Giovani dal pollice verde in campo per far rifiorire la pista di pattinaggio e la zona parco al Passetto. “Dateci una mano”

Ancona 18/11/2014 - Le associazioni A2O e Aloe in campo da ottobre contro il degrado. Rimosse enormi quantità di erbacce e rifiuti. L’impianto sportivo chiuso dal 2007, fatiscente l’edificio di servizio. Sopralluogo tecnico del Comune, ma zero fondi per le necessità di ristrutturazione. Per raccoglierli si ricorre ai social network e ai contributi dei cittadini.

C’era una volta ad Ancona una frequentatissima pista di pattinaggio fiore all’occhiello, assieme ai laghetti con pesci rossi e strutture ludiche per bambini, di un bellissimo e lussureggiante parco cittadino a picco sul mare. Anni fa sulla pista di pattinaggio e l’area verde che vi degrada è calato il nero sipario dell’abbandono e del degrado. Da un mese sta rifiorendo grazie a una straordinaria azione di volontariato civile attuata da un gruppo di giovani aiutati da altri cittadini.

E’ questa, in sintesi, la storia – speriamo a lieto fine – che stiamo per raccontarvi. L’operazione di eco-cittadinanza attiva è iniziata a metà ottobre scorso, quando i ragazzi delle associazioni A20 e Aloe – già distintisi in analoghe operazioni di recupero di aree urbane moribonde della città - hanno convinto l’assessore comunale alle Manutenzioni, Stefano Foresi, a farsi consegnare le chiavi del basso edificio “a stecca” un tempo adibito a servizi, magazzini e spogliatoi per la pista e ridotto da un pezzo in condizioni fatiscenti. Ci troviamo nel quartiere Adriatico, una delle zone più panoramiche del capoluogo marchigiano, in parte integrata nel Parco del Conero. A questa zona del Parco del Passetto si accede, dall’alto, scendendo dalla piazzetta belvedere, in parte ad uso parcheggio, che si apre lungo via Thaon De Revel.

L’allegra e appassionata brigata del “pollice verde” è scesa in campo già nel corso di tre week end. E ha toccato con mano ciò che già aveva ampiamente monitorato. La vegetazione, i rovi e le erbacce erano talmente alti e in espansione selvaggia e incontrollata da aver ricoperto le scale e gli stradelli che scendono verso la pista, e da rendere quasi invisibile la pista stessa. Ovvio quindi iniziare a lavorare sodo a colpi di falce, tosaerba e altri attrezzi da giardiniere.

Abbiamo tagliato e potato a più non posso, rimosso rifiuti di ogni tipo, comprese alcune siringhe usate da tossici, pulito ovunque, anche il piazzaletto davanti al piccolo edificio di servizio - ha raccontato Matteo Bilei, portavoce di A20 Si è trattato della prima fase della nostra strategia, volta nel lungo periodo a contribuire, via via, a rendere la piena funzione e dignità di parco pubblico a tutto il Passetto. Perché questa area, un tempo frequentatissima da famiglie e bambini, è stata particolarmente abbandonata dall’Amministrazione comunale, e quindi è diventata progressivamente zona di riferimento per bivacchi di balordi e microcriminalità”.

La svolta operativa un giorno di metà ottobre, quando i ragazzi, accompagnati dall’assessore Foresi e dalla sua equipe di tecnici, ha compiuto un primo, ampio sopralluogo. Particolare attenzione è stata dedicata allo stabile un tempo funzionale ai servizi alla pista. Tutti i cinque locali in cui è diviso erano vuoti e luridi. In parte cadenti i soffitti, con pezzi di intonaco finiti sui pavimenti, crepe sulle pareti. Umidità, muffa e infiltrazioni d’acqua. Le malridotte porte dei vani erano per lo più chiuse a chiave. Almeno una delle porte d’accesso di plastica, nonostante fosse dotata di vetrata antisfondamento, era stata distrutta dai vandali. L’ufficio tecnico comunale, nei giorni seguenti, ha sigillato tutte le entrare con nuove porte di legno. Due delle quali, dopo alcuni giorni, sono state ritrovate scardinate dai soliti ignoti. In due degli ambienti, segni del passaggio o del pernottamento di balordi o clochard: scatole di medicine, bottiglie, avanzi di pasti, un giaciglio. Sporcizia, tracce di escrementi sui pavimenti nel box dei servizi igienici, le cui porte risultavano spalancate. L’edificio e i servizi igienici, dopo giornate di duro lavoro, in parte spese spruzzando litri di disinfettante e rimuovendo i soliti rifiuti, iniziano ad avere un aspetto più civile. Per fortuna sono ancora funzionanti gli allacci elettrici, c’è l’acqua corrente.

