Giorgi: Teatri, 'L'Idv punta alla fusione di Stabile e Muse'

paola giorgi Ancona 24/05/2012 - Nella questione teatri IDV punta alla fusione di Stabile e Muse per costituire una fondazione unica che abbia come scopo principale la produzione della prosa grazie al massimo riconoscimento esistente in regione che è la stabilità ministeriale e a fornire ad Ancona una stagione lirica di qualità anche coprodotta in rete col sistema Marche.

L'opzione della liquidazione delle Muse sarebbe solo conseguente all'eventuale liquidazione dello Stabile, in quanto le due fondazioni, che sono state erroneamente divise per motivi politici alla nascita delle Muse, non possono essere considerate separatamente, e se se ne deve salvare una va salvata la più importante, lo Stabile e non quella che è stata sovralimentata da un Comune in altri tempi patrigno che ha buttato venti milioni sulle Muse e la metà sullo Stabile costringendolo a indebitarsi. Quindi, simul stabunt, simul cadent. Per sopravvivere si fondano ma la classe dirigente sparisca. Forse qualcuno non ha capito che l'aria è cambiata e che i vecchi marpioni non vanno più di moda. Basta casta.

La vecchia casta della cultura marchigiana e anconitana che sta soffocando tutto da anni deve andarsene. A partire dalla casta della Fondazione Muse che scalpita...i soliti personaggi in cerca di autore da troppi anni, quelli che si riciclano nei vari CDA, o quelli che cercano un posto al sole là dove hanno consumato persino quello e che vorrebbero continuare a sperperare i milioni di euro dei cittadini anconetani e marchigiani senza costruire nulla. Sono anacronistici e lo sono sempre stati...fuori dai tempi e dalla stessa realtà. Impensabile e gravissimo sul piano politico parlare nel 2003 di produzione lirica in Ancona: le conseguenze sono state catastrofiche ed hanno creato gravi problemi economici anche a soggetti culturali di ben altro spessore, rilievo e natura, quale il Teatro Stabile delle Marche. Perché le Marche nel 2003 presentavano già, nel campo della lirica, un panorama saturo: due teatri di Tradizione (Jesi e Macerata), uno dei quali proprio in Provincia di Ancona (lo sanno i nostri signori o fanno finta di non saperlo, che il Ministero afferma che, nell' ambito della stessa provincia non possono esistere due centri di produzione lirica? ), un centro di produzione di qualità stellare quale il ROF di Pesaro, con un segno artistico preciso e di elevato livello.

Il Comune di Ancona, per soddisfare appetiti e personalismi, senza la capacità di confrontarsi con la realtà, ha gettato soldi, 20 milioni di euro, per ripianare annualmente i deficit di un progetto nato cieco e senza futuro cannibalizzando di fatto il Teatro Stabile. In quale altro modo si può definire l'obbligo dello Stabile di pagare annualmente l'affitto del Teatro delle Muse, degli uffici e delle sale della Scuola di recitazione alla Fondazione Muse a cui il Comune aveva affidato la gestione dell' immobile? Un costo annuo pari al contributo che il Comune versava per la stagione di prosa allo Stabile: in realtà, a conti fatti, un ulteriore finanziamento alle Muse. Le responsabilità di chi ha permesso tutto questo sono oramai limpide, scritte nei verbali e accanto ai ruoli di vertice nelle Fondazioni. Oggi, che, con grande sforzo soprattutto da parte dell' Italia dei Valori, ma anche del Sindaco Gramillano, dell' Assessore regionale Marcolini, si tenta di salvare la lirica e quella che è stata, fino al 2007, un eccellenza culturale produttiva regionale e nazionale nella prosa, oggi, dicevamo, questi soggetti abbiamo la buona grazia di tacere.


da Paola Giorgi
Vice Presidente Assemblea Legislativa delle Marche




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 24-05-2012 alle 22:50 sul giornale del 25 maggio 2012 - 594 letture

In questo articolo si parla di attualità, Paola Giorgi, Assemblea legislativa delle Marche

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/zwP





logoEV