Pierfrancesco Benadduci si candida alla segreteria del Pd di Ancona. 'Il mio impegno per rilanciare il Pd'

pierfrancesco benadduci 12' di lettura Ancona 25/10/2013 - Anche Pierfrancesco Benadduci, ex consigliere comunale della Giunta Gramillano, si candida alla segreteria del Pd di Ancona. Presentata una mozione. Benaducci: "Ho deciso di impegnarmi - ha detto nella sua mozione Benaducci - per rilanciare l’azione del PD in città perché credo che ci sia ancora tanto da fare. Ripartire dai circoli".

"L’ Italia giusta non è solo uno slogan, ma un sentiero entro cui declinare e coniugare valori forti, condivisi e distintivi, di un impegno rinnovato, di un percorso comune, che racchiude esperienze, storie e culture diverse. Mai come oggi, il nostro Paese, dinanzi ad una crisi infinita, ha bisogno che i valori di uguaglianza, di giustizia sociale, di solidarietà e di pari opportunità per tutti, vengano ricercati ed affermati. E’ questa la speranza che il PD deve infondere e trasmettere ai cittadini, per pensare ad un futuro per i nostri figli e per costruire un paese migliore". Comincia così la mozione a sostengo della candidatura di Pierfrancesco Benadduci a Segretario PD di Ancona.

"Anche il PD di Ancona dovrebbe intensificare ogni azione verso i nostri parlamentari - prosegue Benadduci nella mozione - affinché si adoperino e si impegnino per arrivare ad una nuova legge elettorale che segni il superamento di un sistema che è stato forse una delle cause principali della disaffezione dell’allontanamento dei cittadini dalle istituzioni e dalla politica. Accanto a questo si deve arrivare assolutamente all’abolizione della legge Bossi Fini."

Tra i punti importanti Benaducci mette: ANCONA CAPOLUOGO, OVVERO MOTORE A SERVIZIO DEL TERRITORIO REGIONALE "Anche la nostra città, seppure in forme diverse rispetto al territorio si trova a dover convivere con gli effetti della crisi. Nel corso degli ultimi anni vi è stato un netto ridimensionamento delle attività e delle funzioni del capoluogo imputabile a diversi fenomeni. In primo luogo la chiusura ed il trasferimento di alcune funzioni ed uffici direzionali caratteristici del capoluogo hanno determinato la necessità di mettere mano ad importanti riconversioni urbanistiche non ancora compiute, accanto a questo non si può non evidenziare inoltre la riorganizzazione del sistema sanitario regionale e dell’organizzazione dei servizi sanitari nel territorio. A queste trasformazioni la politica non è stata in grado di fornire risposte immediate, sia per l’insorgere della crisi che ha colpito duramente il settore edilizio ed immobiliare, da sempre motori dello sviluppo cittadino, ma anche per il forte ridimensionamento che le leggi finanziarie succedutesi negli anni hanno imposto alle finanze dei comuni e degli enti locali condizionandone pesantemente la capacità di incidere sui processi in corso. Eppure al contempo stanno crescendo nuove opportunità e nuove occasioni che possono contribuire a generare e definire un nuovo profilo della città. La costituzione della regione Macro Adriatica con l’istituzione della sede del segretariato in Ancona rappresenta un evento che può contribuire alla nostra città di assumere un ruolo sempre più incisivo e determinante nella costruzione di relazioni e rapporti stabili con i paesi dell’altra sponda. Così come lo sviluppo del Porto Turistico e di Marina Dorica e la riapertura del Teatro delle Muse, hanno impresso il segno di una ripresa e di un rilancio della città che vanno ulteriormente consolidati ed accompagnati con scelte politiche coraggiose ed innovative. Il ruolo di capoluogo non deve essere rivendicato ma costruito, ed è un impegno e non un diritto. In questo senso bisogna essere in grado di mettere in campo una grande capacità di innovazione in processi di aggregazione e partecipazione di cittadini, associazioni, istituzioni (mondo universitario, Camera di commercio ecc), Comuni e realtà limitrofe verso progetti finalizzati alla coesione ed alla crescita territoriale, rispetto ai quali Ancona può assumere un ruolo propulsivo. Turismo, ambiente, cultura, possono rappresentare il volano di un nuova economia per definire un nuovo profilo di città in cui tutte le migliori energie e le eccellenze consolidate si mettano al servizio di un progetto non limitato ai confini cittadini ma a servizio del territorio. Ancona può e deve svolgere questo ruolo e per farlo occorre un progetto politico forte adeguato radicato e diffuso. Questo processo non può essere ad appannaggio di qualche elites ma deve essere il progetto proprio del PD di Ancona che si deve porre come autentico motore di sviluppo e forza propulsiva per fornire soluzioni adeguate alla crisi ed al declino e per intraprendere percorsi per il rilancio della città. In questo contesto vanno indicate alcune priorità in cui il Pd di Ancona dovrà svolgere un ruolo incisivo di supporto all’Amministrazione ma anche di stimolo".