Fondamentali i problemi di stabilità, agibilità e sicurezza dell’intera struttura. I tecnici del Comune sono ottimisti, pur in attesa dell’esito di una perizia. Di sicuro dovranno essere ritinteggiati, reintonacati, impermeabilizzati e riarredati tutti i locali. Quanto all’altro capitolo nero, quello della pista di pattinaggio, è una brutta storia nella storia. I giovani hanno notato subito i ciuffi d’erba, le fratture, gli avallamenti che la caratterizzano. La pista ha funzionato almeno fino al 2007. Gestita da un anziano aiutato dai suoi familiari, in base ad una convenzione con il Comune. Cessata la convenzione, Il Comune ha deciso di chiuderla. Chiaro il perché. Reiterata, cronica mancanza di manutenzione nel passato e nel presente. Un incidente capitato a una ragazzina. Mancanza di fondi. Bilei: “Eppure questa pista è così popolare tra gli anconetani, che qualcuno, nonostante il suo stato pietoso, e a suo rischio e pericolo, si ostina a scavalcare le reti e a corrervi coi pattini”.

A20 e Aloe stanno compiendo la loro missione in collaborazione con l’Amministrazione municipale. A legittimarli c’è una convenzione stipulata col Comune, in vigore fino al febbraio prossimo e prorogabile per altri sei mesi. Già, una convenzione, ma sui generis. In quanto il Comune, per ora, non intende titrar fuori un euro dalle sue casse per sostenere le spese necessarie a ristrutturare la pista e l’edificio di sevizio e renderli di nuovo agibili. Il Comune si limita a consigli tecnici, pacche sulle spalle, qualche vaga promessa.

Stiamo quindi cercando di fare una raccolta fondi tra i cittadini. Pubblicizzandola con volantini. Installando cassette in alcuni esercizi commerciali della zona dov’è possibile depositare denaro”, spiega Bilei.

I gruppi in Consiglio comunale di opposizione Sel e La Tua Ancona hanno devoluto per la causa 50 euro a testa. Un primo, piccolo, ma significativo segnale di sensibilizzazione. La maggioranza in Comune tace. Si spera nel coinvolgente tam tam via social network. In fase di elaborazione un accordo con le società delle squadre di pattinaggio per spingere vero la riapertura della pista. Quanto ai locali di servizio, i ragazzi intendono ricorrere anche alle loro capacità, diciamo così, “bricolage”. Sperano in futuro di poterli usare anche come sedi di attività ricreative in link con l’area verde esterna. Bilei: “Ma è chiaro che continuiamo ad invitare l’Amministrazione comunale a fare la sua parte, anche dal punto di vista economico”.

Per chi volesse contribuire al progetto "Parco dei Laghetti" può contattare gli organizzatori alla mail info@a20.it, chiedere info su Facebook (clicca qui: A20-Altra Ancona Ora o effettuare un bonifico all'Associazione A20 a questo IBAN presso la BCC di Ancona ag.2 IT15Q0891602602000030184304


di Giampaolo Milzi
    redazione@vivereancona.it





Questo è un articolo pubblicato il 18-11-2014 alle 20:00 sul giornale del 19 novembre 2014 - 2064 letture

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Simone Papalini

19 novembre, 00:17
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