La Buona Scuola, incontro al liceo scientifico “G. Galilei”

fabio sturani Ancona 04/11/2014 - “La proposta di inserire in maniera organica un'ora a settimana di attività sportiva e motoria nella scuola primaria, contenuta nel progetto educativo "La Buona Scuola" è un passo avanti importante per il Paese e nel percorso di formazione dei ragazzi, ma occorre fare un salto per recuperare il gap accumulato dall’Italia”.

Il presidente del Coni Marche e rappresentante della Giunta nazionale, Fabio Sturani, interviene sul tema alla vigilia dell’incontro promosso da ministero dell’Istruzione, Ufficio scolastico regionale delle Marche e coordinamento per l’Educazione fisica che si terrà mercoledì 5 novembre, al liceo scientifico “G. Galilei” di Ancona per raccogliere i contributi del territorio per lo sviluppo del progetto.

“La proposta del Governo - riprende il presidente - ha il pregio di introdurre per la prima volta l’educazione fisica tra le materie curriculari. Serve però più coraggio, il ritardo culturale ed educativo dell’Italia sul tema è di oltre sessant’anni”. Il presidente Sturani ricorda infatti come l’Italia sia l’unico Paese europeo che ancora non ha nei piani di studi l'educazione fisica nella scuola primaria. Tra i record negativi anche quello del più basso numero dei ragazzi che praticano sport e attività motoria, l’alta percentuale di sedentarietà della popolazione (40%) e di obesità giovanile (33%). E la nostra regione sta nella media nazionale. Di contro, è dimostrato come un punto percentuale di praticanti sportivi corrisponde a un risparmio di 200 milioni di euro al Paese per spese sanitarie e sociali (ricerca Coni Istat). Di fronte a questi dati, indispensabile, dunque, per il presidente del Coni Marche, chiedere qualcosa di più al Governo.

“In primis - spiega - l’introduzione dell’ora di educazione fisica sin dalla prima classe della scuola primaria e non dalla seconda alla quinta, come attualmente previsto. Proprio nelle Marche vi sono già esperienze che la prevedono, addirittura dalla scuola materna. Ancora: alzare la media ad almeno due ore, e non una sola, di attività sportiva scolastica a settimana, come avviene in Francia o in Svizzera, dove si praticano 30 minuti al giorno di attività sportiva e motoria. Infine, è imprescindibile che, per attuare questo progetto, si disponga di personale qualificato, come i laureati in Scienze motorie e diplomati Isef, che affianchi l'insegnante della scuola primaria. Non basta, infatti, la buona volontà degli insegnanti. Per coprire il fabbisogno nazionale ci vogliono 12.000 docenti specializzati”.

Queste le proposte avanzate dal presidente Sturani, che anticipa facili obiezioni sui costi, presentando tre misure in grado di garantire le coperture all’operazione. Aumento delle aliquote fiscali per video giochi on line come i video poker (oggi pagano meno dell'1% di tasse). Far pagare la Iuc e la Tasi anche alle attività commerciali degli enti ecclesiastici. Destinare lo 0,5% del fondo sanitario assegnato alle Regioni per i progetti di prevenzione sui giovani. In quest’ultimo caso è bene ricordare, sottolinea Sturani che “a fronte di un 5% del fondo nazionale sanitario da destinare alla prevenzione, previsto dal ministero, le regioni spendono meno del 2%”.

Conclude Sturani: “Dobbiamo essere più incisivi adesso che il Governo ha dimostrato sensibilità verso questi temi. Negli anni i territori hanno avviato progetti sperimentali che hanno cercato di costruire un'alternativa al ritardo accumulato dal Paese. Progetti che hanno visto la partecipazione del Coni, del Miur, del Dipartimento dello Sport e degli enti locali. Nelle Marche, ad esempio, abbiamo avuto la presenza attiva anche della Regione, coinvolgendo, per un solo quadrimestre, la metà delle classi della scuola primaria. Ora dobbiamo fare un salto. Dobbiamo investire sui giovani. Dobbiamo investire sullo sport, cioè sul futuro del Paese. Consapevoli che ogni euro investito sullo sport significa poter risparmiare almeno 5 euro sulle spese sociali e sanitarie future del Paese. Lo sport deve essere un diritto per tutti (e non solo per i giovani) consapevoli che lo sport è parte integrante delle politiche educative e di welfare locale”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 04-11-2014 alle 17:16 sul giornale del 05 novembre 2014 - 1161 letture

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