Occupazione di via Ragusa, Casa de Nialtri: 'Esperienza che ha aperto gli occhi alla città'

Ancona 17/01/2014 - Una esperienza significativa, quella vissuta dalla comunità della Casa de Nialtri in via Ragusa, che ad avviso di occupanti, politici ed associazioni ha "aperto gli occhi alla città". Una condizione che pone l'accento sul problema casa di cittadini e non solo. Una comunità che lancia un appello ed invita nuovamente ad una riflessione. Aldo (un occupante): "Entrando ci siamo ripresi la nostra dignità. Noi non abbiamo risorse: l'unica è la casa de Nialtri".

L'esperienza di una 60ina di persone di vivere sotto lo stesso tetto, di fare comunità, di accettare la solidarietà di molti, ma anche le problematiche conseguenti all'occupazione è sicuramente un quadro che ha toccato Ancona. L'assemblea pubblica di venerdì pomeriggio nell'ex sala del Consiglio comunale ad Ancona è stata un modo per riviverla, ma soprattutto riflettere su una condizione, quella dell'emergenza abitativa, in un momento di crisi, dove gli sfratti aumentano mentre gli immobili comunali rimangono inutilizzati e le occupazioni restano illegali.

"Questa assemblea pubblica riguarda tutte le persone sotto sfratto - ha detto Silvana Pazzagli del centro sociale Asilo Politico - che rischiano di perdere una casa, che dormono per strada. Vogliamo porre l'attenzione su tutti gli immobili del Comune chiusi e non utilizzati, gli spazi ci sono e vanno riqualificati. Il progetto che vogliamo portare avanti è un progetto in definizione, è un progetto innovativo perché queste persone hanno riacquistato la dignità che nella strada si perde. Vivevano la solitudine e adesso hanno acquistato fiducia in se stessi e nella costruzione di un futuro. Nella Casa de' nialtri si sono rimessi in moto con se stessi e nelle relazioni".

Presenti in aula anche alcuni consiglieri di opposizione, la parte politica: Crispiani (Sel), Tombolini, Berardinelli e Rubini (SEL), nè è mancata Loretta Boni (PdCI): "Non c'è un effettivo documento - ha specificato Rubini - che dimostri un cambio di destinazione d'uso. Ad oggi l'unico atto che ha votato il consiglio comunale è quello votato quest'estate all'interno dell'allegato sul bilancio, atto che prevede l'alienazione della scuola".

"Il Sindaco e gli assessori - ha continuato Rubini - hanno deciso che all'interno della discussione del bilancio prossimo vorranno inserire la scuola all'interno dei lavori pubblici con uno stanziamento di 110 mila euro. Ma finché non viene votato dal consiglio comunale è solo una scelta della giunta. Ad oggi c'è solo l'intenzione e nessun dato certo sulla scuola, e non sarà discussa in consiglio prima di un mese e mezzo, due mesi".

Ma la storia vera dell'occupazione, quella vissuta dall'interno ce la raccontano loro: gli occupanti. Aldo ci dice che da "scuola abbandonata a se stessa" è diventata una casa per chi l'ha persa. "Entrando ci siamo ripresi la nostra dignità...ci hanno portato coperte, materassi, oggi abbiamo un refettorio, facciamo le nostre riunioni, viviamo le nostre regole, invece fuori non avevamo più regole, eravamo dei fantasmi. Quando il Sindaco è venuto nella scuola, aveva fatto delle promesse, ma si sono rivelate solo parole e niente fatti. Noi non abbiamo risorse, anzi ne abbiamo solo una: la casa de' nialtri.

"Una vita dura fino all'esasperazione, le notti passate a piazza Roma sulle panchine - ha detto Emilio (occupante) - finchè ho avuto una segnalazione da un ragazzo che mi ha detto di provare ad andare nella casa de' nialtri. Lì ho trovato calore umano, solidarietà, amore, fratellanza, amicizia. Il Sindaco parla di illegalità, vorrei chiedere all'Amministrazione cosa intende per illegalità, per atti inumani. Quanto è illegale lasciar morire una vita? Quanto è illegale...? Quanto è illegale negare a diverse culture un confronto per costruire un amicizia? Dateci la possibilità: la nostra vita è utile per salvarne un'altra".


L'organizzazione nella casa si basa sulle suddivisioni dei compiti ed organizzazione della giornata. Gianluca organizza la cucina, si hanno orari per mangiare, per pulire, si fa scuola agli stranieri, cè un orario persino per aprire e chiudere il cancello. "Non siamo qui solo per mangiare e per dormire - dicono gli occupanti - ma anche per portare avanti un progetto. Veniteci a trovare, la casa e aperta per tutti".

Ma come in una vera casa non mancano le regole. "Tutti i problemi che riguardano le posizioni con l'esterno o altre questioni interne vengono portate e discusse nell'assemblea - ci dicono i presenti -, dove in modo collettivo riusciamo a dare una posizione quasi sempre unanime. Questa è una cosa importante, c' è contatto tra di noi, in piccolo è un campanello, un esempio di come potrebbe essere il mondo".

L'esempio di via Ragusa ad Ancona si è diffuso in Regione arrivando persino a Fabriano dove è in corso l'occupazione di un altro ex asilo anch'esso struttura lasciata all'abbandono che gli occupanto stanno cercando di rivalorizzarla creando corsi e incontri. Nè è mancata una raccolta firme. "L'abitare è molto più importante della proprietà" Così Francesco, consigliere di SEL a Fabriano.

"Un'esperienza - ha precisato Francesco attivista movimento M5s - che può solo arricchire la città, siamo molto solidali". Mentre Zampini di Sel Ancona fa appello al sindaco Mancinelli: "Chiedo al sindaco di metterci la faccia, casa de nei altri è un simbolo di socialità. Fare appello alla legalità, ma che questa umanità ritrovi ad acquisire la dignità".

Dall'assemblea anche una riflessione: la città potrebbe evolvere in positivo se i tanti gli edifici pubblici vuoti come l'ex IPSIA di via curtatore, l 'ex liceo scientifico, il cinema Coppi, il cinema Mister Oz, le diverse palestre non fossero lasciati a se stessi, abbandonati.

Interviene in merito anche Adriana che alla mensa del povero lavora da 10 anni. "Q
uesta esperienza ha reso visibile la situazione dei senzatetto, sconosciuta a molti. Molti anconetani ignoravano che tante persone sono costrette a dormire per strada. Queste persone non hanno solo bisogno di mangiare, ma di stare insieme".


Una esperienza in definitiva che ha sensibilizzato la città ci dicono le associazioni da Senza Confini ad Action Aid. "Un'esperienza che ha aperto gli occhi alla città - ha dichiarato Silvia Mariotti (referente Actionaid) - Ancona è stata ceca su molte cose. Ci sono altre esperienze in altre città, tante amministrazioni stanno dando risposte diverse. Consiglio di entrare in rete con le altre amministrazioni per vedere come stanno agendo; il Lazio ha messo a disposizione 250 milioni di euro per ristrutturare alloggi dismessi per metterli a disposizione dell'emergenza casa".

Dunque una situazione che invita di nuovo a rifllettere e a trovare la soluzione migliore. Ma soprattutto un appello per sostenere, chi lo vorrà, questa "storia" unica cittadina presso Banca Etica.


di Laura Rotoloni e Micol Misiti
    redazione@vivereancona.it







Questo è un articolo pubblicato il 17-01-2014 alle 20:07 sul giornale del 18 gennaio 2014 - 2923 letture

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