Falconara: Sansò (Dc) 'L'urbanizzazione comunale è selvaggia'

Democrazia Cristiana Marche 29/02/2012 - L’Amministrazione Comunale soffre di amnesia acuta, nella fretta di urbanizzare dimentica il CNR, il PAI, l’ISPRA e la Legge 183 sulla difesa del suolo.

Ricordiamo un detto popolare, ma sicuramente molto saggio: “la gatta frettolosa fai i gattini ciechi” e tale detto si sposa bene con quanto sta succedendo in questi giorni. L’urbanizzazione “selvaggia” voluta dall’Amministrazione Comunale sembra dimenticarsi delle zone o meglio dei versanti collinari instabili di storica memoria già oggetto di ampi studi.

Per portare alla memoria del Sindaco, degli Assessori, dei tecnici “specialisti nel settore“,credendo di far loro un sicuro piacere, segnaliamo quanto di seguito. Ricordiamo a lor signori quanto ebbe adire e scrivere il Dott. Pasqualini già nell’anno 1997-1998 che aveva condotto, senza fortuna, uno studio mirato sulle problematiche geologiche dei versanti collinari di Palombina Vecchia e Falconara Marittima.

Il “Sistema Informativo sulle catastrofi idrogeologiche“ emesso dal Consiglio Nazionale delle Ricerche in data 9 Settembre 2003, aveva indicato che “nel territorio Comunale di Falconara Marittima sono state censite tre frane attive: Via Trieste-Piazza del Comune e Madonna di Barcaglione”. Il PAI (Piano Assetto Idrogeologico ) predisposto dall’Autorità di Bacino individua: “alcuni fenomeni franosi e un punto molto critico è quello di Madonna di Barcaglione”- Tale fenomeno franoso è indicato anche dalle analisi geomorfologiche del PRG del Comune di Falconara”.

A questo punto ,per giusta informazione, ricordiamo anche quanto ribadito dal Segretario Generale- Regione Marche - Autorità di Bacino - Dott. Mario Smargiasso già al Marzo 2004 in merito alla stima dei lavori atti al consolidamento del dissesto che interessava le aree collinari sottolineando che per altre “zone” erano in corso finanziamenti mirati previo accurate indagini. Ora anche l’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) indica aree ben definite in ambito territorio comunale soggette ad instabilità dei terreni, quindi soggette a scivolamenti e/o rilasci superficiali e profondi che potrebbero influenzare anche altre aree limitrofe.

L’Amministrazione Comunale appare insensibile, minimizza e snobba ogni indicazione, ogni segnalazione poiché appare determinata a comunque “urbanizzare” e pur di “ far cassa” snobba zone ben individuate anche dal Catasto Nazionale delle frane soggette a scivolamenti pericolosi. Abbiamo ragione di credere che Falconara abbia anche snobbato i contenuti della Legge 183 sulla difesa del suolo.

Sappiamo tutti che l’abitato di Falconara è appoggiato sulle pendici collinari prospicienti il mare, ben sappiamo che non gode di una stabilità esemplare, ma non potevamo immaginare che l’espansione urbana “ irrazionale e squilibrata” arrivasse a tanto ed avesse volutamente nascosto una insidia subdola e assai pericolosa che potrebbe seriamente ostacolare il processo di riqualificazione urbana. Tre frane attive costituiscono il DNA dei terreni falconaresi (vedi CNR – progetto AVI – Archivio Frane – Scheda censimento n° 100014-100974).

L’ambiente fisiografico vede in precarie condizioni di equilibrio lo stato fisico della zona collinare di Via Trieste, Piazza Comune, l’area della Madonna di Barcaglione c/o la SS 16 Adriatica Km. 289 e la zona Villa Quastuglia. L’urbanizzazione selvaggia adottata, passata, recente e di “prossima attuazione” nasconde realtà geologiche pericolose, soffocando, ovattando voci, disorientando e minimizzando situazioni assai pericolose, appoggiandosi al solito, tacito e strategico silenzio di una Amministrazione pilotata da qualche tempo alla corsa affannosa di svendere per far cassa.

Non possiamo dimenticare che Falconara è stata censita come una città in “area sismica” (Seconda categoria) e il sisma è una causa innescante il processo franoso, così come parte attiva e determinante sono le acque meteoriche di scorrimento superficiale e profondo e la stagione entrante “primaverile” potrebbe innescare, perla piovosità annunciata, distacchi improvvisi delle masse e delle placche degli strati che possono provocare scollamenti degli stessi con il conseguente collasso del versante collinare. L’Amministrazione Comunale sembra aver dimenticato “tutto”: è apparsa insensibile, distratta ed ha giocato per anni con una realtà molto preoccupante.

La Legge 183 sulla difesa del suolo è andata disattesa ed oggi Falconara raccoglie ciò che per anni ha seminato:qualunquismo ed ora il suo territorio è devastato sotto il profilo della protezione, della conservazione e dell’uso. Solo “formalismo burocratico”, sostituito da conoscenza ed esperienza nel rilascio delle autorizzazioni per opere pubbliche e private hanno ridotto il nostro territorio urbano, extraurbano e periferico ad uno sfasciume geologico. Una pianificazione urbanistica scellerata e sostanzialmente guidata da inopportune distrazioni ha poi irrimediabilmente compromesso la possibilità di un corretto uso del suolo ed oggi, la malattia sembra tornare in auge e ripresentarsi più virulenta del solito portata direttamente dall’Amministrazione e dal suo vertice.

Condividiamo le serie preoccupazioni dello Staff Lista Civile Cittadini in Comune che chiedono al Sindaco Brandoni, all’Assessore all’Urbanistica ai tecnici di fiducia di sottoscrivere un documento attestante la stabilità dei suoli che si vogliono urbanizzare, addebitandosi responsabilità et oneri per danni diretti e conseguenti procurati alla cittadinanza e alle loro abitazioni per lo scivolamento rotazionale e/o traslativi dei terreni. Ricordiamo ancora che le stesse indicazioni della Regione Marche, prot. 2067, di nostra memoria, sono andate sistematicamente disattese per cui oggi Falconara trema in silenzio per una situazione che, giorno dopo giorno, diventa sempre più grave nell’indifferenza dei suoi amministratori.

L’inerzia del potere politico e la cultura emergente e dominante, hanno cementato un fallimento al quale non si voleva credere, ma che oggi, alla luce dei fatti,misfatti e avvenimenti si è concretizzato e consolidato e Falconara paga gli effetti dell’incapacità, dell’incoerenza dell’organizzazione pubblica nelle decisioni e nelle scelte che ci hanno accompagnato nel passato, nel recente ed ora anche nel presente.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 29-02-2012 alle 21:00 sul giornale del 01 marzo 2012 - 533 letture

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