Oltre 150 persone alla presentazione di iExport, un aiuto concreto all'internazionalizzazione

5' di lettura Ancona 06/11/2014 - Oltre 150 persone, tra rappresentanti delle banche e delle imprese hanno affollato la sala di Confindustria Ancona per la presentazione di iExport, guida operativa all’internazionalizzazione realizzata da Confindustria Ancona in collaborazione con 8 banche del territorio (Banca dell'Adriatico - Gruppo Intesa, Banca delle Marche, Banca Popolare di Ancona, Banche Credito Cooperativo, Banca Monte dei Paschi di Siena. Deutsche Bank, Banca Carim e Unicredit) e professionisti del settore (Interplanning, Bacciardi and Partners, Studio DI MEO, SACE e SIMEST).

L’incontro si è aperto con i saluti del presidente di Confindustria Ancona Claudio Schiavoni che ha sottolineato come il progetto della guida iExport si inserisca nelle attività che l’associazione sta portando avanti sul tema dell’internazionalizzazione. “I dati ci dicono che se un’azienda non esporta almeno il 30% della propria produzione molto probabilmente avrà difficoltà a restare sul mercato. Siamo in un territorio fatto in prevalenza da contoterzisti, che hanno sempre lavorato nel mercato interno: è giunto il momento di aiutarli a fare un salto avanti, uscire dal mercato Italia e affrontare il mondo. Questa guida non sarà la soluzione a tutti i problemi, perché sappiamo bene che andare all’estero è un processo lungo e complesso, ma sicuramente rappresenta uno strumento utilissimo da cui partire”.

“La vera forza di questo manuale – ha spiegato Diego Mingarelli, Presidente Comitato Piccola Industria e promotore dell’iniziativa - è l’aver messo insieme 8 banche del territorio che hanno creduto nel valore di questo progetto e ci hanno sostenuto. Spesso gli imprenditori dicono che si sentono soli quando devono affrontare il processo di internazionalizzazione, ma noi siamo convinti che le banche possono essere di grande supporto: ecco perché, tra le altre cose, abbiamo mappato la presenza di queste 8 banche sui mercati internazionali, per aiutare gli export manager a trovare aiuto nei Paesi che andranno ad affrontare”.

“Le stime ci dicono che nei prossimi dieci anni - ha continuato Mingarelli - ci sarà un miliardo di nuovi consumatori che si affacceranno sui mercati: questa è un’opportunità unica e irripetibile. Al contempo alcune ricerche identificano in 70.000 le aziende italiane che esportano saltuariamente: se riusciamo a farle diventare esportatrici abituali e non più occasionali, ci sarà un grande sviluppo sia per il nostro territorio che per il Paese. Le nostre imprese hanno una grossa potenzialità verso l’estero: quella capacità tutta italiana di produrre qualsiasi cosa in modo unico e flessibile, orientata alla personalizzazione sartoriale e con una ricerca sistematica di qualità e eccellenza. Un ultimo concetto è importante sottolineare: quando si approcciano i mercati esteri non si finisce mai d’imparare: questa guida, che raccoglie le esperienze di professionisti, banche, e addetti ai lavori sarà utile per il lavoro di tutte le aziende, anche a quelle di grandi dimensioni”.

Le relazioni Illuminanti gli interventi dei tre professionisti che hanno collaborato alla stesura della guida: Alessandro Barulli (Interplanning) ha sottolineato come l’internazionalizzazione non sia una semplice opportunità ma una scelta strategica.

“Una corretta pianificazione strategica riduce il margine di errore derivante dall’improvvisazione, ma la prima cosa che dovete chiedervi è se siete in grado o meno di affrontare il processo di internazionalizzazione Enzo Bacciardi (Bacciardi &partners) ha spiegato come l’operazione di internazionalizzazione deve essere progettata e pianificata e va adeguatamente contrattualizzata perché “attraverso il contratto si provvede a:regolamentare le clausole di natura giuridica e gestire i pagamenti o le garanzie necessarie nonché a essere conformi con le regole doganali e col diritto tributario”.

Antonio Di Meo ( Studio DI MEO) ha invece illustrato le varie forme di pagamento in ambito internazionale: bonifico bancario, assegno bancario, lettera di credito, incasso di documenti commerciali o finanziari. “Occorre trovare un punto di equilibrio che soddisfi sia chi vende sia chi compra e allo stesso tempo bisogna tutelarsi dai rischi connessi al credito”.

Dopo i professionisti è stata la volta del sistema bancario Andrea Focacci di Unicredit ha spiegato come la banca può supportare l’azienda nel percorso di conoscenza del mercato; Massimo Terranova di UBI Banca Popolare di Ancona ha invece posto l’accento sulle differenze delle strutture estere e sul tipo di supporto che le stesse possono dare alle aziende: filiali, uffici rappresentanza, banche controllate banche partner. Francesca d’Agostino di Deutsche Bank ha illustrato le strutture contrattuali per le vendite all’estero e le garanzie internazionali. Del rischio commerciale hanno parlato Maurizio Selva di Banca CARIM relativamente alla lettera di credito e allo sconto pro-soluto e Giuseppe Paglione di Banca dell’Adriatico relativamente al factoring . Marco Granati ha dato voce alla Federazione BCC Marche parlando della copertura del rischio di cambio e Francesco Francolini di Banca Marche ha spiegato gli strumenti di pagamento e le clausole di resa merce. Ha concluso la carrellata delle banche Massimo Gatti di Banca Monte dei Paschi di Siena che ha parlato dei rapporti delle banche con SACE e SIMEST. Gli ultimi due interventi sono stati tenuti da Federico Bressan di SACE che ha spiegato gli strumenti di SACE a garanzia del business e da Paolo di Marco che ha illustrato gli strumento di sostegno SIMEST per lo sviluppo sui mercati esteri.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-11-2014 alle 15:40 sul giornale del 07 novembre 2014 - 1718 letture

In questo articolo si parla di politica, internazionalizzazione, Confindustria Ancona, iexport

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