Ricerca degli idrocarburi nell'Adriatico, Cardogna (Verdi) interpella la Giunta: 'No alle trivellazioni di fronte al Conero'

Adriano Cardogna Ancona 30/01/2014 - Il Consigliere regionale dei Verdi, Adriano Cardogna, chiede chiarezza sullo stato delle azioni regionali legate agli iter di ricerca e estrazione degli idrocarburi nel mare Adriatico. Cardogna: “Si corre il rischio di mandare all’aria l’area marina protetta, già finanziata e il benessere del nostro territorio.”

Prospezione, ricerca e estrazione degli idrocarburi nell’Adriatico. La Regione Marche ha già espresso il suo “no” convinto nella seduta consiliare del 16 luglio scorso affiancandosi così alle iniziative già intraprese dalle Regioni Veneto, Friuli, Abruzzo, Molise e Puglia Iniziative che hanno portato in Parlamento un articolato che esprimeva in maniera netta e inequivocabile la contrarietà anche alla possibilità di arri avviare l’iter di autorizzazione per nuove trivellazioni. Nonostante questo il ministro allo Sviluppo Economico, Zanonato, ha informato la commissione del Senato che il Ministero intende far proseguire fermamente le attività senza tener conto delle preoccupazioni espresse dalle Regioni. E’ poi notizia fresca l’avvio del progetto Clara Sud Est al largo del Conero. Piattaforme dell’Eni a 43 Km di distanza dalla costa per la ricerca del gas. La cosa stride notevolmente con l’assegnazione di fondi per la realizzazione dell’Area marina protetta del Conero con un panorama mozzafiato su una piattaforma di estrazione.

“Una notizia che ci preoccupa molto – ha detto il Consigliere Cardogna – considerati gli elevatissimi rischi che scaturirebbero dall’avvio delle ricerche e poi dall’estrazione degli idrocarburi e dei gas. Pratiche queste che non porterebbero alcun vantaggio economico alle Marche ma solo enormi pericoli per il paesaggio, l’ambiente marino e costiero e per il turismo, secondo motore di sviluppo regionale.” Per questo Cardogna ha presentato un’interpellanza per conoscere quanto prima possibile se le strutture regionali competenti degli iter istruttori relativi la valutazione ambientale delle istanze di autorizzazione pendenti, si siano conformate a quanto già deciso dal Consiglio regionale e più in generale se le strutture siano coordinate al fine di una uniformità di azioni e di controllo. La preoccupazione non è del tutto infondata considerato che il meccanismo di riattivazione delle autorizzazioni già pendenti prima del 2010 non pone l’obbligo di sottoposizione a valutazione di impatto ambientale.


da Adriano Cardogna
Presidente del Gruppo Verdi, Regione Marche




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 30-01-2014 alle 19:38 sul giornale del 31 gennaio 2014 - 1690 letture

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