Uscita ad Ovest: Sinistra per Ancona "Scongiurato l’affare dei soliti noti"

porto di ancona Ancona 11/11/2014 - Per la terza volta si assiste al giubilo per la “storica” firma della Convenzione per l’Uscita a Ovest.

Eppure la “scrittura integrativa” del 2 settembre 2014 modifica in modo significativo quella del 18 dicembre 2013, togliendo le clausole capestro per lo Stato, segnalate a tempo debito da Sinistra per Ancona, dal gruppo Consiliare del MoVimento 5 stelle e dall’On. Donatella Agostinelli e puntualmente indicate dai Funzionari del Ministero del Tesoro. Riassumiamo le principali: 1) al Concessionario non spetta alcun indennizzo, né rimborso dei costi della progettazione in caso di mancata approvazione del progetto definitivo e del piano economico-finanziario, ovvero di recesso anche per mancato finanziamento entro 12 mesi dall’approvazione dello stesso progetto definitivo, indotto da atti e/fatti estranei alla volontà del Concedente, anche di natura straordinaria e imprevedibile è riconosciuto al Concessionario solo l’indennizzo di cui alla precedente lettera a)”.

Nella precedente stesura c’era scritto il contrario esponendo lo Stato Concedente a riconoscere indennizzi/risarcimenti al Concessionario per oltre 50 milioni di euro diretti ed esporlo al lucro cessante e al danno emergente. Anche nel caso in cui il Concessionario esercitava il recesso di propria iniziativa. 2) Sono stati cancellati altresì i riconoscimenti contenuti alle lettere b) e c) penali e risarcimento indennizzo (decine di milioni di euro a carico dello Stato) e possibile contenzioso. 3) Resta cancellata la clausola, già inserita dalle solite “manine”, riferita all’art.11 dello Schema di Convenzione: “al concessionario potrà essere riconosciuto, anche in aggiunta ad un eventuale contributo pubblico, l’accesso ai benefici fiscali previsti dalle leggi applicabili ai sensi dell’art. 18 della legge n. 183 del 12.11.2011”.

Tre righe che esponevano lo Stato a pagare somme molto ingenti e al Concessionario in quanto la misura massima del contributo a fondo perduto, comprensivo delle agevolazioni fiscali su: imposte sui redditi, IRAP, IVA, ammontare dei canoni di concessione, “non può eccedere il 50% del costo dell’investimento”.

In sostanza circa 250 milioni di euro che lo Stato Concedente (soldi degli italiani) avrebbe dovuto versare al Concessionario (CINQUECENTO MILIARDI DI LIRE), ancorché non dovute in base alla legge vigente. La firma del Decreto interministeriale con le pesanti correzioni apportate ai testi precedenti va a merito di Sinistra per Ancona, del Gruppo 5 stelle e dell’On. Agostinelli che hanno impedito che l’Uscita a Ovest potesse diventare l’uscita a MOSEst.


da Gianluca Quacquarini
Coordinatore Sinistra per Ancona





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 11-11-2014 alle 17:49 sul giornale del 12 novembre 2014 - 986 letture

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