Disoccupazione: Ancona raggiunge l’11,5% nel 2014. L'allarme della Cgil

Disoccupato Ancona 23/04/2014 - Se per il lavoro il 2013 è stato un anno drammatico, con una disoccupazione che nella provincia di Ancona ha raggiunto l’11,5%, il 2014 è iniziato nel peggiore dei modi.

Nel primo trimestre dell’anno, ai 4,6 milioni di ore di cassa integrazione richieste, equivalenti al mancato lavoro di 9.000 persone a tempo pieno, si sommano i numeri ancora più drammatici di coloro che un lavoro lo hanno già perso. Da gennaio a marzo 2014 sono già pervenute all’INPS 7.955 richieste di indennità di ASPI, disoccupazione e mobilità. Si tratta in particolare di 5.643 domande di ASPI e domande residue di indennità di disoccupazione ordinaria, ben 2.000 in più rispetto all’anno scorso (+38,5%).

L’incremento ha interessato l’intero territorio anconetano ed è stato particolarmente significativo nelle zone di Ancona (domande quasi triplicate), e Jesi (domande quasi raddoppiate). A queste si aggiungono oltre 1.605 domande di Mini ASPI (273 nel 2013, ma il dato non è raffrontabile tra le due annualità), la misura che ha parzialmente sostituito l’indennità di disoccupazione a requisiti ridotti. Ai numeri di coloro che perdono il lavoro a causa di licenziamenti individuali o per la scadenza del termine del contratto si aggiungono quelli di coloro che sono stati licenziati a seguito di licenziamenti collettivi secondo la Legge 223/91: hanno richiesto l’indennità di mobilità 707 lavoratori e lavoratrici.

“Sono dati allarmanti per l’occupazione sul territorio – dichiara Vilma Bontempo, segretaria Cgil Ancona -, continua la perdita di posti di lavoro in maniera massiccia poiché è quasi triplicato il numero delle persone che ha perso il lavoro nel trimestre 2014 rispetto al 2013 nelle città di Ancona, Falconara e Osimo, è quasi raddoppiato per Jesi. Contemporaneamente, assieme a questi dati, c’è un incremento della miniaspi, che ha sostituito le domande di disoccupazione con i requisiti ridotti e che riguarda i lavoratori precari. Questo significa che, accanto alla perdita di posti di lavoro, c’è una crescita del lavoro precario. Non si tratta perciò di avere altri strumenti di precarietà ma c’è bisogno invece di interventi che favoriscano la stabilizzazione,a partire da misure che promuovano la crescita”. Domande di ASPI, Mini Aspi, disoccupazione e mobilità







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 23-04-2014 alle 17:17 sul giornale del 24 aprile 2014 - 1373 letture

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