Rubini (SEL): "Chi pagherà il conto dell'uscita ovest?"

Francesco Rubini Ancona 12/11/2014 - Mentre tutta Europa per la fuoriuscita del traffico merci dai porti investe sul trasporto su rotaia e su sistemi di diminuzione del traffico a basso impatto ambientale, nel nostro paese governi ed enti locali insistono con il trasporto su gomma e con le colate di cemento.

Perfettamente congruente con questa impostazione folle è la realizzazione dell'uscita ovest che, se terminata, seppur nata per risolvere un problema sacrosanto come quello dei tir a Torrette in realtà non farà altro che andare a creare danni ambientali e sociali ancora più grandi intervenendo massicciamente su un'area in frana per realizzare una grande strada dal pedaggio tralaltro già più volte stimato completamente fuori mercato dati i costi di realizzazione spropositati.

A quanto pare però anche per il governo Renzi, per il PD marchigiano, per Spacca e per le solite 4 grandi ditte esperte in incompiute l'uscita ovest è un'opera irrinunciabile e guai a dire che forse dopo vent'anni sarebbe il caso di pensare ad un'alternativa.

Chi pagherà il conto dell'ennesima grande opera all'italiana così fortemente voluta da interessi politici ed economici è presto detto. Se questa è una classe dirigente lungimirante non ci rimane che la lotta contro l'ennesimo annunciato scempio socio-ambientale.

Francesco Rubini, capogruppo SEL - Ancona Bene Comune


da Francesco Rubini

Consigliere comunale SeL Ancona Bene Comune





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 12-11-2014 alle 17:53 sul giornale del 13 novembre 2014 - 1013 letture

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