Le Province di Ancona e Pesaro Urbino unite per arretrare la ferrovia

3' di lettura Ancona 25/05/2010 - Sinergie per superare le difficoltà del territorio, anconetano e pesarese. E' questo il tema dell'incontro fra le giunte provinciali di Ancona e Pesaro Urbino che si è svolto ieri a Castelleone di Suasa. Un faccia a faccia fra i presidenti Casagrande e Ricci che ha portato ad un vero e proprio sodalizio. Obiettivo? Arretrare la ferrovia.

L'incontro fra le due giunte provinciali aveva all'ordine del giorno svariati punti, dallo sviluppo economico all'innovazione, dalla promozione turistica alle infrastrutture. Ma il vero risultato del confronto è stato un altro. I presidenti delle provincie si sono uniti nell'obiettivo di spostare le rotaie del treno. Insomma due province per arretrare la ferrovia.

Ad annunciarlo sono gli stessi presidenti. "Abbiamo in mente dei modelli di province dinamici -ha spiegato la presidente della giunta anconetana Patrizia Casagrande Esposto-. La collaborazione con Ricci è proficua da anni ed oggi abbiamo raggiunto delle decisioni importanti. prima fra tutti l'arretramento della ferrovia. La Provincia di Ancona da tempo ha un piano di fattibilità per spostare la ferrovia ma fino ad oggi mancava un'unità di intenti con la vicina Provincia di Pesaro Urbino. Non è più così. La ferrovia a ridosso della spiaggia non è più tollerabile. Abbiamo già fatto uno studio di prefattibilità per l’arretramento della ferrovia, da Marotta a Ancona-Varano. Il tema è quanto mai attuale, alla luce dello sviluppo dell’interporto di Jesi e del progetto per bypassare il “baffo” di Falconara. Ci sono 240 milioni di euro da mettere in campo. A questo punto non siamo più isolati: unendo le forze, siamo più forti nella strategia che potrebbe risolvere tanti problemi"

La provincia di Pesaro Urbino proporrà il progetto già all'interno del prossimo Piano Strategico. "La necessità -ha spiegato Ricci- è collegarci agli assi dell’alta velocità, che sono a Bologna e Roma. E non si può avere il potenziamento della tratta adriatica con l’assetto attuale e la ferrovia in riva al mare. Nel Piano strategico vogliamo proporre l’arretramento della ferrovia nel corridoio già previsto per l’arretramento dell’autostrada nel vecchio Ptc. Pensate a quante opportunità si aprirebbero per il turismo. Anche la Provincia di Ancona ha un disegno simile e vogliamo metterci insieme."

Ma non finisce qui. Ricci e Casagrande hanno infatti affrontato anche il problema del fiume Cesano, realtà idrica al confine fra i due territori. "Lavoreremo sui progetti di valorizzazione, percorribilità e fruibilità del fiume Cesano -ha sottolineato la presidente di Ancona-. Appartiene alle nostre identità. Vogliamo andare insieme verso una viabilità nuova e sostenibile dell’arteria". "Ci sono le condizioni perché -ha continuato Ricci-. La sentieristica è infrastruttura del benessere, legata alla qualità della vita e al turismo sostenibile. Abbiamo investito sulla circonvallazione di San Lorenzo in Campo, ma a valle rimangono comunque altri imbuti nelle frazioni. Studieremo soluzioni condivise, che saranno progettate al di là dei campanilismi e dei confini. Che non saranno più un problema da oggi."








Questo è un articolo pubblicato il 25-05-2010 alle 17:30 sul giornale del 26 maggio 2010 - 1105 letture

In questo articolo si parla di castelleone di suasa, attualità, riccardo silvi, patrizia casagrande esposto, ferrovia, matteo ricci, provincia di pesaro e urbino


... Ma il mare, il Foglia e il Metauro li lasciamo dove sono o vogliamo spostare pure quelli? <br />
Mi sa che l'unica cosa che si sposta (sempre più avanti) sono i problemi. O sbaglio?

Anonimo

Commento sconsigliato, leggilo comunque

Finalmente una proposta corale per qualcosa che comincia ad essere sentito in giro.<br />
Se si riesce ad associare anche Macerata e Ascoli allora si che si potrà ottenere qualcosa.<br />
Buona fortuna.

Avevo già sollevato questo problema 3 anni fa proponendo l'accorpamento ferrovia e terza corsia sud dell'A14 tra Sant'Arcangelo di Romagna e Pedaso facendo presente che le dismissioni delle aree ferroviarie di Rimini Pesaro ed Ancona per il loro alto valore catastale, potevano contribuire al finanziamento del progetto. Avevo contattato i rispettivi Sindaci della tratta, Autostrade per l'Italia e R.F.I. Non essendo un politico, mi hanno risposto che non c'era copertura finanziaria. Ora, meglio tardi che mai.

le stazioni sulla costa sono una risorsa, ok il quadruplicamento a monte, in stile alta velocità dove spostare tutta la lunga percorrenza, ma serve mantere la linea costiera come metropolitana di superficie, anche perchè togliendo i binari non hai comunque spazio per costruire, al massimo ci fai i giardini, pensate ai turisti che arrivano a 5km dal mare rispetto gli attuali 100 metri, ad esempio, in Liguria l'arretramento è stato necessario a causa dell'impossibilità di raddoppiare sulla costa, ma ha portato enormi problemi alla mobilità perchè le nuove stazioni sono periferiche rispetto i centri cittadini.<br />
<br />
Spostare la stazione di Rimini a Monte? A che pro? la forza della stazione è proprio l'essere al centro delle città

La tua Alessandro è l'osservazione più intelligente e obbiettiva. Le stazioni servono solo se ubicate al centro delle città, altrimenti proprio non avrebbero senso di esistere.<br />
Altra cosa è parlare poi dei costi di realizzazione di un'opera del genere, che per esperienza diretta posso assicurare sarebbero esorbitanti, secondo me è completamente fuoriluogo nel contesto attuale spendere così tanti soldi per spostare la ferrovia, che è sempre stata dove si trova ora generando un servizio fondamentale per la vita delle città che attraversa.<br />
Se vi lamentate dell'abbandono delle stazioni centrali, provate ad andare a vedere quelle costruite in periferia... far-west.

... Ho letto il commento di Anonimo che trovo spiritoso e - a modo suo - "serio". <br />
Perchè sconsigliato?

.....immagina che felicità gli ambientalisti nel vedere un bel paio di binari a spasso per le nostre verdi colline.....ci manca solo una Val di Susa due.....

Ma immaginate come sarebbe più bella e vivibile una Fano con un lungomare ciclo-pedonale che collegasse tutta la costa fanese, dal centro fino a Marotta, da realizzare in luogo dell'attuale rilevato ferroviario?!
Ne migliorerebbe esponenzialmente la qualità della vita dei residenti (sopratutto di quelli che non hanno la fortuna di avere la casa in pieno centro), e aumenterebbe esponenzialmente l'appeal turistico della città! (faccio presente che quasi tutte le località turistico - balneari adriatiche, degne di tale nome hanno una lungomare che percorre per tutta la sua lunghezza la costa.
Ora visti gli scempi fatti negli anni sulla costa fanese (orrende edificazioni e cementificazioni massicce del litorale sud, da Baia Metauro fino a Ponte Sasso) magari non si potrà mai realizzare un lungomare tipo Senigallia e San Benedetto del Tronto, però almeno poter percorrere la costa in bici o a piedi senza dover passare per la statale sarebbe tutta un'altra cosa.
La bellezza di una città si misura anche e sopratutto dalla qualità della vita che ti offre...