Ancona da sola non va da nessuna parte. Tombolini "Non una critica dei cattivoni dell’opposizione"

Stefano Tombolini Ancona 24/11/2014 - “Ancona da sola non va da nessuna parte”, non è una critica partita da quei “cattivoni” dell’opposizione o da qualche malpensante che vuole fare demagogia e sparare contro l’atteggiamento dispotico dell’amministrazione comunale; questa frase, sibillina, l’ha detta l’Assessore Fiorillo durante l’incontro di Tipicittà che si è tenuto alla Mole.

Ed è così che infatti si è mossa la Mancinelli sul Salesi, scrivendo a tutti i Sindaci dell’area vasta, scandalizzata dal fatto che i patti con la Regione non vengano rispettati, peccato però che se ne è accorta, come sempre, solo dopo aver approvato tutte le “varianti urbanistiche” previste dai vari protocolli d’intesa, nonostante in molti, in Consiglio Comunale, le avessimo evidenziato la necessità di sospendere gli atti per approfondirli; certo è che di protocolli ne ha firmati talmente tanti che ormai è difficile tenerne il conto: patti assunti con il Porto, con la Sanità, protocolli d’intesa con i Sindacati, forse è il modo di fare della “Nuova Politica” che però sembra combaciare perfettamente con la Vecchia: tante cose scritte, poche realizzate.

E pensare che i Comuni a cui il Primo Cittadino ha scritto sono gli stessi con cui NON HA CONDIVISO la candidatura e nomina dell’uomo d’apparato posto a capo della Multiservizi, come ha fatto ben notare il Presidente dell’Anci Marche Mangialardi, Sindaco di Senigallia, sono quelli con cui non ha voluto condividere un progetto per il salvataggio dell’Istituto Musicale Pergolesi, quelli a cui ha chiuso la porta in faccia nell’accordo sulla Lirica tenendosi stretta al solo Comune di Jesi, gli stessi Sindaci che provano ad estendere il proprio territorio acquisendo pezzi della nostra città, come sta succedendo con Offagna che guarda a Montesicuro o con il Poggio che strizza l’occhio ai Comuni della Riviera.

Ancona, di certo, da sola non va da nessuna parte e ce ne rendiamo conto quando sentiamo le proposte fatte per il futuro del Waterfront, idee fatte davanti ad una telecamera con i soliti “convitati di ferro”, con l’Ordine degli Architetti che si fa rappresentare nei pronunciamenti dal Vicepresidente Circelli che però è anche il Dirigente della Pianificazione Attuativa del Comune di Ancona, il quale nella sua visione “onirica” dello sviluppo dell’area portuale immagina una Megadiscoteca; chissà cosa ne penserà il Commissario dell’Autorità Portuale Giampieri che nemmeno due settimane fa applaudiva compiaciuto all’intervento del Presidente di Confindustria Ancona Schiavoni quando, alla Mole, nella sua relazione diceva che “Ancona è punto di riferimento in campo nautico e navale probabilmente per tutta l’economia che si affaccia sul Mare Adriatico. Per fare il salto di qualità, però, ha bisogno di un centro dedicato alle tecnologie, al design per il mondo nautico. Pensiamo ad ente a capitale misto, con partner di rilevanza nazionale, quali per esempio la stessa Confindustria UCINA, oltre alle principali realtà locali, Regione compresa. Pensate poi se il centro trovasse ospitalità nella sede in cui oggi ci troviamo, splendida, unica e distintiva: sarebbe la sintesi perfetta tra la Ancona storica e monumentale e quella del presente e del domani, quell’Ancona che, anche grazie al ridisegno del porto, sarà vocata ai servizi, alla nautica e al turismo.”

Chissà, una megadiscoteca è meglio che pensare ad un centro dedicato alle tecnologie e al design per il mondo nautico magari inserito all’interno di un complesso congressuale ed espositivo che si rivolga alla Macroregione Adriatico Ionica? Caro Sindaco i nostri ragazzi, fortunatamente, pensano a rimettere in sesto pezzi di città abbandonata, come accade al Passetto grazie all’Associazione A2O, non credo siano interessati ad una città stile Mykonos con “schiuma party” dove sballarsi, magari preferiscono mantenere l’Istituto Pergolesi per formarsi musicalmente, oppure avere spazi accessibili a tutti, dove condividere idee, partecipare a concorsi, progettare insieme, esporre le proprie opere d’arte, essere ascoltati. Mi creda il futuro della nostra città parte dai giovani e passa per ogni cittadino, il futuro di Ancona è disegnare una città inclusiva, prima di renderla esclusiva, ad iniziare dal cancellare ogni barriera; allora cominciamo dal mettere uno scivolo per rendere accessibile la struttura presente in piazza Pertini facendo diventare così le iniziative Comunali accessibili a tutti...anche in questa maniera Ancona sarà meno sola!


da Stefano Tombolini
    Lista civica “Sessantacento Ancona”





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 24-11-2014 alle 21:40 sul giornale del 25 novembre 2014 - 1312 letture

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