Falconara: Cic, 'Bypass ferroviario Api, subprogetto parassita'

cittadini in comune 25/03/2012 - Abbiamo sempre definito il bypass ferroviario API il “subprogetto parassita” annidato all’interno dell’utile progetto per lo spostamento degli scali merci di Falconara M.ma all’Interporto di Jesi e per il collegamento diretto della linea ferroviaria Orte-Falconara con la linea Ancona –Bologna.

I decisori politici della Regione Marche, del Governo centrale (centrodestra – centrosinistra), il Comune di Falconara ed anche la Provincia di Ancona hanno tutti contribuito a non revisionare o sostituire il “subprogetto parassita” che, così progettato, sprecherà risorse economiche pubbliche e casserà definitivamente la prospettiva dell’arretramento della linea ferroviaria adriatica anelato da tutte le comunità rivierasche marchigiane! Inoltre nella Delibera CIPE del 3/8/2011 che ha fatto gioire l’Assessore Viventi è scritto a chiare lettere che tutti i soldi non ci sono. Si prospetta una incompiuta all’italiana? Da oggi rivisiteremo – a tappe – i punti che a nostro parere qualificano il bypass ferroviario API come il “subprogetto parassita”.

Sono argomenti che i Comitati falconaresi hanno scritto per anni a tutti, inascoltati. Lo spreco Il progetto trasportistico ad un binario per collegare direttamente la linea ferroviaria adriatica con la romana – saltando ed eliminando lo scalo merci di Falconara – già nel 2000 era in fase di elaborazione da parte dell’allora F.S. e si chiamava “bretella ferroviaria Chiaravalle - Montemarciano”. Secondo nostri calcoli, la quantità di chilometri di linea ferroviaria della “bretella” sarebbe stata inferiore di circa 3 km rispetto all’attuale “subprogetto parassita” (circa 7,5 km contro gli attuali 10,5 km) e, ai costi attuali, avrebbe significato circa 68 Milioni di Euro in meno di costo (22.857.142 €/km)! L’idea/progetto che l’Ing. Giuseppe Marconi sviluppò nel 2005 su incarico della Provincia di Ancona aveva perfezionato quella “bretella” in modo da non precludere un futuro arretramento della linea ferroviaria adriatica. La Regione ed il Comune di Falconara sbeffeggiarono quella proposta e la Provincia non ha mai puntato i piedi nei confronti della Regione la quale arrivò a dire di non aver mai ricevuto la proposta della Provincia (ex Assessore Pistelli)! Sta di fatto che a Marzo 2009 anche la Provincia di Ancona si è adeguata e ha dato il suo assenso al “subprogetto parassita” (tramite l’Assessore Gitto) in sede di Conferenza dei Servizi, senza se e senza ma! Ma è interessante sottolineare come tutti quanti (Regione – Provincia – Comune) siano rimasti silenti di fronte alle seguenti motivazioni di RFI SpA che, a nostro parere, non rispondono alla realtà dei luoghi! Lo scrivemmo all’ex Ministro Antonio Di Pietro! A Febbraio 2008, su sollecitazione dei Comitati falconaresi, l’allora Ministro Di Pietro ci inviò la risposta dell’Amministratore Delegato di RFI, Ing. Michele Mario Elia. L’A.D. di RFI riguardo alla “bretella ferroviaria Chiaravalle – Montemarciano” rispose che “a suo tempo è stata scartata per le problematiche di interferenza con il cono di volo dell’aeroporto di Falconara e per la presenza di un’opera particolarmente impattante per l’attraversamento del fiume Esino e per l’eccessiva estensione del tracciato”.

Un parere mai dettagliatamente motivato, nemmeno in sede di Valutazione di Impatto Ambientale (giugno 2004) in cui, per Legge, DEVONO essere valutate anche le alternative al progetto proposto! Sostenere l’interferenza del tracciato della “bretella ferroviaria Chiaravalle – Montemarciano” con il cono di volo dell’aeroporto R. Sanzio è molto buffo poiché la testata della pista interessata dalla “bretella” sarebbe stata quella lato Chiaravalle la quale, notoriamente, è priva di sistema ILS (atterraggio strumentale) nonché del sentiero luminoso e, infine, la stragrande maggioranza degli aerei decolla ed atterra da mare per le prevalenti direzioni dei venti! E che dire della valutazione dell’impatto dell’attraversamento del fiume Esino dato che anche il “subprogetto parassita” finanziato attraversa allo stesso modo il fiume Esino… ma più a valle, interessando anche una zona ad alto rischio idrogeologico andata sott’acqua per ben tre volte negli ultimi 15 anni?






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 25-03-2012 alle 17:41 sul giornale del 26 marzo 2012 - 1610 letture

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