1 dicembre, la Cisl scende in piazza per il pubblico impiego. Talevi: "Una voce forte verrà dai precari"

Talevi e Bartolini 6' di lettura Ancona 27/11/2014 - La Cisl torna in piazza ad Ancona e questa volta lo fa per il pubblico impiego. Ad incrociare le braccia dalle 9.30 alle 12.30 saranno sanitari, ma anche personale della scuola, vigili del fuoco, dipendenti delle province e camere di commercio e non solo. Tra questi anche tantissimi precari marchigiani. Il grido della Cisl: "Non siamo privilegiati", "i tempi sono strettissimi e il Governo deve riflettere sui contenuti, tra cui il blocco del contratto". video

Dipendenti di Scuola, Sanità, Autonomie Locali, Sicurezza, Università e Ricerca, Ministeri, Enti Pubblici Economici e Agenzie Fiscali incroceranno le braccia il 1 dicembre per lo sciopero indetto dalla Cisl e riversarsi in piazza del Papa dalle 9.30 fino alle 12.30 per chiedere il rinnovo del contratto nazionale fermo ormai da sei anni e ribadire con forza il valore delle tante professionalità del pubblico impiego. "Ci scusiamo in anticipo per i disagi - ha affermato Luca Talevi segretario generale della Fp Cisl Marche - ma nonostante l'astensione dal lavoro saranno garantite le prestazioni essenziali minime con particolare attenzione alla sanità. Non garantiremo però, nei comuni, i servizi legati alla scuola come lo Scuolabus o le mense".

"Il Governo mette bonus invece di rinnovare i contratti nazionali, toglie servizi ai cittadini riducendo i fondi a regioni, comuni, ministeri, aumenta le tasse locali, tassa il Tfr e distrugge la previdenza complementare a beneficio di banche e assicurazioni". Questo il quadro generale rivendicato dalla Cisl. "In sei anni si è perso, inoltre, il 10% di stipendio e futura pensione, oltre che possibilità di carriera, formazione e produttività. La possibilità di stabilizzazione migliaia di lavoratori precari ed altrettanti rischiano di non avere più possibilità occupazionali".

"Siamo riusciti ad attutire i tagli del 2011. Renzi arriva ora, ma Monti non è stato meglio - ha sottolineato Talevi - e diciamo no a tagli lineari o si metterà a rischio il patto per la salute e non solo. L'unico risparmio certo della sanità marchigiana è stato sul personale nel biennio 2011-12 per 28 milioni di euro ed il prossimo sarà di 10 milioni di euro, anche se ancora non accertato".

"Non siamo privilegiati - ha ribadito a margine di una conferenza Anna Bartolini, segretario Cisl Scuola Marche - i pubblici dipendenti sono diminuiti negli anni e non siamo noi che aumentiamo la spesa pubblica, il turn over inoltre non c'è stato e nel prossimo andranno in pensione circa 128 mila lavoratori. La cosa più preziosa è la materia grigia - ha precisato la Bartolini - che si coltiva dentro le scuole". E l'atmosfera nelle scuole marchigiane pare non essere delle migliori. "Da mesi stiamo girando per scuole delle Marche - ha aggiunto la Bartolini - e quello che abbiamo visto e sentito è rassegnazione. Il mondo della scuola è in ginocchio, si tira avanti, ma sono arrivati all'esasperazione". "Domani probabilmente la Scuola verrà condannata dall'Europa - ha aggiunto la Bartolini prima delle sentenza che sancisce la condanna del sistema del precariato - e la buona scuola è un piano che ci preoccupa perchè bypassano il contratto di lavoro. Renzi vuole ritornare indietro prima di 20 anni quando i contratti erano approvato dal parlamento. Un settore delicato come quello della scuola regolato a colpi di maggioranza".

