Raschia (FP Cgil): 'Macchina comunale di Ancona? Peggio di quello che immaginavo'

FP Cgil Ancona 27/01/2014 - La macchina comunale richiede un nuovo assetto. "Si trova in uno stato peggiore di quello che immaginavo come in tutti i posti ci sono persone competenti e persone che non lo sono. Ci sono anche degli eroi che hanno continuato a lavorare in una situazione allucinante. Entro l'anno arriverà una prima proposta di riassetto. I meccanismi di funzionamento vanno rivisti profondamente". Così si esprimeva il Sindaco non più tardi di due mesi fa.

Non si può certo affermare che in tutto questo tempo sia stata con le mani in mano. E che non sia stata di parola. Conoscendo e apprezzando tutta la sua determinazione, sommessamente domando: “A che punto siamo? Stante le premesse, il riassetto deliberato è sufficiente?” Precisato che non sarebbe per niente male coinvolgere e mettere alla prova quanti dichiarano disponibilità - a proposito, per quanto ci riguarda, si attende ancora l’annunciata convocazione per il confronto di merito, dovuto non solo per cortesia istituzionale -, occorre considerare i passi immediatamente successivi. Si converrà che con la coerenza, serve tempestività. Più tempo trascorre dalla volontà dichiarata, più concreto è il rischio che si riduca la portata dell’iniziativa; e che alla fine, come accade, la montagna partorisca il topolino… Certo, di questi tempi e in questa situazione, “un topolino” è meglio di niente. Le ambizioni, però, erano “altre”! Non è certo di gradualità che si sta discutendo. Un processo di reale cambiamento richiede, infatti, un lavoro paziente ma sistematico. Occorrono segnali, fatti concreti e positivi per rassicurare la città del percorso finalmente avviato.

E per alimentare nuova fiducia nell’azione intrapresa, stimolando fresche energie. Senza nascondere le preoccupazioni. Ciò che si vede, almeno dal nostro punto di osservazione -certo parziale- è l’emergere di contraddizioni e ostacoli. Impersonano il “vecchio” che affiora, che resiste a ogni genere di novità. È bene anche sapere che “chi resiste” occupa generalmente posizioni privilegiate, ricopre ruoli decisivi nella gestione, non è un incompetente, al contrario. È infido: circuisce e condiziona pesantemente. Anziché collaborare, opera in modo scientifico e quotidiano per allontanare da sé ombre e attenzioni, capace com’è di seminare irresponsabilmente zizzania. Questo è almeno ciò che si vede. Comprendo che quanti s’impegnano ogni giorno alacremente, e in condizione di continua emergenza -tra questi Sindaco e Direttore Generale-, possano non avere in modo altrettanto nitido la stessa consapevolezza, e meno ancora il medesimo punto di vista. Per questo è indispensabile consolidare un efficace sistema di relazioni sindacali.

Passi avanti ne abbiamo compiuti. Bisogna accelerare, con un vero confronto sull’organizzazione, e disponibilità al reciproco ascolto se si vuole aggredire meccanismi obsoleti di funzionamento. Nell’interesse generale. Abbiamo indicato temi e modi per un efficace intervento. Nessuno abbia la presunzione di poter fare da solo. Dialogo e confronto non sono perdite di tempo. La partecipazione rappresenta la condizione per realizzare il necessario cambiamento. Le riforme calate dall'alto e imposte in modo autoritario sono inutili. Occorre stabilire un nuovo patto con il personale che valorizzi in modo opportuno ogni professionalità ed esperienza. Senza mortificare nessuno, specie quanti ricoprono ruoli apparentemente modesti: il funzionamento della macchina si deve proprio a loro. Non si perda altro tempo.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 27-01-2014 alle 16:18 sul giornale del 28 gennaio 2014 - 487 letture

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