Dopo la sparatoria di Torrette arrivano gli arresti. Arrestata la banda della "Fiat uno"

Giorgio Di Munno, Capo Squadra Mobile di Ancona Ancona 05/11/2014 - Dopo la sparatoria di Torrette durante un tentativo di rapina poi sventato dalla Mobile arrivano gli arresti. Tre arresti tra lo jesino ed il catanese. La banda, sempre armata, rapinava uffici postali con una vecchia "Fiat uno". (Il video)

Predevano di mira uffici postali di periferia nei pressi di arterie stradali per poi darsi facilmente alla fuga a bordo di una vecchia fiat uno. Ma poi l'epilogo a Torrette con la sparatoria nella tarda mattinata dove la Mobile, Diretta da Giorgio di Munno, è riuscita a bloccarli dopo il tentativo di rapina alle poste del luogo. Ma poi, dopo quel 4 ottobre, scattano ulteriori indagini, da parte della Mobile sul campo e coordinate dalla procura, fino ad arrivare agli arresti tra la scorsa e l'inizio di questa settimana. Tre i fermi di indiziato. Si tratta nello specifico dei fratelli E.V. e S.G.V., rispettivamente un classe 1968 ed uno 1960, entrambi catanesi residenti da anni a Santa Maria Nuova e R.A. 44enne che amava le trasferte marchigiane da Catania fino nel capoluogo dorico. Ma Torrette era solo l'ultimo colpo poi sventato dalla Mobile.

Altre le rapine a loro carico. Tra questa quella delle poste di Jesi e quella di Candia. La prima era andata a segno il 26 maggio scorso all’ufficio postale di via Fausto Coppi a Jesi, dove minacciando al direttrice si facevano consegnare circa 3 mila euro. Poi il 19 giugno si sono presentati di buon ora, alle 7.50 stando alla registrazione dei filmati, in attesa del direttore delle Poste che venne trattenuto per ben 20 minuti dai malviventi, a volto semiscoperto, che poi sono fuggiti con un bottino di 28 mila euro.

La banda della "fiat uno", questa infatti l'auto che utilizzavano durante le rapine poi scoperta essere stata rubata a Castelferretti, agiva dunque pressochè insospettata da tempo: meticolose le loro operazioni che prevedevano l'uso di armi principalemente pistole e taglierini all'occorrenza. Diversi i capi di accusa: dalla rapina alla ricettazione. Al vaglio anche l'ipotesi di associazione a delinquere. A coordinare l'indagini il PM Rosario Lioniello, misure poi convalidate dal GIP Cimini. Non si escludono ulteriori sviluppi: altre 10 persone sarebbero indagate nella vicenda.

Guarda sotto i due video.








Questo è un articolo pubblicato il 05-11-2014 alle 14:10 sul giornale del 06 novembre 2014 - 2052 letture

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