Federmeccanica, indagine congiunturale terzo trimestre 2014

Fabio Storchi, Federmeccanica 2' di lettura Ancona 27/11/2014 - Ecco sotto i dati dell’indagine congiunturale di Federmeccanica nazionale relativa al terzo trimestre del 2014.

A livello nazionale la 132° indagine congiunturale testimonia come la ripresa sia ancora lontana: nel secondo e nel terzo trimestre di quest’anno l’economia italiana è tornata in fase recessiva. Tra luglio e settembre la produzione metalmeccanica è scesa di un ulteriore 1,5% rispetto al precedente trimestre (-1,9% rispetto all’analogo periodo del 2013), un risultato ben peggiore di quello della media europea, che ha registrato, nel corso degli ultimi dodici mesi, una crescita dell’1,2%. Di contro si evidenza un leggero incremento delle esportazioni (+0,8%), ottenuto grazie alla domanda che proviene da Cina (+12,4%) e Stati Uniti (+13,7%), che però è stata quasi completamente vanificata dai segni negativi che vengono soprattutto dalla Russia (-11%) anche a causa del conflitto in atto con l’Ucraina, dalla debole congiuntura nei Paesi dell’area dell’euro e dalle tensioni in Medio Oriente.

I risultati confermano anche il trend negativo delle dinamiche occupazionali: solo nei primi 8 mesi dell’anno si è perso l’1,1% dei posti di lavoro nelle imprese con oltre 500 addetti, mentre le ore di CIG autorizzate sono state pari a 327 milioni, vale a dire +1% rispetto ai livelli già record dell’anno precedente.

L’indagine conferma una volta di più come lo scenario sia ancora di piena recessione, non si tratta solo di una fase congiunturale, ma di un ridimensionamento strutturale: il calo della produzione metalmeccanica, salvo brevi periodi di ripresa, dura ormai da 7 anni.

Rispetto alla fase pre recessiva si sono persi quasi 33 punti di produzione e il 25% della capacità produttiva installata; nello stesso periodo, sono andati persi più di 230.000 posti di lavoro. L’unico dato confortante rimane quello relativo all’export che è ritornato ai livelli pre-recessivi (nello stesso periodo il commercio mondiale è cresciuto del 35,4%) con vendite all’estero pari a 190 miliardi di euro, vale a dire la metà dell’intero export manifatturiero italiano, con un attivo nell’interscambio commerciale pari a 65 miliardi di euro, in grado di contribuire in modo essenziale al riequilibrio della bilancia commerciale, compensando le spese per l’import di energia e materie prime di cui il nostro paese è quasi totalmente dipendente dall’estero.

Decremento della produzione, ridimensionamento del portafoglio ordini e calo degli occupati: questa la tendenza che proseguirà fino alla fine dell’anno e che potrebbe limitare fortemente le attese di ripresa per il 2015.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 27-11-2014 alle 18:50 sul giornale del 28 novembre 2014 - 1825 letture

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