Con “Re-Art! Ancona di nuovo capitale del “wall panting”

4' di lettura Ancona 04/11/2014 - Straordinario murale di 150 metri giganteggia in via Sacripanti. Altre due opere in vernice spray pronte per abbellire piazzale Michelangelo. Colore ed estro al posto del grigio degrado grazie al progetto voluto dal Comune e dall’associazione giovanile A20.

Chi si ostina a bollare graffitismo e dintorni come azioni di vandalismo tout court, senza se e senza ma, stavolta ha dovuto letteralmente battere la faccia contro il muro. Ovvero contro la murata di via Sacripanti dove da qualche settimana campeggia un’opera di “wall painting” lunga ben 150 metri. Un’opera, già. Una vera e propria opera d’arte. Provare per credere, basta andare a vedere, anzi ad ammirare, lungo la bretella che congiunge il quartiere di Brecce Bianche con la zona nord della Baraccola. E’ successo che il progetto concorso “Re’Art!”, varato all’inizio dell’anno scorso dall’assessorato alla Cultura del Comune di Ancona in collaborazione con l’associazione giovanile A20 è concretamente approdato in questa zona periferica della città, riqualificando una fetta di territorio particolarmente grigia. Il murale è firmato dall’anconetano Raffaele Paolucci, noto tra i “writers” di strada come “Rapha El”, che con l’aiuto di Enrico Marinangeli ha regalato al capoluogo regionale una coloratissima e seducente strisciata di street-art da cui si affacciano lungo la strada alcuni tra i personaggi e gli scorci più popolari delle storia locale più o meno recente. Sullo sfondo del Conero, del mare, di alcuni monumenti, ecco sfilare l’amatissimo clochard “Umbertì” (quello del tormentone “me dai ‘na sigaretta?), il” Barone” che cavalvava il suo mega-triciclo indossando una canotta a strisce bianco-nere o la maglia dell’Ancona Calcio, il mitico “Paccamele”, facchino del porto e puglie talmente erculeo da poter disintegrare una mela con due sole dita, fino a “Sbarcavapori”, pittoresco portolotto d’altri tempi e, guarda caso, bisnonno proprio di “Rapha El”.

“Ho voluto donare ad Ancona dei volti tradizionali e caratteristici che fanno parte delle sue radici popolari rendendoli indelebili, a distanza di 2400 anni dalla sua fondazione urbana”, ha spiegato Enrico Marinangeli. E il suo bozzetto di prova, mesi fa, ha letteralmente stregatro la giuria guidata da Matteo Bilei di A20 conquistando il primo posto, quello per l’opera più grande. In attesa di prendere forma su un altro muto, quello di 50 metri individuato dagli organizzatori in piazzale Michelangelo, ci sono gli altri due bozzetti selezionati, firmati da altri due giovani “writers”, il teramano Ivan Dimitri e l’anconetana Micol Mancini.

“Ci auguriamo che per completare il progetto arrivi presto la seconda trance di 2500 euro stanziati complessivamente dal Comune – sottolinea Bilei – Un progetto, va sottolineato, di alto valore civico, visto che punta a rendere più che decorose, anzi veri e propri luoghi di bellezza, alcune delle tante aree cittadine grige, vittime del degrado urbano o abbandonate, e che speriamo abbia un seguito, visto il successo del suo esordio. Un progetto che ha anche un valore pedagogico, volto a limitare quell’uso improprio delle bombolette di vernice spray che ancora spesso è fonte di imbrattamenti e scarabocchi deturpanti e fine a se stessi”.

Grazie al concorso progetto “Re-Art!”, Ancona punta di nuovo a candidarsi come città dei graffiti e del “wall painting”. Riprendendo il filo di una tradizione di collaborazione tra istituzioni e “writers” iniziata nel 1993 con le prime mura affrescate grazie a uno stanziamento di 5 milioni di lire voluto dall’allora sindaco Galeazzi. Evento bissato a furor di popolo nel giugno 1994. Poi la convention nazionale di graffitisti alla fine degli anni ’90 all’edificio Paettone e al rione Q2. Accelerazione di gran qualità all’inizio del terzo millennio, con la sfida vincente lanciata dall’associaizone MAC, grazie alle tre edizioni 2008, 2009 e 2010) del Festival d’arte contemporanea “Pop Up!”, ambientato al porto e sul fronte mare. Foriero di afftreschi su una trentina di pesherecci e di una quindicina di opere di “wall painting” e poster art fisse, con artisti di gran calibro locale, nazionale e internazionale.

E ancora: murales su due silos dello scalo dorico, sulle facciate del mercato ittico e del padiglione pescatori, sui piloni degli svincoli stradali di collegamento all’area portuale; la straordinaria opera all’uscita della galleria San Martino, in pieno centro, quella con la madonna e il bambinello con le teste capovolte sullo sfondo di un inquietante scenario metropolitano; il ciclo pittorico all’interno di Porta Pia e agli affreschi alla Casa delle Culture al Mattatoio di Vallemiano.

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di Giampaolo Milzi
    redazione@vivereancona.it







Questo è un articolo pubblicato il 04-11-2014 alle 23:04 sul giornale del 05 novembre 2014 - 1673 letture

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