Falconara: Sansò (Dc) 'La politica locale gioca a poker con l’elettorato giovanile '

Democrazia Cristiana Marche 19/03/2012 - Fisionomica, lessico e ritrattistica: ecco le nuove armi della politica ancora nell’indifferenza crescente dell’elettorato giovanile. Fino a qualche tempo fa era di moda appoggiarsi all’analisi psicologica per meglio “sondare” l’intensità delle informazioni assunte e incamerate e per conoscere poi la “capacità lessicale” atta a riproporle nel dibattito e nel confronto politico.

Il “tutto” funziona molto bene nel gioco del “poker” : “guarda attentamente il tuo avversario e capirai se sta bleffando o se ha un punto in mano e/o la carta vincente. Funziona altrettanto bene nelle competizioni sportive, nella concorrenza tra imprenditori, nei rapporti di coppia e “ soprattutto nella lotta politica”. Dalla politica viene l’esempio eclatante della figura: vedasi ad esempio il portamento del Cavaliere di Arcore, già nostro “premier”, che ha già dato materia e ritratti “ pregevoli” che contengono tutto il DNA del suo personaggio.

Nel nostro piccolo, qui a Falconara, vediamo il nostro Podestà locale rispecchiarsi nel Cavaliere, in un rapporto biunivoco stretto: i suoi ultimi show si sono prestati sino a ieri a valutazioni ed offrono materia amplissima per meglio conoscere il “ noumeno”, la cosa Brandoni in se: l’esempio ultimo del “caso API” e l’esternazione del Sindaco al Capogruppo Mastrovincenzo, è un’ aspetto eclatante e determinante la nostro “riflessione”. La ritrattistica, l’arte dell’immagine di figure politiche attinge all’aspetto singolare del comportamento, all’aspetto scenico.

Poi ecco il lessico che completa il “trio” e che segue una logica a volte del tutto “illogica” pur essendo un “giusto mezzo” per ottenere un linguaggio positivo “interessante coinvolgente”. Quindi, linguaggio, fisionomica e ritrattismo politico che però non coinvolgono ancora le giovani generazioni, attratte più dalle evoluzioni dei loro motorini, dalla sonorità delle discoteche, dai computer, dai cellulari, dall’effimero. Solo un modesto 5% vuol militare in partiti e movimenti, eppure la politica dovrebbe interessare comunque i giovani. In generale persiste ancora la separazione delle giovani generazioni dalla politica attiva. Il ringiovanimento delle facce e la discesa del livello anagrafico del potere non bastano e non riescono a determinare un “metabolismo nuovo” nel rapporto fra le ultime generazioni e l’amministrazione della cosa pubblica.

Però non si può e non si deve liquidare il complesso fenomeno con una vaga sfiducia nella classe dirigente e nei meccanismi che ne regolano la selezione. Le condizioni in essere registrano che esiste una drastica disaffezione dei giovani nei confronti dell’impegno pubblico anche per esempi non certo “illuminanti “, per cui sta a noi scoprire anche le cause del male endemico che si annida tra le fila della nostra gioventù. Noi abbiamo la sensibilità giusta per valutare tale fenomeno, l’indifferenza dei giovani verso la gestione pubblica, il rifiuto della politica, ma non crediamo però nel rifiuto dell’impegno.

Le generazioni si susseguono, si aprono e si chiudono le crisi, ma a quanto pare questo impegno giovanile si ostina a non voler crescere. Eppure paradossalmente la democrazia è ai vertici delle cose importanti: i giovani dicono esplicitamente di non volersi impegnare negli “attuali meccanismi politici” che per tutti dovrebbe esistere la difesa della libertà e della democrazia. Tutto questo cosa significa? Significa una cosa evidente: “questo nostro laeder, questo statista autodichiaratosi “tale”, questo “primo cittadino” e comprimari, non riesce a convincere i giovani della “parola data”. Appare spesso in TV locali, dilaga volentieri sui giornali, ma i nostri ragazzi sembrerebbero trattarlo da pesci muti in un acquario.

Quando parla di libertà e di democrazia, i suoi discorsi, se vogliamo usare un’espressione del gergo giovanile, ai ragazzi gli “rimbalzano”. Solo meno di cinque ragazzi su cento sono disposti a mettersi lungo lo stesso cammino dei partiti e dei movimenti: ciò significa che la “fiducia è venuta a mancare “. Noi lo abbiamo verificato e non di dica che questo è “riflusso e neppure egoismo”. Bisogna pensare che nella nostra piccola inchiesta questi giovani pongono obiettivi della “solidarietà e della giustizia sociale”, con il 60% circa delle indicazioni, in un gradino di personale interesse più alto di quello nel quale mettono il successo nella carriera e in una vita “agiata e confortevole”.

La Segreteria Politica della Democrazia Cristiana Marche lo sapeva ed ora ne ha avuto la conferma: ai nostri giovani vanno parte delle conferme perché la politica attuale sino adora è stata indifferente verso i giovani, illudendoli per l’ennesima volta e i giovani hanno risposto alla politica bugiarda con la latitanza. La DC vuole essere parte attiva e propositiva, quindi non intende e non vuole dimenticare i giovani aprendosi sin da ora ai loro problemi, impegnandosi al loro fianco per contribuire a dar loro sicurezza ed un futuro di certezze, così come si impegna a dar voce ai lavoratori, sostenendo le loro rivendicazioni legittime e sacrosante, sostenendo altresì i sindacati attivi e propositivi per la difesa dell’occupazione.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 19-03-2012 alle 22:26 sul giornale del 20 marzo 2012 - 457 letture

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