classe.


Con ogni probabilità la direzione scolastica vorrebbe evitare disagi e forse, ancor più, comprensibili proteste e reazioni da parte di genitori poco inclini ad accettare un nuovo percorso educativo che si preannuncia alquanto problematico. E men che meno disposti a tollerare il benché minimo rischio per la sicurezza degli alunni e delle persone nell’edificio scolastico. A garanzia della quale, è bene ricordare, la legge dispone il rigoroso rispetto di adeguati parametri strutturali.


Il fatto che le autorità ed i soggetti preposti alla vigilanza intensifichino i controlli non deve, però, far venir assolutamente meno la responsabilità sociale. La scuola è, infatti, un pilastro della società, un bene comune collettivo indisponibile. Essa costituisce un fondamento della democrazia. La conoscenza realizza la dignità degli individui, e mette ciascuno in condizione di poter cogliere le opportunità.


Ma la sbandierata “riforma”, un vero concentrato di tagli pesantissimi all’istruzione pubblica, non ha alcuna relazione con il miglioramento dell’attività educativa, ne con modelli di valutazione, ne con sistemi di reclutamento. Niente di ciò! La sola ispirazione consiste nel ridurre numero di insegnanti e di personale ausiliario.


Le ripercussioni saranno drammatiche sul piano occupazionale. E, contemporaneamente, si avranno classi affollate, con conseguenze disastrose sulla didattica e sui livelli di apprendimento. E’ chiaro a tutti il senso vero di una operazione spregiudicata che si consuma sulla pelle dei ragazzi, delle famiglie e sul sistema Paese? A quale futuro ci si prepara se si distrugge la scuola? E’ in queste condizioni che si può ripartire sotto il peso di una crisi economico-sociale devastante?


Il frutto avvelenato della riforma sta qui, non solo nel caos cui necessariamente assisteremo a settembre: si intende disegnare un Paese che allarga il solco delle ingiustizie, un Paese più diseguale, segnato da nuove precarietà, con maggiori squilibri, meno solidale e coeso.


Per queste ragioni deve essere contrastata con ogni mezzo civile la restaurazione, il ritorno indietro per la scuola italiana, che l’era Gelmini indiscutibilmente avvia. Per queste ragioni occorre reagire democraticamente, prima che il conformismo e la rassegnazione prevalgano, e l’egoismo dilaghi. Per queste ragioni c’è uno spazio che la società viva deve immediatamente occupare.


Per queste ragioni i genitori, ad iniziare dalle Medie \"Conero\", devono far sentire la propria voce.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 25-08-2009 alle 17:07 sul giornale del 25 agosto 2009 - 1107 letture

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