ZIPA: 60 anni portati benissimo

Ancona 16/05/2010 - Il Consorzio ZIPA ha compiuto i suoi primi sessant’anni di vita: sei decenni impiegati non solo a costruire sul territorio, quanto piuttosto a creare quelle strutture di base che fungono da polo d’attrazione, d’aggregazione e di consolidamento delle attività economiche nell’intero comprensorio.

E proprio il ruolo di ZIPA quale propulsore di sviluppo tra storia, attualità ed evoluzioni future è stato al centro del convegno Sessant’anni di fondamenta per il futuro: progetti e prospettive, organizzato al Ridotto del Teatro delle Muse di Ancona, per celebrare i 60 anni dalla costituzione dell’ente, cui hanno partecipato autorità, amministratori locali e nazionali e un numero considerevole di esponenti del mondo imprenditoriale e professionale. Dopo i saluti dell’assessore al Porto e alle Aziende del Comune di Ancona Diego Franzoni, della presidente della Provincia Patrizia Casagrande, Ennio Coltrinari, presidente del Consorzio, si è soffermato sugli eventi più significativi della storia dell’ente, dando spazio all’individuazione delle attività che lo vedranno impegnato negli anni a venire, nella veste di organismo sollecitatore di sviluppo.

Una storia per la quale il governatore delle Marche Gian Mario Spacca, nel suo intervento, ha espresso “grande ammirazione, per la lungimiranza che i creatori e gli amministratori di Zipa hanno dimostrato nel costruire questo disegno di Parco industriale: oggi tutti i Paesi in fase di industrializzazione stanno infatti seguendo la stessa via”, ha spiegato Spacca. “Trascorsi i primi 60 anni di vita, ora bisogna guardare al futuro, lavorando sempre più sull’integrazione di Zipa con altri soggetti simili e con consorzi omologhi di Paesi esteri. Cogliamo le molteplici sfide che ci si presentano davanti con la concretezza e la lungimiranza che da sempre caratterizza i Marchigiani”.

Molti i passi fatti dal 3 aprile 1950, quando il Consorzio nacque con lo scopo di costruire e gestire l’area industriale del porto di Ancona. Oggi ZIPA riunisce in qualità di enti consorziati la Provincia di Ancona e i Comuni di Ancona, Jesi, Montemarciano, Falconara Marittima, Corinaldo, Ostra e Senigallia e coordina quattro aree imprenditoriali: la ZIPA storica dell’area portuale di Ancona, la ZIPA di Jesi e quelle di Ostra e Corinaldo. Nel 2003, avendo aderito al Prusst (Programma di riqualificazione urbana e di sviluppo sostenibile del territorio) della Provincia di Ancona, il Consorzio firmò un protocollo d’intesa con Provincia e Comuni di Camerano e Castelfidardo per attuare le aree produttive del sistema industriale intercomunale Aspio-Musone, progettate, realizzate e gestite secondo i principi delle Aree produttive ecologicamente attrezzate (Apea), ossia dotate delle infrastrutture e dei sistemi necessari a garantire la tutela della salute, della sicurezza e dell’ambiente. Nel 2005, con l’approvazione da parte della Regione Marche delle linee guida per le Apea, il Consorzio ZIPA è il soggetto maggiormente qualificato a ricoprire il ruolo di Gestore Unico di tali aree perché, con la propria flessibilità gestionale e i requisiti di riconoscibilità legale, può garantire il finanziamento e la realizzazione delle azioni previste attraverso una struttura propria, evitando il più possibile eventuali costi maggiori per le imprese insediate. Pertanto, il Consorzio “rappresenta un braccio operativo delle amministrazioni locali che, in un quadro di sviluppo regionale, intendono promuovere uno sviluppo sostenibile del proprio territorio”, ha sottolineato Coltrinari.

Di aree produttive ecologicamente attrezzate ha parlato Antonio Minetti, dirigente del servizio Ambiente della Regione, ricordando che “l’esperienza delle Marche in tale settore è citata a livello nazionale quale esempio di eccellenza e di riferimento per la sperimentazione e regolamentazione” e che tra il 2006 e il 2007 la Regione ha emanato due bandi con una dotazione di oltre un milione di euro per la progettazione di tali aree. Dal canto suo Andrea Ferroni, presidente della FICEI-federazione italiana consorzi ed enti di industrializzazione, partendo dalla positiva esperienza di ZIPA, ha fatto emergere il ruolo “tuttora essenziale dei Consorzi industriali o almeno della gran parte di essi.” Quello dei Consorzi è “un modello organizzativo che certamente richiede modifiche, ma è tuttora valido e i Consorzi possono seguitare a rappresentare un motore per lo sviluppo locale, fornendo competenze e servizi specializzati per il rafforzamento della qualità dell’offerta territoriale e per lo sviluppo della competitività del proprio territorio e delle imprese locali.”