I precari verranno dalle 5 province delle Marche. Si tratta di 186 precari dei centri dell'impiego, circa 630 quelli della sanità con contratto a tempo determinato,1254 nella scuola di cui solo un 50% è stato coperto a settembre con assunzioni a tempo indeterminato il resto ha avuto incarichi annuali: circa 627 alle supplenze annuali a questi si aggiungono in media più di 1200 posti con scadenza contratto 30 giugno o a orario ridotto sembre a supplenza annuale. Per i dipendenti della provincia la situazione pare non essere rosea. "Insieme alla Regione Marche - ha detto Talevi - abbiamo costituito un tavolo, ad oggi mai riunito, per definire che fine faranno entro l'anno, dove saranno riallocati". E poi le camere di commercio a rischio chiusura.

SCUOLA. "Ciò che si prospetta nel progetto 'La Buona Scuola' è un blocco totale delle retribuzioni fino a tutto il 2018, cui si aggiungerebbe il contestuale ulteriore blocco delle progressioni di anzianità, e una rinnovata struttura delle carriere che consentirebbe solo a due terzi del personale di acquisire il primo dei cosiddetti “scatti di merito”. Scelte diametralmente opposte alle ripetute attestazioni di apprezzamento e stima rivolte dal governo ai lavoratori della scuola, ai conclamati impegni di una giusta valorizzazione professionale. Lavoratori oppressi da livelli quasi insopportabili di disagio, che distruggono quelle condizioni di serenità e di forte motivazione indispensabili a svolgere il proprio compito in contesti sempre più carichi di difficoltà in cui ci si trova ad agire. Non è certo questo il modo giusto per riconoscere e sostenere la dedizione e l’impegno di quanti hanno fin qui consentito alla scuola italiana, col proprio lavoro, di rendere"

SANITÀ. "Patto per la salute a rischio. Risorse per la Sanità in calo. Ferie accumulate, straordinari non pagati, riposi saltati, copertura del turn-over non garantito, carichi di lavoro sempre più' esasperanti, centinaia di precari che rischiano il posto di lavoro, lavoratori della sanità privata senza contratto dal 2007. In aumento liste di attesa e mobilità passiva AUTONOMIE LOCALI. Imposte locali in aumento, qualità' dei servizi pubblici a rischio, aumento del lavoro precario , mancanza di volontà' di riorganizzare il sistema, salario accessorio dimezzato mentre sono in aumento le spese per appalti e incarichi , difficoltà' ad erogare servizi ai cittadini, per i lavoratori di province e camere di commercio molti dubbi sul futuro professionale per colpa di normative incomplete e che non rispondono alle esigenze di cittadini".

ENTI CENTRALIZZATI. "Tanti tagli lineari ma mai una vera revisione della spesa, presenza dello Stato nel territorio diminuita, organizzazione del lavoro da superare, salari accessori dimezzati, accorpamenti non funzionali, assunzioni oltre che il contratto bloccati da anni , spesso difficoltà a garantire l'apertura degli sportelli., età' media addetti superiore ai 50 anni, calo dei funzionari in campo contro l'evasione fiscale ed il controllo della legalità', in aumento la spesa per acquisti, appalti e consulenze TERZO SETTORE. la popolazione invecchia e la domanda di assistenza cresce, calo dei stipendi effettivi sino al 25%, esplosione della cassa integrazione, lavoratori che hanno perso il posto di lavoro, l'assistenza pubblica cala ma non si mette il terzo settore in condizione di operare".

LE RICHIESTE DELLA CISL SCUOLA. "Nel richiedere con forza l'immediato rinnovo del CCNL Scuola, manifestiamo la necessità che in tutte le fasi di realizzazione del progetto di riforma venga garantita reale e attiva partecipazione dei lavoratori e di tutti i soggetti sociali rappresentativi, chiediamo che la varietà e vastità delle tematiche affrontate nel documento "la Buona Scuola" non si riducano a mere enunciazioni, ma trovino riscontro in scelte di governo tali da determinare nei fatti l’avvio di una fase nuova di positiva attenzione alla scuola e di effettivo sostegno alla sua crescita attraverso il riconoscimento del protagonismo professionale della categoria".








Questo è un articolo pubblicato il 27-11-2014 alle 10:09 sul giornale del 28 novembre 2014 - 1704 letture

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