Presentato il Dizionario del vernacolo anconitano

libri Ancona 23/05/2010 - Nell'Aula Magna del liceo Savoia Benincasa si è svolta venerdì pomeriggio la presentazione del "Dizionario del vernacolo anconitano" curato dell'avv. Mario Panzini.

L'opera in tre volumi, edita dalla Casa Editrice Controvento, rappresenta il compendio del lavoro di una vita dell'autore, che, con caparbietà e passione, si impegna, da sempre, a scrivere, raccogliere, ascoltare, documentare aneddoti, notizie curiosità della tradizione dorica.

Dopo una brevissima introduzione di A.M Bruzzesi, il giornalista Terenzio Montesi, nella sua toccante prolusione, ha parlato di "nostalgia e bisogno di una Ancona, che non c'è più", del grande merito dell'autore, il quale sembra quasi chiamare a raccolta tutti gli anconitani in diaspora, persi nei nuovi quartieri periferici o, addirittura, emigrati fuori regione.

L'avv.Mario Panzini, dopo aver ringraziato sentitamente Terenzio Montesi per la presentazione, oltre i presenti e gli amici per il sostegno e l'affetto, ha raccontato una serie di aneddoti per illustrare il percorso di una vita, le amarezze e le soddisfazioni, ha parlato della struttura del dizionario, dei motivi di certe scelte. L'avvocato ha raccontato, tra l'altro, del suo primo sonetto, non a caso titolato "Ancona", che scrisse durante una lezione al ginnasio, di come, scoperto dal professore, dovette consegnare quello scritto, confessando che si trattava di un sonetto in dialetto anconitano, e quindi, di come venne espulso dall'aula, ma richiamato dallo stesso professore, al termine della lezione, per riceverne i complimenti e l'invito a continuare, a non smettere di scrivere.

E Mario Panzini non ha mai smesso, nonostante le difficoltà a trovare fondi per le pubblicazioni, le delusioni, anche da parte di personaggi illustri e politici. A questo proposito, è stata particolarmente gradita la presenza dell'assessore alla cultura del comune di Ancona, avv.Andrea Nobili, il quale è intervenuto proprio per rimarcare l'interesse culturale dell'opera di Panzini e l'attenzione di questa amministrazione, la quale ha concesso il patrocinio e si è impegnata ad acquistare un certo numero di copie. L'iniziativa è terminata con l'appello di Terenzio Montesi ad acquistare l'opera, che si può trovare in molte librerie della città, a divulgarla, a regalarla, perché ogni anconetano ne abbia una copia in casa, così da potersi immergere nella propria storia.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 23-05-2010 alle 15:59 sul giornale del 24 maggio 2010 - 3410 letture

In questo articolo si parla di libri, attualità, Editrice Controvento


da parte di Massimo Cortese<br />
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Con la pubblicazione del “Dizionario del vernacolo anconetano” dell’avvocato Mario Panzini, Ancona è una città più ricca. Gli anconetani sono grati all’opera del loro illustre concittadino, che ha dedicato loro qualcosa di più di un semplice testo, in quanto il patrimonio consegnatoci riguarda uno dei tratti caratteristici di una Comunità: il linguaggio. Senza volermi dilungare, posso dire che ricordo con estremo interesse le trasmissioni di vernacolo anconetano che l’avvocato Panzini, negli anni Settanta, trasmetteva il lunedì sera dall’emittente Radio Arancia: mi auguro che le stesse siano state registrate. Venerdì sera non ero presente alla presentazione del Dizionario, in quanto mi trovavo al cinema Dorico per il saggio musicale della scuola elementare Ungaretti di Candia, come risulta dal racconto pubblicato oggi su Vivere Ancona. Ebbene, il saggio si è concluso con la recita di una riflessione in vernacolo anconetano: come vedete, si tratta di una lingua viva, ora più che mai. Rivolgo un grazie di cuore, oltre a Panzini, anche a tutte le persone e le Associazioni che si sono adoperate per la pubblicazione di quest’opera, come Voci Nostre, nella persona della presidente Anna Maria Abruzzetti. Per quanto il carattere brontolone degli anconetani sia stato immortalato dalla nota poesia di Eugenio Gioacchini, è anche il caso di ringraziare il Comune di Ancona, che ha acquistato un certo numero di copie per la divulgazione.<br />
Un cordiale saluto<br />
Massimo Cortese




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