PRC Ancona: 'C’era una volta...il modello marchigiano'

rifondazione comunista Ancona 31/03/2014 - Quasi tutte le favole che hanno un lieto fine iniziano così, questa è la favola del “Modello Marchigiano” che purtroppo per il lavoratori e le centinaia di microaziende legate ai grandi marchi (Merloni, Berloni, Elica, Indesit, solo per citare i più noti) un lieto fine non ha.

Basta leggere i dati sulla ore di cassa integrazione erogate e i tassi di disoccupazione di questi ultimi mesi nella nostra regione http://www.marche.cgil.it/mercato_lavoro.htm: è un bollettino di guerra! Certo una valuta forte come l’Euro ha reso la vita durissima al nostro manifatturiero e bisogna dire che altri modelli di sviluppo economico e industriale, almeno in Italia, sono comunque in crisi, ma il modello marchigiano, benedetto pure dal papa polacco, esce polverizzato.

Eppure era un sistema che per trent’anni, oltre ad arginare parzialmente l’emigrazione, ha permesso livelli di crescita che oggi definiremo “cinesi” e un relativo benessere alla popolazione. Era un modello di capitalismo familiare, Merloni in primis, costituito da poche industrie medio/grandi nel quale giravano intorno una marea di aziende piccolissime, artigiani, controterzisti, cottimisti (soprattutto donne, che spesso realizzavano i propri laboratori negli scantinati o nei garage delle abitazioni).

Era un modello in cui dominava una bassissima scolarizzazione e il paternalismo; e già, la mentalità dominante era che dopo cinque giorni di “catena” il sabato e la domenica torni a coltivare i campi; la cultura, lo sport, il tempo libero? roba per snob! Un sistema che esce distrutto dalla globalizzazione, da ogni punto di vista: industriale, economico, sociale, culturale, persino infrastrutturale. Basta guardare “la strada per Roma” e non è riferito ovviamente al bel romanzo di Paolo Volponi, ma alla rete stradale e ferroviaria: un fallimento totale!

Questo fallimento non è attribuibile solo ad una famiglia, ma bisogna dire che in questi decenni i Merloni hanno ricoperto ruoli importantissimi e a vari livelli: hanno espresso sindaci, parlamentari, presidenti di confindustria, ministri (una legge quadro sui lavori pubblici si identificava fino a pochissimi anni fa con “legge Merloni”). Oggi nel nostro territorio non si vedono più economisti, giornalisti, sociologi, papi a studiare ed elogiare il Modello Marchigiano, ma solo preti a recitare il “de profundis”.


da Carlo Zampetti – Segretario PRC Fed. Di Ancona




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 31-03-2014 alle 11:48 sul giornale del 01 aprile 2014 - 1592 letture

In questo articolo si parla di attualità, lavoro, ancona, fabriano, Partito della Rifondazione Comunista, Carlo Zampetti

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Ancora con la favola del modello marchigiano.
Ma su la regione marche è stato una delle ultime in cui era presente in maniera elevata la mezzadria in agricoltura.
L'industrializzazione è andata avanti su grandi marchi e famiglie collegate alla politica locale.
La produttività dei distretti, salvo eccezioni, non è mai stata elevata ma in compenso gli stipendi sono stati minori rispetto ad altre realtà con cui ci siamo sempre paragonati (esempio Nord Est).
Da sempre presenti dei buoni Atenei spesso però l'offerta di lavoro non è stata sufficiente a coprire la domanda di lavoro qualificato e molti giovani sono dovuti emigrare mentre altri, non appartenenti alla casta, hanno dovuto accettare attività al di sotto delle proprie potenzialità.
A livello sindacale, salvo il forte sistema pubblico dei quattro (ora cinque capoluoghi di provincia) o di grandi aziende del sistema pubblico, i diritti dei lavoratori sono stati sempre pressoché sottomessi alle esigenze padronali (che in presenza di piccole aziende significa a volte anche arbitrio).
Alta la percentuale di lavoro sommerso e bassa quella del lavoro femminile.
A livello di rispetto della normativa di sicurezza le morti ed i sinistri denotano una scarsa attenzione all'argomento.
Parlando con mio padre, o prima con mio nonno, od anche vedendo i dati storici economici non vedo proprio nessuna bella favola.