Metalmeccanica, fatturato da 4 miliardi di euro. Galassi "Puntare all'internazionalizzazione"

Genuino Galassi illustra l'indagine di Federmeccanica Ancona Ancona 27/11/2014 - Un settore che pesa per l'8% sul Pil nazionale e che rappresenta il 28% della base associativa di Confindustria Ancona con 13 mila dipendenti ed un fatturato che supera i 4 miliardi di euro. Federmeccanica nazionale lancia il messaggio in un contesto dove la ripresa appare lontana: "Centralità dell’industria metalmeccanica per aprire una nuova stagione". Mentre da Ancona Galassi dice: "Siamo fiduciosi, ma chi lavora per l'80% è per l'estero". Il video

Federmeccanica nazionale ha lanciato oggi un messaggio forte, quello della centralità dell’industria metalmeccanica e più in generale del manifatturiero italiano per aprire una nuova stagione di sviluppo, economico ma anche sociale nella volotà di uscire da una crisi profonda e ormai strutturale. E' così che in simultanea 60 gruppi confindustriali hanno lanciato dalle varie parti d'Italia, il loro messaggio, le loro indagini per far si che il settore della metalmeccanica diventi un'unica voce. "Oggi è la giornata dell’orgoglio metalmeccanico, l’orgoglio per le imprese, per l’eccellenza dei suoi prodotti e per il ruolo trainante del settore per l’economia del Paese – ha dichiarato durante il discorso nazionale Fabio Storchi, presidente di Federmeccanica la metalmeccanica non è soltanto il cuore dell’industria italiana e il più rilevante tra i comparti manifatturieri per la sua capacità di contribuire alla produzione della ricchezza nazionale (8%) e di dare lavoro a oltre 1,8 milioni di persone".

Un settore, dunque, che pesa ed incide nel Paese, ma che lotta ancora per ribaltarne le sorti. "Tre le azioni da intraprendere subito - ha affermato Claudio Schiavoni presidente Confindustria Ancona mutuando le parole da Storchi - il rilancio della domanda interna tramite maggiori investimenti; un mercato del lavoro efficiente ed inclusivo in un sistema che stimoli la partecipazione e la produttività; una politica industriale che favorisca l’innovazione e permetta alle nostre imprese di affrontare la sfida della 4a rivoluzione industriale ormai alle porte. Il primo punto in agenda sono gli investimenti". Tra le priorità, inoltre, rimarcate da Storchi, come da Schiavoni, anche la necessità di abbattere il cuneo fiscale che in Italia va oltre i 50% del costo del lavoro a fronte di una media UE del 44% e la riduzione della tassazione che grava su imprese e che incide sui profitti per il 65,4% rispetto ad una media UE del 42%. Bene, invece per Schiavoni, l'’abolizione dell’IRAP sulla componente lavoro prevista dalla Legge di Stabilità".

A presentare il quadro del settore meccanico nella provincia di Ancona, Genuino Galassi, presidente della sezione meccanica di Confindustria Ancona. "La sezione meccanica di Confindustria Ancona rappresenta circa il 28% del totale della base associativa con oltre 13 mila dipendenti e un fatturato che supera i 4 miliardi di euro – ha spiegato Galassi - Territorialmente più del 60% di tali aziende ha sede nella zona delle Valli Aspio e Musone e della Vallesina anche se le aziende di maggiori dimensioni sono concentrate nel fabrianese. Nel fabrianese infatti il 19% delle aziende impiega il 54% dei dipendenti del settore. A livello dimensionale, oltre il 53% delle aziende ha tra 11 e 50 dipendenti e circa il 20% conta più di 100 dipendenti. I settori principali in cui operano sono: apparecchiature elettriche e elettromeccaniche, cappe aspiranti, elettrodomestici, macchine agricole e per l’edilizia, minuterie metalliche/carpenterie metalliche".

La crisi, anche qui nell'anconetano, si è fatta sentire ed in particolare nel settore elettrodomestico. "La metalmeccanica è fortemente toccata dalla crisi - ha proseguito Galassi - che ormai da qualche anno ha investito il settore elettrodomestico nel nostro paese: dal 2007 al 2013 i volumi produttivi sono diminuiti del 40%. La crisi ha toccato in maniera importante anche il nostro territorio e le nostre aziende, sfociando anche in situazioni drammatiche; I dati sugli ammortizzatori sociali rilevano anche per quest’anno un forte utilizzo: questo a conferma del senso di responsabilità degli imprenditori che pensano ad un futuro per loro e per i lavoratori nella nostra Provincia".

Innovazione ed internazionalizzazione, i punti focali del settore. "Non ci sono settori che vanno meglio di altri: esiste invece una forte differenza tra le aziende in grado di vendere in maniera stabile i propri prodotti all’estero e quelle che rimangono confinate nel mercato nazionale. Esiste anche una differenza tra chi investe in maniera significativa in innovazione in azienda e chi non la fa. Quando parlo di innovazione la intendo in tutti i settori aziendali: nei prodotti, nei processi, nella logistica, nell’organizzazione, nel commerciale...". Necessario, stando dunque a Galassi, "puntare all'internazionalizzazione anche rischiando".


Sul tema è intervento anche il Direttore di Confindustria Ancona, Filippo Schittone che ha precisato: "Fare progetti all'estero: non un rischio, ma un investimento" che comporta avere alle spalle una "organizzazione dedicata oltre al made in Italy" . Ed in un contesto in cui l'Europa non da segnali di ripresa neanche affacciandosi nel 2015, stando ad una recente indagine del Centro Studi Confindustria, necessaria un'azione più completa. "Per rendere il Paese normale - ha specificato Schittone citando il recente intervento di Squinzi ad Ancona - ci vuole ben altro dal momento che è difficile innestare in Italia anche un'impresa virtuosa" e non resta che "uscire dai cancelli ed investite sull'internazionalizzazione".

Qui i dati dell'indagine congiunturale nazionale, terzo trimestre 2014.








Questo è un articolo pubblicato il 27-11-2014 alle 16:23 sul giornale del 28 novembre 2014 - 4822 letture

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