PORTO USCITA OVEST "Dopo circa dieci anni il progetto dell’uscita Ovest si sta concretizzando e seppure lentamente si intravede oggi la possibilità di intravedere quanto meno l’avvio dei lavori. Attorno a questa scelta nel corso di questi anni è sicuramente cresciuto il consenso da parte delle categorie, delle istituzioni dei cittadini e delle associazioni sindacali pur non mancando ancora forme di dissenso che fanno comunque parte del dibattito. La città ha discusso molto attorno a questo progetto non è sicuramente mancato il confronto e va difeso il percorso intrapreso sin dall’inizio che ha segnato la centralità ed il ruolo del Consiglio Comunale nelle scelte e nelle opzioni fondamentali che hanno poi condotto poi all’attuale definizione. L’importanza ed il ruolo strategico del Porto Internazionale di Ancona a servizio dell’intera regione e della Macroregione Adriatica sono definitivamente consolidati per cui la realizzazione di una via di accesso dedicata è ormai scelta improcrastinabile verso la quale va indirizzato ogni sforzo da parte dell’Amministrazione Comunale, dei Parlamentari della Regione Marche, delle rappresentanze sindacali e delle categorie economiche. L’Amministrazione di concerto con il partito, nelle successive fasi della progettazione, dovrà essere in grado di esercitare un controllo continuo e sistematico sull’attuazione del progetto, sui tempi, sulle tariffe che deriveranno dal project financing, sulle compatibilità con l’area in frana. Lo scenario macro economico di riferimento rispetto al contesto originario è sostanzialmente modificato, sono cambiati i rapporti di forza ed il ruolo delle nazioni e dei paesi che fanno parte dell’area mediterranea. Tale elemento non intacca la validità della scelta ma in questa fase va rafforzato il consenso attorno a quest’opera con azioni ed interventi che assicurino la trasparenza delle decisioni ed il coinvolgimento diretto delle Istituzioni locali, in questo senso va messo in campo ogni strumento utile per massimizzare il controllo e la partecipazione della città nell’interesse esclusivo dei cittadini di Ancona. Non meno importanti e fondamentali sono le scelte e le strategie da mettere in atto per restituire gli spazi del porto storico alla città, attorno a questo argomento si è sviluppato un dibattito interessante. In vista del 2015 – termine delle concessioni delle banchine del porto commerciale – vanno consolidate le scelte e le opzioni fondamentali del Piano del Porto non escludendo comunque possibilità di rivedere e riconsiderare alcune elementi per giungere a definire un progetto complessivo di riqualificazione dell’area sulla base degli studi e dei contributi già elaborati dall’amministrazione e dall’Autorità Portuale".

SERVIZI PUBBLICI LOCALI "Il settore è oggetto da tempo di processi di riforma finalizzati a migliorarne l’efficienza al fine di ottimizzarne la gestione e l’erogazione dei servizi, attraverso un aumento del profilo concorrenziale rispetto ad un impostazione monopolistica. L’ingresso degli operatori privati è divenuto un tratto distintivo del mercato, a livello nazionale i grandi operatori hanno progressivamente consolidato la presenza per cui pochi produttori concentrano ormai quote di mercato sempre più consistenti coprendo porzioni di territorio sempre maggiori. La vera scelta deve essere finalizzata a perseguire sempre e comunque l’interesse dei cittadini, assicurando qualità ed efficienza del servizio, tariffe contenute verso la costruzione di un'unica tariffa, nei limiti delle politiche di bilancio delle società partecipate e del taglio dei trasferimenti che hanno interessato il trasporto pubblico locale. Ancona deve orientarsi in maniera sempre più spinta verso l’integrazione territoriale assumendo un ruolo centrale nei processi di concentrazione per cercare di perseguire il vantaggio derivante da un aumento delle dimensioni delle società e delle crescenti fasce di popolazione interessata. Questo ruolo va svolto al servizio del territorio con competenza e con disponibilità senza prevaricazioni ma nella massima concertazione e condivisione con i Comuni della provincia di Ancona. Le società partecipate del Comune costituiscono un patrimonio non solo in termini economico- finanziario ma anche immateriale formatosi negli anni e costituito di competenze, conoscenze professionalità. Non è impossibile pensare oggi che buone politiche di integrazione e di concentrazione societaria possano condurre alla creazione di una multi utility su scala e dimensione sovra comunale aperta anche ad ulteriori realtà territoriali. In questo contesto nella netta distinzione di ruoli tra le prerogative proprie delle amministrazioni di gestione e controllo strategico delle società rispetto alle scelte ed agli indirizzi politici che fanno capo ai decisori politici il partito deve assumere un ruolo centrale di iniziativa e proposta".

