Nuovo regime forfettario, Cna vince la battaglia per la semplificazione

Ancona 04/11/2014 - Nuovo regime forfettario, Cna vince la battaglia per la semplificazione. Ne beneficeranno migliaia di piccole imprese. Ma intanto prosegue la lotta alla burocrazia che affligge 75 imprese su 100.

La semplificazione non è più un sogno, ma realtà per migliaia di piccolissime imprese italiane. Finalmente una buona notizia: dopo diversi tentativi, la Cna, insieme alle altre associazioni di categoria, è riuscita a ripristinare per tutte le imprese individuali (senza dipendenti) con compensi/ ricavi tra i 15.000 ed i 40.000 euro annui il “Nuovo Regime Forfettario” che dal prossimo gennaio 2015 introdurrà a loro favore (si stima siano 900mila in Italia le imprese individuali minime, che rientrano nei pochi requisiti richiesti), una forte semplificazione degli adempimenti, oltre ad una effettiva semplificazione nel modo di pagare le tasse.

“Per questa tipologia di imprese – spiega Andrea Calcina, responsabile Cna Service – sparisce la contabilità, in quanto non saranno più assoggettate, da qui l’esonero dai versamenti Iva trimestrali, dagli studi di settore, e dal resto degli adempimenti”.

Le imprese che decideranno di adottare questo nuovo “Regime”, pagheranno le tasse applicando l’aliquota del 15% sull’ammontare dei compensi/ricavi certificati nell’anno di competenza, dedotti della percentuale forfettaria prevista per ognuna delle 9 categorie in cui sono state suddivise le imprese.

“Ad esempio un barbiere – continua Calcina - che per accedere al nuovo Regime non dovrà superare i 20.000 euro annui di ricavi, pagherà il 15% di imposta sostitutiva su un imponibile massimo pari ad euro 13.400, da cui dovrà ulteriormente dedurre l’importo dei contributi previdenziali pagati nell’anno”.

La Cna di Ancona esprime tutta la sua soddisfazione per l’importante risultato raggiunto, che mette a disposizione di centinaia di piccolissime imprese sul territorio provinciale una reale semplificazione del rapporto con il fisco Italiano e mette a disposizione i propri uffici territoriali per tutte quelle imprese che intendono verificare l’esistenza dei requisiti che danno accesso al nuovo e semplificato regime fiscale agevolato.

“Purtroppo si tratta solo di vittoria in una battaglia, mentre la guerra è lunga – specifica Andrea Calcina – e la Cna continuerà a combattere in prima linea, con i suoi rappresentati nazionali, per l’approvazione degli altri decreti delegati contenuti nel provvedimento di Delega Fiscale già approvata dal Parlamento, che hanno ricadute su tutto il resto delle piccole imprese italiane. Mi riferisco per esempio all’introduzione dell’Iri (Imposta sul Reddito d’Impresa) che andrà a sostituire la tassazione Irpef con discreti benefici fiscali per la maggior parte delle imprese; ma anche al nuovo regime di contabilità per cassa, che consentirà di pagare Iva e Imposte solo sulle somme effettivamente riscosse nell’anno, deducendo l’Iva e le spese effettivamente pagate nello stesso periodo”.

“Per quanto riguarda la burocrazia – aggiunge Calcina – la strada è veramente ancora tanto lunga e proprio in questi giorni ne abbiamo avuta prova grazie all’indagine che il Centro Studi Cna nazionale ha effettuato su un campione di 2400 imprese”.

I risultati infatti parlano chiaro: 75 imprese su 100 ritengono la burocrazia tra i principali fattori della decrescita economica del Paese; frena lo sviluppo dell’attività per oltre il 70% delle imprese; la complessità delle norme per 31 imprese su 100 sottrae ben una settimana di lavoro al mese all’attività; il 53% delle imprese giudica inadeguato il livello di informatizzazione delle PA; soltanto 1 impresa su 3 riesce ad espletare telematicamente gli adempimenti burocratici richiesti.

“Le risposte – conclude Andrea Calcina – indicano tutte lo stesso obiettivo: è arrivato il momento di ridisegnare il sistema burocratico e l’apparato amministrativo”.

Tre le richieste specifiche per le quali Cna evidenzia l’urgenza di intervenire: adempimenti meno ripetitivi e più comprensibili; mai più norme a taglia unica, ma calibrate sulla reale dimensione dell’impresa; innalzamento del livello di informatizzazione della PA. Il tutto, si traduce in 25miliardi di benefici stimati per il sistema delle imprese.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 04-11-2014 alle 12:30 sul giornale del 05 novembre 2014 - 3439 letture

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