Casa de nialtri: proposte sindaco Mancinelli, 'Insulto all’intelligenza degli occupanti'

emergenza abitativa in via ragusa Ancona 31/12/2013 - L’assemblea di Casa de’ Nialtri, riunitasi dopo l’incontro presso il nostro refettorio con la sindaca Mancinelli e gli assessori Foresi e Capogrossi, fa presente quanto segue.

1) è una menzogna che, come sostiene la sindaca, gli assessori Foresi e Capogrossi siano ripetutamente venuti alla Casa con le assistenti sociali, ma sia stato impedito loro di parlare con i diretti interessati. Inoltre, gli elenchi dei presenti sono stati forniti direttamente alla sindaca all’indomani dell’occupazione, come ha confermato la stessa sindaca all’incontro.

2) Le proposte fatte dalla sindaca sono un insulto all’intelligenza degli occupanti della casa, che conoscono molto bene cosa significa rivolgersi ai servizi di assistenza del Comune, per averli già sperimentati sulla loro pelle.

3) Il richiamo – contenuto nel comunicato della sindaca - a uno sgombero di forza dell’immobile “abusivamente” occupato, fa riferimento a un concetto di legalità assolutamente formale che antepone la tutela di un bene pubblico – peraltro in stato di abbandono da alcuni anni – ai diritti inviolabili sanciti dalla Dichiarazione Internazionale dei Diritti dell’Uomo e dalla Costituzione.

4) Il percorso di autogestione che gli occupanti hanno messo in atto è un progetto d’innovazione sociale e partecipativa che va oltre l’assistenzialismo e le proposte tappabuchi ed emergenziali proposte dalla sindaca. Gli abitanti della Casa de’ Nialtri condividono socialità e relazioni 24 ore su 24, e questo permette di progettare un futuro fatto di cooperazione anche a livello lavorativo e occupazionale. Questo non è assolutamente possibile in soluzioni emergenziali dove si entra alle 18 e si è fuori alle ore 6.

5) Perché dunque la sindaca, che nell’incontro ha proposto di prendere in affitto a spese del comune un’immobile della Curia per sistemare una parte degli occupanti con la stessa somma non ci aiuta a sistemare l’immobile e sostenre le spese della già esistente Casa de’ Nialtri.

In conclusione, l’Assemblea si riserva di effettuare ulteriori incontri con la Giunta su questi temi e non incontri individuali che già gli occupanti durante il confronto hanno fatto notare essere inutili.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 31-12-2013 alle 13:47 sul giornale del 02 gennaio 2014 - 3314 letture

In questo articolo si parla di attualità, ancona, occupazione, emergenza abitativa, emergenza casa, scuola regina Margherita

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Commento modificato il 31 dicembre 2013

Utilizzare il sostantivo sindaco sia per il maschile che per il femminile è preferibile e questo non per un prevalenza del genere, o preferenza personale, ma perché "sindaca" sa di qualcosa di negativo o di dispregiativo.

Per il resto complimenti per i punti 4) e 5):

punto 4) che rispetto del cittadino in difficoltà c'è e e come può essere avviato un percorso di reinserimento socio - lavorativo con orari ed attività programmate in diverse parti della città:
a) dormire presso una struttura;
b) mangiare a pranzo presso un'altra (Mensa del Povero);
c) mangiare a cena o panini sempre presso la Mensa del Povero o cena presso la CARITAS;
d) assistenza sanitaria (eventuale) presso C.S.M. o SERT;
e) docce e vestiario presso CARITAS in giornate differenti;
f) ....,

Un paio di guanti
Ed una tuta da lavoro

Ma ricordiamoci che ci sono tanti italiani in difficolta
Non scordiamoci di loro

g) nei tempi intermedi Piazza PERTINI all'aperto (e senza struttura riscaldata quella è solo per poche ore durante il veglione);
h) separazione dei membri delle famiglie che sono composte normalmente da un papa, una mamma e uno o più figli.

5) Se la Diocesi di Ancona ascoltasse Papa Francesco i locali che dovrebbero essere affittati al Comune sarebbero già stati concessi ai poveri per la loro assistenza.
Comunque il Comune di Ancona ha varie strutture che non sono state alienate, e non lo saranno stante la situazione del mercato, e quindi ascoltare le associazioni di volontariato permetterebbe di rispettare i diritti primari dei senza tetto a costi limitati.
Il volontariato quando è vero è a titolo gratuito.
Quindi, come affermava l'illustre CICERONE per comprendere perché non si vogliono trovare soluzioni, bisogna ricercare "CUI BONO" dall''attuale situazione e cioè chi fattura sugli interventi affidati dal Comune e su come vengono ripartiti i fondi pubblici per il problema. Sicuramente ai poveri e senza tetto non rimangono che delle bricciole di quello che è stanziato per loro.