Dirottava ordini a favore di competitor esteri. La polizia postale di Ancona denuncia ex dipendente di un'azienda

Computer 4' di lettura Ancona 09/11/2014 - Dirottava ordini a favore di competitor esteri e non solo. La polizia Postale di Ancona denuncia ex dipendente di una azienda marchigiana. Né mancano denunce da parte di aziende e professionisti su un nuovo tipo di virus informatico.

Nei giorni scorsi il Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni di Ancona ha concluso un'articolata indagine che ha portato alla denuncia di un marchigiano. Vittima di "accessi abusivi" ai sistemi informatici una grossa azienda calzaturiera marchigiana. Numerosi i danni provocati anche a livello economico. Tra questi si registrano anche il dirottamento di diversi ordini a favore di competitor esteri.

Gli investigatori informatici, a seguito della denuncia fatta dal titolare dell’azienda, hanno provveduto ad esaminare di tutti i files di log relativi al sistema informatico dell’azienda comparando i dati forniti da Google e da Wind Infostrada. Una disamina complicata per l’elevatissimo flusso di dati che ha portato gli investigatori ad ipotizzare che gli attacchi informatici fossero portati da una piattaforma Mac con sistema operativo OSX 10.8.5 da un unico indirizzo IP risultato poi associato ad un numero telefonico intestato ad un uomo di circa cinquant’anni residente nelle Marche.

Nel corso della perquisizione, inoltre, emergevano ulteriori elementi di responsabilità dell’indagato che è risultato essere un ex dipendente della azienda. L’uomo veniva così denunciato per il reato di accesso abusivo ad un sistema informatico.

Nel complesso numerosi i casi di crimini informatici ai danni di aziende marchigiane nel corso dell’anno 2014, soprattutto si è trattato di accessi abusivi ai danni del sistema telematico e di reati di phishing. Ai danni di aziende nelle marche nel corso dell’ultimo anno si sono verificati circa 300 casi, la maggior parte dei quali si è fermata al mero tentativo, quasi sempre perché la vittima non ha aderito alla richiesta di informazioni, spesso perché le misure di sicurezza delle aziende erano adeguate a fronteggiare gli attacchi, talvolta perché la vittima si è accorta in tempo di qualche anomalia ed è riuscita a fermare il meccanismo criminoso. Si sono verificati casi in cui alla captazione fraudolenta di dati informatici è seguito l’esborso di ingenti somme di denaro destinate al pagamento di ditte fornitrici e, purtroppo dirottate verso altri conti correnti, quasi tutti attestati all’estero e la maggior parte addirittura al di fuori dell’Unione Europea. Denunciate anche 12 persone per accesso abusivo a sistemi informatici tra cui un ragazzo minorenne residente fuori regione che agiva per un’ideale di protesta seguendo lo stile di Anonymous.

Nel mese scorso e nel corso del mese di novembre frequenti anche le denunce sporte da aziende e da professionisti per la diffusione di una delle tante varianti del virus ransomware, virus informatico che, una volta entrato nel computer opera una criptazione dei dati presenti nello stesso. Alla minaccia segue la richiesta di denaro al fine di fornire la chiave di decriptazione. In genere questo tipo di attacco viene dall’estero.

I consigli della Polizia Postale agli operatori economici. "Prestare particolare attenzione alle protezioni di rete, di affidarsi a tecnici informatici sia interni sia a professionisti del settore per verificare e analizzare il sistema informatico utilizzato, rimuovere eventuali criticità dovute, ad esempio, a obsolescenza del sistema operativo, ad inefficienza dei sistemi di protezione etc., vulnerabilità note agli hacker che le sfruttano ai loro fini. Di effettuare sempre - aggiungono - copie di back up, anche di dispositivi non collegati in rete, onde avere sempre a disposizione i dati necessari all’attività professionale, anche a seguito di un attacco". E ancora "Meglio operare nel campo della prevenzione: è più economico, più veloce e meno invasivo". Un tipo di indagini, queste, che spesso vanno sconfinano oltre i confini nazionali e che sono piuttosto lunghe e costose. Una volta constatato di essere vittima del virus è necessario, stando ancora ai consigli, della Polizia - far analizzare tempestivamente il sistema da un bravo tecnico, per verificare se è possibile recuperare qualche dato utile e sporgere querela.






Questo è un articolo pubblicato il 09-11-2014 alle 19:03 sul giornale del 10 novembre 2014 - 1542 letture

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