I consiglieri regionali visitano il carcere di Montacuto

carcere montacuto Ancona 26/05/2010 -

Carenza di personale e sovraffollamento. Sono queste le emergenze che la Direttrice del carcere di Montacuto, Santa Leboroni, ha descritto alla delegazione di consiglieri regionali che questa mattina ha visitato la casa circondariale accompagnati dal difensore civico Samuele Animali.



“E’ importante che il Consiglio regionale oggi sia qui perché il carcere non è un mondo isolato dalla società – ha detto il garante regionale, che tra le competenze ha anche quella dei diritti dei detenuti - Un carcere che va oltre la capienza tollerabile non può fare quello per cui è nato, non può svolgere funzioni di rieducazione e reinserimento, non può funzionare correttamente secondo i dettami della Costituzione”. A fronte di una popolazione carceraria di 369 detenuti (dati aggiornati al 3 maggio), gli agenti di custodia presenti sono 125, oltre cinquanta unità in meno rispetto a quelli necessari per garantire il rapporto uno a due.

“Abbiamo una struttura costruita per centocinquanta detenuti – spiega nel dettaglio la Direttrice Leboroni – poi la capienza è stata spostata a trecento, di fatto oggi siamo quasi quattrocento”. Questo significa disagio per i reclusi e spazi ristretti da dedicare alle attività educative e ricreative. Per il personale il sovraffollamento si traduce in turni di lavoro straordinari quotidiani e impiego in moltissime mansioni. Nel mese di maggio in Italia quattro agenti penitenziari si sono tolti la vita, l’ultimo in ordine di tempo, due giorni fa, a Serravalle di Carda, in provincia di Pesaro. “Elevatissimo e crescente è anche il numero dei suicidi tra i detenuti – ha spiegato Animali - 70 nel 2009, 26 dall’inizio del 2010”. I consiglieri presenti Franca Romagnoli, Enzo Marangoni, Paolo Eusebi e Massimo Binci hanno fatto numerose domande per conoscere nel dettaglio il funzionamento della struttura e si sono resi disponibili per accogliere le richieste della direzione, in particolare sul fronte dell’assistenza sanitaria e dell’istruzione, competenze da poco passate alla Regione. A Montacuto ogni giorno “il medico di guardia svolge in media ottanta visite” – ha detto la dottoressa Tappa, responsabile del presidio sanitario penitenziario. Un’importante agevolazione sarebbe quella di prevedere un codice preferenziale nell’accesso al pronto soccorso.

“Questo eviterebbe la presenza prolungata di agenti armati e di detenuti nelle sale di aspetto” – ha precisato la Direttrice. Altro nodo critico la formazione. Il triennio superiore avviato in collaborazione con l’istituto tecnico Volterra quest’anno ha perso la prima classe. “Ci hanno detto a causa dei tagli alla scuola – ha continuato la Leboroni – Nel giro di due anni se non la riattiveremo il corso finirà”. Eppure, nonostante le difficoltà, dentro le mura del carcere, grazie alla collaborazione con l’ambito socio sanitario e a fondi regionali, si svolgono attività ricreative (pallavolo, tennis, teatro) e sono stati attivati corsi di informatica (riparazione hardware), pizzaiolo-panetterie, giardiniere, manutentore di caldaie. Percorsi importanti per poter avere una possibilità di integrazione una volta fuori. “Senza reinserimento – ha concluso Animali – la percentuale di recidiva è altissima”.

IL CARCERE IN NUMERI: Sono 1099 i detenuti presenti nelle sette strutture penitenziarie marchigiane (Ancona Montacuto 369, Ancona Barcaglione 28, Ascoli Piceno 120, Fermo 74, Camerino 49, Fossombrone 137, Pesaro 322). I dati forniti dal garante regionale dei detenuti sono aggiornati al 3 maggio scorso e sono costantemente in crescita come nel resto del paese. Ogni mese infatti le nuove persone recluse in Italia sono 600-700 unità. In termini di sovraffollamento, la situazione più critica è quella nel capoluogo di regione. A Montacuto la capienza regolamentare, intesa come numero di posti stimati affinché un carcere possa funzionare correttamente secondo i dettami della Costituzione, è di 172 posti. Il numero dei presenti è più del doppio, in termini percentuali il 214% in più. Per quanto riguarda la presenza di stranieri, le Marche superano la media nazionale (37%) di 6 punti percentuali (43%). Nella struttura di Camerino si registra la percentuale più alta di presenza di straniera, 30 reclusi su 49 (61%). E sempre a Camerino si trova una delle due sezioni femminili marchigiane (11 detenute), l’altra è all’interno di Villa Fastiggi a Pesaro (22 detenute).








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 26-05-2010 alle 17:43 sul giornale del 27 maggio 2010 - 4020 letture

In questo articolo si parla di attualità, Assemblea legislativa delle Marche





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