Falconara: Sansò (Dc): 'Ex Pojole e via Friuli, in crisi la democrazia'

Democrazia Cristiana Marche 11/03/2012 - In “ primis “ alienare e urbanizzare, poi forse anche il ricorso al baratto. La “storia di via Friuli“ e dell’urbanizzazione forzosa voluta dall’Amministrazione Comunale nonostante le precarie condizioni di stabilità dei versanti collinari ed ora l’alienazione imposta dell’Ex Edificio Pojole ( Kontatto) sono due esempi eclatanti che indicano che la “democrazia delle idee“ è in crisi.

La situazione economica-finanziaria dell’Ente è arrivata a “raschiare il fondo del barile” e….l’ultima alternativa, stando ai luminari assisi al castello, è quella di vendere e/o svendere gli immobili comunali questo per dire che verranno finanziatele ”opere pubbliche”: il patrimonio dell’Ente contro “indifferibili lavori stradali” giusto per tamponare la manutenzione ordinaria e straordinaria del manto stradale in ambito urbano e periferico divenuta da tempo un ‘utopia. E’ vero che il dissesto della struttura stradale, del tappetino di usura e del “binder” è una triste realtà eclatante, estremamente pericolosa per gli utenti, sia che usufruiscano di auto e di motocicli :lo stesso pedone vede spesso e volentieri compromessa la sua stessa stabilità quando si trova ad attraversare e/o percorrere le sedi stradali che compongono le reti comunali.

Stando così le cose gli incidenti crescono, si moltiplicano i ricorsi, le pratiche legali di risarcimento danni e i contenziosi aumentano e il Comune, per oggettiva responsabilità si trova a dover pagare perché è incontrovertibile il “degrado del manto stradale” e quindi le insidie intrinseche annesse e connesse. Per ovviare a questo increscioso stato di cose l’Ente si è premurato ora di “alienare” il suo patrimonio immobiliare proponendo, come già ampiamente risaputo, a vendite all’asta, senza successo e senza alcun significativo ritorno per cui tornerà ad altre aste sino a svendere il patrimonio immobiliare: Da ben considerare che i valori immobiliari, posti all’asta, pur appetibili, non hanno sino ad oggi riscontrato alcun interesse sul ”mercato” per cui le Casse comunali già piangono da qualche tempo e poi, appurato che tali immobili, pur svenduti dall’Ente anche adottando la “formula del baratto”, questo per arrivare ad incamerare una prima somma di danaro atta a coprire un parziale intervento di risanamento stradale) non sarà sufficiente a soddisfare le tante esigenze divenute prioritarie del Ns Comune. E’ fuor di dubbio che sia montata ora in cattedra la preoccupazione dell’Ente di far cassa in breve tempo,ma è altrettanto vero che emerge la crisi della democrazia delle idee, in compenso, passateci l’ironia, dilaga la democrazia del cellulare di èlite. Oggi la politica falconarese è deprimente così come si mostra, anche perché appare difficile far della politica vera quando mancano “le basi culturali , quando mancano esperienze, quando l’unico argomento della “cultura contemporanea”è il solo “profitto”e non già il futuro, il destino dell’uomo quale essere umano pensante con anima e corpo. Si è parlato di flessibilità, di globalità, di new economy, di rivoluzione tecnologica, ecc. ecc.,orbene tutto ciò che si è scritto e detto su questi temi, tutto ciò che si è discusso nei convegni, congressi ecc. ecc., nei rapporti fra i “governi” anche locali, riguarda principalmente , se non totalmente , il “profitto”. L’uomo ? Che difese ha l’uomo in un mondo dove sono cadute molte frontiere, le difese nazionali, gli stati sociali ? La risposta è sempre stata affidata all’ottimismo del profitto. Nessuno lo sa di preciso, ma perché essere pessimisti ?

L’Amministrazione comunale falconarese non lo è, anzi sono certi che la “crisi” in ( 2 ) atto passerà sicuramente “ alienando “ e/o svendendo il patrimonio pubblico e urbanizzando l’impossibile e così ritorneranno le “ grandi favole” sulla futura ricchezza della città di Falconara che verrà sicuramente ridistribuita a tutti i cittadini. Siamo al vecchio teorema: prima lasciateci fare i soldi, poi qualche cosa daremo e…per ora “pagate in silenzio le tasse” e ….lasciateci fare. Così ecco la scelta improrogabile della vendita dell’ex scuola di Pojole, sede del centro sociale Contatto : un circolo sociale “scomodo”, una rete di associazioni che rioccupano di cultura, aggregazione sociale e promozione dei diritti: tutti”impegni” che non tornano nell’olimpo politico del centrodestra falconarese. Ma che pretendono questi “uomini”, chi sono costoro che si permettono di chiedere che il Sindaco Brandoni mantenga l’impegno di incontrare “gli uomini” per trovare soluzioni logistiche alternative. Cosa aspettarsi: mutazioni continue dei programmi, impossibili pianificazioni razionali del problema, promesse false, utopie ecc.ecc. e…. tutto questo spiega la crisi della democrazia delle idee e dei rapporti sociali. Si spiegano le contraddizioni, le insipienze che mortificano i bilanci, l’economia, lo stato finanziario dell’ Ente pubblico, l’indifferenza verso l’uomo.

Anche noi tentiamo di credere che tale “modus operandi” dell’ Ente non sia “discriminazione” ma solo necessità economica; siamo certi che l’Ente si adopera di fare il meglio per la comunità, così come siamo certi che aumenteranno comunque le tasse e che la “svendita della sede del Kontatto” avverrà non solo per soddisfare esigenze di cassa ma anche strategie “politiche”. Spettacolo desolante, deprimente quando poi esercitato con il timbro dei moderati, con la mania del protagonismo. Falconara vive ancora oggi nell’oscurantismo ereditato da decine d’anni a causa di inique discrasie amministrative che non sono mai state eliminate per le quali non si sono mai previste forme di risanamento per eliminarle definitivamente, quindi la cultura è divenuta un’utopia. Per cui eliminare una sede di associazioni che si occupano di cultura, aggregazione sociale e promozione di diritti, significa eliminare “sicuri oppositori all’attuale regime” nella certezza di un prossimo futuro segnato da un irreversibile fallimento: Falconara stà così diventando un caso unico di incoscienza che può creare nell’isolamento cosmico in cui è ricaduta, reazioni disperate, pericolose e difficili da arginare e gestire.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 11-03-2012 alle 21:28 sul giornale del 12 marzo 2012 - 705 letture

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