WELFARE LOCALE "Gli effetti della crisi stanno pesantemente segnando la composizione sociale e le dinamiche sociali in atto nelle città. I sindaci e le amministrazioni locali sono sempre più impotenti rispetto ai bisogni ed alle istanze dei soggetti più colpiti e più vulnerabili. In un contesto di sistematica riduzione della spesa centrale verso il sociale e di conseguenza di riduzione dei margini di manovra da parte dei Comuni per il taglio dei trasferimenti, il PD e le varie Amministrazioni hanno sempre cercato nelle politiche di bilancio di ridurre al minimo i tagli verso il settore sociale al fine di mantenere inalterato il livello del servizio. Ma anche oltre la crisi le città si modificano muta la composizione sociale e di conseguenza l’intensità il livello e la qualità dei servizi da offrire ai cittadini. A fronte di questi cambiamenti è il tempo di riscrivere un nuovo modello di welfare locale, non partiamo da zero, la difesa e la tutela dei diritti dei più deboli fanno parte della nostra tradizione, abbiamo a disposizione un enorme patrimonio di competenze, professionalità energie che dobbiamo essere in grado orientare per l’elaborazione e la costruzione di un nuovo progetto: inclusivo solidale aperto. Le dinamiche in atto ci dimostrano i che i soggetti che necessitano di interventi crescono in modo significativo e rapido, anche questo elemento non trascurabile richiede un ripensamento dei modeli originari. E’ altrettanto importante che in questo percorso vengano coinvolte le associazioni del terzo settore , del no profit di volontariato il cui contributo può essere determinate per migliorare la nostra comunità verso una società più giusta".

IL PD DI ANCONA "Il PD di Ancona rappresenta la fusione perfetta delle componenti laica, riformista, repubblicana, di quella cattolico-sociale e di quella di ispirazione comunista e socialista che hanno fatto la storia di queste città. Dal dopoguerra i partiti di queste tradizioni hanno espresso una classe dirigente evoluta e capace che ha disegnato e costruito l’Ancona dei nostri giorni. Non dobbiamo mai dimenticare il peso di questa tradizione né tradire le nostre origini divenute storia comune. Anche in occasione delle ultime elezioni politiche, in un contesto di enorme difficoltà e complessità, la città ci ha rinnovato la fiducia. Scontiamo però un calo consistente di consensi e di adesioni restando comunque il primo partito in città. Questa realtà, segno evidente di una crisi che ci interroga in profondità, rappresenta il primo punto su cui lavorare per un forte inversione di tendenza. Da poco si è insediata la nuova amministrazione, al cui risultato il nostro partito ha contribuito con determinazione e coraggio interpretando un forte bisogno di cambiamento. Insieme a questo dobbiamo ricordare come anche le recenti elezioni politiche , abbiamo avuto un consistente ricambio della classe dirigente. Da questi risultati dobbiamo ripartire per un rilancio complessivo del progetto originario del PD ed in particolare del PD di Ancona. Bisogna mettere in movimento le migliori energie e le migliori risorse esistenti, ancora una volta dobbiamo aprirci, dobbiamo essere in grado di accettare al sfida che la buona politica può fare, anche nella sede di un partito, e dobbiamo superare stucchevoli dibattiti tra partito gassoso liquido e solido e tornare ai fondamentali: ai circoli, al territorio ad essere riferimento importante di quel mondo associativo che costituisce il tessuto connettivo di una società dinamica aperta e complessa. Riferimento per chi soffre e per chi chiede una società più giusta. Il dibattito nella rete non può essere fine a se stesso, ma bisogna ricostruire e riconquistare spazi di incontro discussione se vogliamo veramente che il percorso iniziato nel 2007 dalla nascita del PD abbia ancora una storia".

"Ho deciso di impegnarmi - ha detto nella sua mozione Benaducci - per rilanciare l’azione del PD in città perché credo che ci sia ancora tanto da fare. Bisogna ripartire dai circoli, luogo di discussione di confronto e di dibattito, da coinvolgere non solamente in occasione di primarie e di congressi, ma anche su tematiche e questioni di carattere nazionale o locale. Il Pd di Ancona deve acquisire nuova capacità di dialogo e confronto con il partito del territorio".

"Costruire un PD di tutti e non del Segretario - dice ancora Benaducci - il ruolo del Segretario deve essere di guida, di costruzione, di ampliamento e consolidamento di un nuovo gruppo dirigente, giovane e motivato, che deve ambire ad un ricambio generazionale sulla forza delle idee e della qualità della proposta politica e non in base ai requisiti anagrafici. Il PD deve ricominciare a crescere con una forte idea di cambiamento e per far questo occorre accettare le sfide che il cambiamento stesso impone senza paura ma con coraggio e volontà di innovazione. Parte un nuovo percorso che porterà a scrivere una pagina nuova, io penso che la possiamo scrivere insieme".

In allegato pdf la mozione integrale



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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 25-10-2013 alle 17:25 sul giornale del 26 ottobre 2013 - 1189 letture

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