Regionali: i giovani ricercatori di Ancona scrivono ai candidati Governatori

ricercatori 19/05/2015 - I giovani ricercatori dell'Adi di Ancona scrivono ai candidati Governatori. Ecco sotto la lettera.

Caro candidato,

Ti scrivo a nome della sede di Ancona dell'Associazione Dottorandi e Dottori di Ricerca Italiani (ADI), un’associazione apartitica e senza scopo di lucro che si impegna a tutelare ed estendere i diritti di dottorandi e giovani ricercatori ed a valorizzare il titolo di Dottore di Ricerca. La nostra sede regionale opera all’interno dell’Università Politecnica delle Marche e rappresenta dottorandi e dottori di ricerca che lavorano come giovani ricercatori sia all’interno del mondo universitario sia all’esterno, nel settore pubblico e in quello industriale e dei servizi. Come sai, la ricerca scientifica riveste un ruolo di importanza fondamentale per il futuro del nostro paese. Maggiori investimenti potrebbero far uscire l’Italia dalla crisi come un paese tecnologicamente avanzato e al passo con gli altri paesi dell’Unione Europea; purtroppo, però, in questi anni la politica è andata in senso inverso, ed i tagli alla ricerca stanno ormai compromettendo il futuro di intere generazioni di giovani ricercatori. Di conseguenza, soltanto una piccola percentuale di dottori di ricerca, che abbiamo stimato nel 3.4%, può ambire a svolgere attività di ricerca in uno degli Atenei italiani. Per tutti gli altri, professionisti formati a condurre progetti a livello internazionale, si apre un diverso e ben più arduo tipo di ricerca: quello di un posto di lavoro. Il sistema industriale italiano, e quello delle Marche in particolare, sembra essere tuttavia scarsamente propenso all’innovazione, per motivi insieme strutturali e contingenti. In questo contesto, siamo sempre più spesso costretti ad assistere alla fuga dei ricercatori più brillanti verso altre regioni o all’estero, oppure al loro impiego in ambiti lavorativi a bassa intensità innovativa, con la conseguenza che questo enorme patrimonio di conoscenze e capacità progettuali, finanziato con soldi pubblici, rischia di essere in larga misura dissipato. Per questi motivi riteniamo che sia giunto il momento di mettere al centro della politica regionale i temi della ricerca, dell’innovazione e del trasferimento tecnologico. In occasione delle elezioni regionali, ti invitiamo ad immaginare con noi le Marche come una regione all’avanguardia nel campo della ricerca e dell’innovazione.

La nostra è una regione che fino ad ora ha sempre saputo coniugare manualità e spirito creativo sfruttando a pieno le proprie possibilità, e che domani potrà confrontarsi con i grandi temi globali soltanto scommettendo, ed investendo, sul futuro. Perché questo accada, le Marche devono diventare un laboratorio di soluzioni ed approcci nuovi per supportare la ricerca dentro e fuori dalle università, per integrarla più efficacemente con la realtà produttiva, per portarla tra le persone valorizzandone i risultati con la realizzazione di iniziative ed eventi culturali. Per realizzare questi obiettivi occorre costruire per i giovani ricercatori maggiori opportunità, incentivando la creazione di posizioni lavorative remunerative e stabili.

Si può partire però da piccole iniziative dal costo limitato, tra le quali ti proponiamo le seguenti: • Valorizzazione del titolo di dottore di ricerca nella Pubblica Amministrazione: il processo di modernizzazione della PA può essere migliorato e accelerato con il contributo di nuove idee e nuovi metodi che i giovani ricercatori possono portare in dote. Diamo dunque più spazio al merito nei concorsi pubblici per posizioni dirigenziali in Regione e nei Comuni marchigiani, con apposite norme che attribuiscano un congruo punteggio aggiuntivo per i possessori del titolo di Dottore di Ricerca; • Valorizzazione del titolo di dottore di ricerca nell'industria: il settore industriale marchigiano è costituito da piccole e medie imprese che hanno scarse possibilità di attuare programmi di ricerca ed innovazione di medio­lungo termine. La Regione Marche può supportare l’innovazione con politiche atte ad incentivare le aziende che assumano dottori di ricerca, o le nuove aziende il cui scopo principale sia la ricerca applicata, ed i cui soci siano in maggioranza giovani ricercatori; • Superamento del dottorato senza borsa: “i giovani ricercatori debbono essere riconosciuti come professionisti in formazione”. Così recita la Carta Europea dei Ricercatori, firmata da tutti i Rettori delle Università Italiane a Camerino, il 7 luglio 2005. È assurdo che ad un professionista venga chiesto di svolgere il suo lavoro senza essere pagato.

L’ADI ti propone di far diventare le Marche la seconda regione italiana a superare il dottorato senza borsa, come già accaduto in Puglia. Possiamo pensare insieme ad un Programma Scientifico Regionale, che individui temi strategici ed intercetti fondi europei per finanziare il lavoro di giovani ricercatori che, altrimenti, dovrebbero lavorare senza alcuno stipendio. Questi sono i temi che, per cominciare, ti invitiamo a porre al centro della tua campagna elettorale.

È tempo che la politica smetta di avvitarsi su se stessa e torni a parlare di futuro, non soltanto per noi giovani, ma per il bene di tutte le Marche...

Emanuele Storti (Coordinatore ADI ­Ancona)


da ADI Ancona
Associazione Dottorandi e Dottori di Ricerca




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 19-05-2015 alle 20:02 sul giornale del 20 maggio 2015 - 1081 letture

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