Mafia, capitale sociale e politica: lezione aperta ad Univpm

mafia Ancona 11/05/2010 - Mercoledì 12 maggio alle 16 nell’aula A della Facoltà di Economia dell’Università Politecnica delle Marche si terrà una ‘lezione aperta’ su “Mafia, Capitale Sociale e Politica”. Relatore sarà il professor Raimondo Catanzaro, presidente dell’Istituto Cattaneo e docente di Sociologia all’Università di Bologna.

Secondo le ultime ricostruzioni appena pubblicate da Enrico Deaglio (“Il raccolto rosso (1982-2010). Cronaca di una guerra di mafia e delle sue tristissime conseguenze” Il Saggiatore, 2010), “oltre il 20% degli italiani lavora alle dipendenze delle mafie, con un fatturato annuo, tra edilizia, grande distribuzione e centri medici di eccellenza, che occupa una parte cospicua del Pil. Per la sola ‘ndrangheta’, se consideriamo anche il ‘core business’ della cocaina, siamo oltre il 55% in più del ricavo annuo di Finmeccanica. Uno dei pochi settori che non conosca crisi.”

Anche la nostra regione ha conosciuto negli anni recenti episodi che segnalavano tentativi di infiltrazione di organizzazioni di stampo mafioso. Le mafie non solo ormai da tempo un ‘fatto meridionale’: basti pensare ai processi e agli arresti per mafia a Milano, ai grandi traffici e alle grandi alleanze internazionali con le organizzazioni malavitose sud-americane o asiatiche, all’entrata massiccia delle mafie nella finanza internazionale. Sarà dunque, la sua, un’importante lezione su temi strategici, rivolta innanzitutto ai giovani, ma in realtà pensata per tutti coloro cui sta a cuore una società solidale, libera e democratica.

Raimondo Catanzaro è uno fra gli studiosi di mafia più noti a livello internazionale: siciliano, nominato professore ordinario di Sociologia nell’Università di Catania, ha poi insegnato nell’Università di Trento per approdare quindi nell’Ateneo di Bologna. È stato uno dei primi ad analizzare il rapporto fra imprese, organizzazioni malavitose di stampo mafioso (a partire da ‘Cosa Nostra’) e soggetti pubblici; ha poi studiato la mafia come organizzazione in grado di costruirsi larghi ‘appoggi’ nei contesti sociali e ‘forti’ alleanze con importanti segmenti della politica e dello Stato. L’ultimo suo lavoro su queste tematiche riguarda un’analisi sociologica e antropologica dei ‘pizzini’ di Provenzano, da cui si ricava una idea delle modalità organizzative dell’ultima Cosa Nostra e della sua ‘immersione’ nella politica.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 11-05-2010 alle 18:46 sul giornale del 12 maggio 2010 - 1159 letture

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