Terminale gas 'porto Ancona', le posizioni delle associazioni ambientaliste

porto di ancona Ancona 15/03/2012 - Terminale gas 'porto Ancona', ecco le posizioni delle associazioni ambientaliste. Una lettera al presidente dell'Autorità portuale.

AL PRESIDENTE DELLA AUTORITA' PORTUALE DI ANCONA

Oggetto : parere sul progetto di terminal del gas al porto di Ancona

Gentile Presidente,

rispondiamo alla Sua richiesta di ricevere da noi un contributo sul progetto che ha avuto la cortesia di presentarci circa due mesi fa. A nostro parere, l'aver autorizzato da parte della Regione Marche la realizzazione di un rigassificatore senza che esso fosse previsto nel Piano Energetico Regionale (PEAR), ha indotto diverse imprese italiane e straniere a tentare l'assalto al “ventre molle” del Centro Italia, con progetti che riguardano lo sbarco e lo stoccaggio di gas. Così, oltre il rigassificatore di Falconara dell'API e quello in progetto per Porto Recanati della Gas de France, abbiamo il progetto di stoccaggio del gas nel sottosuolo di San Benedetto del Tronto, il progetto di stoccaggio del gas nel mare davanti a Senigallia, il progetto italo egiziano di terminale del gas “compresso” nel porto di Ancona. Ciò avviene, a nostro parere, senza considerazione dei gasdotti già costruiti e di quelli in costruzione, e della assenza di effettiva necessità nazionale di ulteriori approvvigionamenti di gas. Si deve tener presente inoltre che il business della commercializzazione del metano, sotto qualsiasi forma, perpetua la nostra dipendenza dalle energie fossili che per il nostro paese significa deficit di bilancia commerciale e sottrazione di risorse per sviluppare le energie rinnovabili.

La Regione, se dovesse continuare a favorire tali progetti industriali, contraddirebbe le proprie campagne pubblicitarie milionarie a favore de “Le Marche all'infinito”, riducendo drasticamente il richiamo del turismo, delle produzioni DOP e IGP che non troverebbero alcuna consistente compensazione in posti di lavoro ed in un rischio inquinamento perpetuo del nostro mare. Rifiutiamo infine la logica della Italia come “hub” del gas per l'Europa, sostenuta dal ministro Passera, che contraddice i progetti europei di forte sviluppo delle energie alternative. Nello specifico, in riferimento al progetto che riguarda il porto di Ancona, vi sono a nostro parere numerose controindicazioni al suo realizzarsi : pericoloso affollamento in mare di navi gasiere davanti al Cònero (da 360 a 1000 l'anno) che si incrocerebbero con le ancor più pericolose maxinavi che porteranno gas liquido per il rigassificatore all'isola dell'API in numero di 50-100 l'anno, ed alle navi che continueranno a portare petrolio alla raffineria dell'API; aumento della pericolosità delle attività portuali anconetane e costiere per il rischio esplosivo e la necessità di realizzare lungo la costa una pipeline che dal porto, passando per le spiagge di Torrette, Palombina e Falconara, arrivi fino alla rete della SNAM, in piena area a elevato rischio di crisi ambientale (AERCA); forte condizionamento dello sviluppo delle attività portuali passeggeri e commerciali di Ancona con la cessione per 50 anni di 5000 mq di superficie portuale necessaria, invece, per liberare il porto storico di Ancona come previsto dal nuovo Piano Regolatore del Porto. ulteriore degrado per la città e l'hinterland, per le attività turistiche lungo la costa, di pesca e della nautica nel mare antistante Ancona, senza alcuna ipotesi di lavoro per i cantieri navali e senza nuovi posti di lavoro. Riteniamo che la Regione Marche, più che di ulteriori impianti impattanti o dannosi per l’ambiente e la salute, abbia urgenza di avviare un serio risanamento di tutta l’Area a Elevato Rischio di Crisi Ambientale rivedendo le scelte finora fatte.

Perché allora – diciamo noi in modo provocatorio - la Regione non promuove l’arrivo del gas “compresso” direttamente all’isola dell’API, annullando il rigassificatore API e liberando così la nostra costa da quelli che noi riteniamo sicuri pericoli? Il rispetto dei diritti dei cittadini viene infatti prima di qualsiasi presunta esigenza energetica o volontà di fare profitto di pochi a danno della comunità. A nostro parere la Regione Marche, che dovrebbe avere ormai grossi dubbi sulla garanzia dell'occupazione offerta dall'API per la Raffineria, (nonostante essa abbia detto sì al rigassificatore), dovrebbe far sentire finalmente la sua voce a difesa del territorio e dei suoi cittadini, lasciando da parte la difesa sperticata degli interessi industriali dei soliti noti.

Dovremo attendere un nuovo governo regionale per respingere l'assalto al nostro territorio e difendere l'interesse pubblico? Ma, ovviamente, questa domanda non è rivolta a Lei. Sicuri di averLe illustrato quelle che noi riteniamo forti e ragionevoli controindicazioni al progetto del terminal gas che Lei, e solo Lei, ha sentito il dovere di illustrarci, (e di ciò gliene diamo atto).

ACU Marche Associazione Comitato Quartiere Villanova (Falconara M.) Comitato Mare Libero Comitato Mezzavalle Comitato Territorio Sostenibile Comitato Tutela Salute e Ambiente Vallesina Forum Paesaggio Marche Italia Nostra Ancona Italia Nostra Marche La Lupus in Fabula Luoghi Comuni Onda Verde Onlus (Falconara M.) Polis Nova Terra Mater Unione Inquilini Marche WWF Marche






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 15-03-2012 alle 22:43 sul giornale del 16 marzo 2012 - 675 letture

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