Nel suo intervento Gian Luca Gregori, preside della facoltà di Economia G. Fuà, ha illustrato dal punto di vista statistico i dati produttivi delle aree ZIPA (imprese, tipologia, dipendenti, ecc.) e, parlando della necessità di valorizzazione delle aree esistenti, ha delineato le stratetegie di marketing territoriale per uno sviluppo strategico del Consorzio; è seguito l’intervento di Giorgio Conti, ordinario di Pianificazione territoriale e ambientale all’Università Ca’ Foscari e forse il massimo esperto italiano delle Apea. Meglio, delle Apsea, come Conti le chiama: Aree produttive socialmente ed ecologicamente attrezzate. Sono quelle in cui, grazie alla chiusura dei cicli produttivi dovuta al sistema di imprese che interagiscono tra di loro scambiandosi sottoprodotti e/o energia, si arriva a riduzioni dell’uso di materie prime, all’aumento dell’eco-efficienza e risparmio energetico, alla riduzione di rifiuti in discarica, all’aumento di prodotti con collocazione di mercato. In sostanza, “si implementano politiche win-win in cui vince l’economia e vince anche l’ambiente”, ha sostenuto Conti.

Poiché il 60º anniversario aveva non solo lo scopo di celebrare l’attività dell’ente, ma anche di stimolare un dibattito sui progetti e sulle prospettive, alla luce delle nuove sfide cui sono chiamati i sistemi locali, affinché la loro capacità di competere sia mantenuta ed enfatizzata, sono seguiti degli interventi da cui è emerso che il consorzio ZIPA, oltre alla realizzazione di aree attrezzate, potrebbe svolgere il ruolo di generatore di condizioni di contesto quale aggregatore di competenze specialistiche per la gestione del sistema territoriale di sua competenza, con l’erogazione di servizi ad alto valore aggiunto e la promozione di progetti di innovazione industriale. Il presidente Coltrinari ha ripreso le proposte del Prof. Conti ribadendo che “ZIPA potrebbe essere in grado di mettere a disposizione i mezzi per le infrastrutturazioni di seconda generazione, ossia quelle che ottimizzano l’impatto ambientale dei processi produttivi basati su buone pratiche che interessano il sistema di imprese che interagiscono tra di loro scambiandosi sottoprodotti e/o energia sino ad arrivare alla riduzione dell’uso di materie prime, all’aumento dell’ecoefficienza e risparmio energetico, alla riduzione di rifiuti in discarica e alla produzione di energia con tecnologie innovative e con impatto ambientale prossimo allo zero”. Insomma, “per il futuro la strada è di diventare propulsore di policy di sviluppo territoriale”, ha concluso Coltrinari.

I lavori si sono conclusi con la consegna di un attestato di benemerenza agli ex presidenti del Consorzio Sergio Bartolini e Giancarlo Sagramola che si sono alternati negli anni e al direttore Mario Bucci, nonché di un diploma alle aziende che per prime si sono insediate nelle aree ZIPA. Prima in assoluto, alla ZIPA di Ancona, è stata la Publioggi di Carbonari S. & C. Snc. Di poco più anziane, sempre ad Ancona, SOL Spa, Co.Pe.Mo. Scarl e Officine Paggi di Alberto e Vittorio Paggi Snc. A Jesi, la Cartotecnica Jesina di Paoletti Renzo & C. Sas, Tinti Sicap, Raggio di sole mangimi Spa e Pieralisi Spa. Nell’area di Ostra, la Car e Service Snc, Tranquilli di Tranquilli Graziano e C. Snc e la Tipografia Cimarelli di Cimarelli Giuseppe & C. Snc. Infine, a Corinaldo, le ditte Janco Srl, Isolcasa di Bruciati R. & C. Snc e Landi & C. Sas.







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-05-2010 alle 15:50 sul giornale del 17 maggio 2010 - 832 letture

In questo articolo si parla di attualità, Consorzio Zipa


Bartera Luigi

Non mi sembra che siano portati bene. Mi piacerebbe sapere quale futuro è stato riservato alla zona ZIPA di Corinaldo. Dopo innumerevoli anni di abbandono (ambientale, politico, ecc.), probabilmente ci ritroveremo qualcosa che non vuole nessuno (vedi Turbogas). Speriamo che i politici (dal Comune alla Regione) si mettano una mano sulla coscienza e facciano ripartire detta Zona Industriale.




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