Pavone (Idv): bilancio Conerobus, 'In pareggio se...'

bus Ancona 08/03/2012 - Angela Pavone Consigliere CdA Conerobus, nonché componente del Direttivo Provinciale dell'IdV spiega la vicenda Conerobus: "Il bilancio di Conerobus in pareggio se…". Continua...

Gentile Direttore, ho letto con attenzione di chi si sente parte in causa, in quanto componente del Consiglio di Amministrazione della Conerobus, il dibattito intorno al pesantissimo deficit in cui versa l’Azienda e intendo fare alcune precisazioni in merito a notizie imprecise apparse sulla stampa. Per affrontare serenamente la disamina del deficit di Conerobus, con l’intento di trovare le cause scatenati, gli eventuali “colpevoli” e le soluzioni, lo stesso va scomposto isolando gli elementi di criticità che lo hanno determinato e che attengono principalmente problematiche esterne e sulle quali la Società non ha voce in capitolo. La prima questione esterna attiene il costo dei carburanti. Ad esempio l’aumento medio del gasolio nel periodo 2009- 2011 è stato pari al +39,3% mentre per il 2012 si arriverà + 66,9%, in assenza di ulteriori aumenti. Insomma l’incremento quest’anno si attesterebbe quasi a +€.500.000 Analogamente il metano, pur avendo avuto un incremento più contenuto pari al 20% determina un ulteriore aumento di costo che si aggira su €70.000.

Merita attenzione anche il rincaro dell’ assicurazione, raddoppiata rispetto al 2009 e che ha comportato nel 2012 un esborso aggiuntivo di circa € 800.000. Tra gli elementi di criticità c’è anche la scelta delle Regione di assegnare un corrispettivo chilometrico extraurbano diverso per ogni provincia (Pesaro e Macerata €1.48, Ascoli €1.44, Fermo €1,35 e Ancona €1.30), Così a Conerobus, la più grande Azienda regionale, ricadente nella Provincia di Ancona, cioè l’azienda che svolge il maggior quantitativo di servizi (20% del totale, pari attualmente a circa 4.200.000 km annui) e che trasporta il 30% dei viaggiatori, è stato assegnato il corrispettivo in assoluto più basso: €1.30. Senza tener conto che le verifiche aziendali effettuate misurano il reale costo medio a km in € 1.95 Già se fosse stato riconosciuto all’azienda il corrispettivo di € 1.48 la stessa avrebbe contato in cassa almeno € 760.000 e più all’anno. Inoltre, poiché il corrispettivo regionale viene assegnato indipendentemente dalla tipologia stradale, orografica e di traffico, nonché dalle caratteristiche dei mezzi in circolazione, è del tutto evidente come il consumo possa essere profondamente diverso se il percorso viene affrontato con mezzi di soli 8 metri, 10, 12 o addirittura con autosnodati di 18 metri, come sono molti della Conerobus. In questi ultimi casi il costo di produzione del servizio può triplicare e naturalmente, a parità di corrispettivo, più sono i km percorsi, più cresce in forma esponenziale il disavanzo per il servizio fornito. E ancora il mancato riconoscimento da parte degli enti preposti (Provincia - per € 165.000 - e Comune di Ancona - per €115.000 - oltre ad altri comuni ed enti) della richiesta inflazione programmata (+1,5%), ha fatto mancare al bilancio aziendale importi considerevoli. Senza considerare che tale riconoscimento andrebbe fatto sull’inflazione reale, che supera di oltre tre volte i suddetti importi.

E’ evidente che se gli enti di riferimento applicassero senza disparità di trattamento i corrispettivi e corrispondessero l’inflazione almeno programmata, l’azienda si troverebbe in cassa per il 2012 almeno €. 1.030.000 in più. Se trovassero, inoltre, modalità di intervento capaci di compensare i rincari ormai fuori controllo dei costi, che non possono ricadere totalmente sull’azienda, sarebbe possibile decurtare i costi aziendali fino ad altri € 1.370.000 per un beneficio di bilancio pari a € 2.400.000 complessivi. Ci sono, ancora, da esaminare le criticità aziendali che, per essere risolte, devono passare attraverso una profonda e concreta modifica dell’assetto organizzativo, a cui l’attuale CdA ha dato un notevole contributo a partire dalla razionalizzazione ed economicità delle gare di appalto e al miglior utilizzo del personale. Non è possibile però risolvere le problematiche aziendali, senza interventi di razionalizzazione e gestione del settore di trasporto provinciale e regionale, di competenza degli enti preposti. Un ultima considerazione in merito all’azione legale (che questo CdA ha ereditato nella sua parte conclusiva, senza alcuna possibilità di intervento) intentata a metà degli anni 90 e che si è appena conclusa con la soccombenza dell’azienda e con un grave risvolto economico. Credo che gli importi dovuti andrebbero giustificati dagli amministratori dell’epoca, in merito alle motivazioni che li hanno portati a fare tale infelice scelta.

La crisi era stata per altro annunciata da varie criticità attinenti l’intero comparto del trasporto pubblico locale e delle quali gli enti di riferimento non potevano non sapere! Oggi si può dire che finalmente gli enti che fanno parte della Spa (Comune di Ancona, Provincia e Regione in primis) hanno preso coscienza del gravissimo passivo in cui si trova l’Azienda partecipata! Eppure come CdA ci eravamo spesi - in ogni occasione e ad a ogni livello - per sollecitare interventi mirati atti a risolvere la situazione. Di recente abbiamo anche chiesto la partecipazione di un Assessore della Giunta del Comune di Ancona ad un incontro del CdA e allo stesso sono state spiegate, con dovizia di particolari, le varie problematiche aziendali. Oggi quella medesima Giunta dichiara di cadere dalle nuvole e di sentirsi “stupita” del disavanzo, anzi di voler adire le vie legali! E’ stato necessario un gesto eclatante del Presidente del CdA per costringerla a vedere!

Arch. Angela Pavone
Consigliere CdA Conerobus
Componente Direttivo Provinciale IDV






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 08-03-2012 alle 16:42 sul giornale del 09 marzo 2012 - 2141 letture

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egregia Architetto Pavone, la prima che insegnano ad economia è che i bilanci non si redigono con i se. I 2,5 milioni di deficit sono concreti e già spesi. Sono questi che Lei deve giustificare, non i mancati introiti. La mia domanda è: come sono stati spesi i 2,5 milioni di euro superiori alle entrate.
Per il carburante 570.000, per l'assicurazione uno scandaloso 800.000 (altre aziende TPL ci assicurano l'intera flotta con ciò che Lei chiama incremento): deve ancora giustificare 1,1 milioni di euro.

Egregia Architetto Pavone, la prima cosa si insegna ad economia è che i bilanci non si redigono con i se.
Vorrei da Lei avere una spiegazione circa il deficit di 2,5 milioni di euro; da lei abbiamo avuto solo spiegazioni circa i mancati introiti mentre vorrei avere rendicontazione sulle spese.
Lei ha parlato di 570.000 per il carburante e di 800.000 per l'assicurazione: restano ancora 1,1 milioni di euro da giustificare.
Aumenti di 800.000 per l'assicurazione mi sembrano, inoltre, fuori dal mondo reale: mi verrebbe, come minimo, da consigliare una più oculata scelta della compagnia e/o del gruppo dirigente che si occupa delle gare.




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