Rossore e timidezza: ecco la clinica che aiuta a ritrovare l\'autostima

06/03/2010 -

Sono sempre di più i timidi che si rivolgono alla “clinica” dedicata interamente a loro, l\'unica in Italia. Una clinica particolare a dire il vero, come tiene a precisare il responsabile scientifico Walter La Gatta, perchè si tratta di un pool di psicologi ed esperti che aiutano gli introversi attraverso colloqui telefonici gratuiti e la consulenza (sempre gratuita) sul sito www.clinicadellatimidezza.it.



Un vero successo di clic e circa 40 lettere al giorno spedite agli psicologi che collaborano al progetto anconetano. \"In genere chi è molto timido -spiega La Gatta- crede di essere l\'unico a soffrire e non si sente capito. Il sito aiuta le persone a confrontarsi, ritrovarsi nell\'esperienza altrui e far tesoro della consulenza psicologica pubblicata on-line\". Il portale ha messo a punto anche quiz e test per un\'autovalutazione del proprio grado di timidezza e registra un numero di visite variabili in base alla stagionalità, esattamente come il palesarsi del fenomeno, più frequente in autunno, meno a primavera e in estate. Riguarda un po\' tutti anche se i picchi si manifestano nella fascia d\'età tra i 27 e i 40 anni e durante l\'adolescenza, maggiormente tra le donne e tra le fasce mediamente scolarizzate. E\' sintomo di un\'alta sensibilità e intelligenza, accompagnate però da scarsa autostima. “La timidezza si manifesta in tanti modi diversi -prosegue lo psicologo- dall\'arrossire improvviso in volto alla sudorazione, dall\'incapacità di sostenere lo sguardo altrui fino alla respirazione affannosa e perdita di concentrazione”. “La timidezza non è una malattia, esistono vari approcci per non viverla in maniera invalidante”. Ad esempio? “La terapia cognitivo-comportamentale, l\'ipnosi e l\'autoipnosi, tecniche di rilassamento, training autogeno”. Secondo un sondaggio messo a punto da La Gatta, il 68% dei timidi ritiene che il fenomeno rappresenti una limitazione alla carriera e alle proprie possibilità di successo mentre il 14% lo vive come una vera e propria malattia. Solo il 2% la vive come un privilegio. Il rischio, soprattutto tra gli adulti, è quello che la timidezza sfoci in una fobia sociale che può portare all\'isolamento e alla rinuncia. Sono moltissimi infatti i timidi che non riescono neanche ad uscire di casa per andare a mangiare una pizza con gli amici, magari per il timore di arrossire e sentirsi inadeguati.






Questo è un articolo pubblicato il 06-03-2010 alle 21:11 sul giornale del 08 marzo 2010 - 3009 letture

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