PD – Lodolini: “Gli elettori non capirebbero la scissione”

emanuele lodolini, deputato PD 17/02/2017 - “La scissione per me è un fatto enorme”. Non usa giri di parole l'On. Lodolini, renziano doc, per etichettare come “un errore che i nostri elettori non capirebbero, soprattutto perché dividersi su questioni di date e di calendario, sconfessando un progetto nato proprio per aggregare le donne e gli uomini di centrosinistra, significherebbe rinnegare sé stessi. E' un errore considerare ineludibile la scissione”.

“Io credo da sempre nel progetto del PD – ha aggiunto - a volte sono stato in maggioranza, altre volte (di meno) in minoranza (sostenni Franceschini quando perse il Congresso contro Bersani), ma non ho mai pensato di lasciare il PD. Mai. Chi vuole bene al PD combatte nel PD. Si impegna a cambiarlo per migliorarlo. E non si dica che non c'è spazio o non c'è libertà di discussione. Ricordo che per il referendum colleghi che avevano votato in Parlamento la riforma costituzionale hanno poi dato vita ai comitati per il No alla riforma, e nessuno ha pensato di coinvolgere la commissione di garanzia).”

“Chi è contro Renzi e vuole sfidarlo ha l'opportunità di farlo al Congresso che è occasione per discutere, fare una riflessione seria e scegliere la leadership. Il congresso è l'espressione massima della vita democratica di un partito.”

“Così – ha concluso - si indebolisce il PD e fa un danno al Paese. E io all'Italia, al PD e alla nostra gente voglio davvero bene”. Ancona - 17 febbraio 2017 AVVISO: Questo messaggio ed i suoi eventuali allegati sono rivolti esclusivamente ai destinatari e possono contenere informazioni riservate. Qualsiasi utilizzo, diffusione o riproduzione senza autorizzazione è proibita. Qualora vi fosse pervenuto questo messaggio per errore, esso va cancellato immediatamente con preghiera di avvisare il mittente. Grazie.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-02-2017 alle 13:06 sul giornale del 18 febbraio 2017 - 6972 letture

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Andrea Raschia

18 febbraio, 10:01
GLI ELETTORI NON CAPIREBBERO?!?
LA GRANDE speranza della sinistra era rendere più viva la politica. Più viva e libera di abbracciare la realtà, di assomigliare alle persone e alla società, di unire e di dividere non più sulla base delle differenti appartenenze, ma delle battaglie da fare.

L'attuale crisi del Pd, forse sull'orlo del suo dissolvimento, non è grave perché mette a rischio le sorti di un gruppo dirigente -alcuni più preoccupati di altri delle proprie sorti personali. E' grave perché, con tutta la buona volontà, non si riesce a leggerla in chiave di autentico scontro politico, cioè di un conflitto provocato da visioni inconciliabili della società, dell'economia, dei diritti e dei doveri, degli interessi da tutelare e di quelli da combattere.

Il Pd minaccia di certificare che la grande speranza era in realtà una grande illusione.

Quel che si vede è la morte della politica, almeno della politica intesa come comprensibile e appassionante tentativo di interpretare la realtà e di modificarla. Al suo posto uno scontro di potere. È una trama che sfugge. Una trama che appartiene solo agli attori, non agli spettatori. Paganti, ma tenuti ai margini.

È una situazione che lascia di stucco i milioni di elettori che al Pd, nonostante tutto, fanno riferimento.

Pochissimi danno l'impressione di anteporre ai conti personali quelli con la comunità nazionale.

Quando inizieremo a fare i conti con la morte della politica? Una politica diventata troppo ostica e troppo diversa da quello che era stata per i nostri padri, fonte di passione e di sacrificio, di errori magari tremendi ma quasi mai dettati da calcoli personali. Già oggi l'enorme serbatoio dell'astensionismo trabocca di ex elettori di sinistra.

Il risultato dell'ultimo referendum dimostra, invece, che ripartire è possibile,
C'è molta attesa e una potenziale, residua, disponibilità. Da non disperdere.

luigi alberto weiss

18 febbraio, 11:12
Gentile deputato, risponda a queste due semplicissime domande:
1) Perchè di dovrebbe andare a votare prima della scadenza naturale della legislatura, cioè il 2018?
2) Ha provato a riflettere sul fatto che invece siete voi del PD, ormai diventati casta, non capite più i cittadini italiani, le loro esigenze, le loro preoccupazioni, i loro timori?

luigi alberto weiss

18 febbraio, 11:13
Gentile deputato, risponda a queste due semplicissime domande:
1) Perchè di dovrebbe andare a votare prima della scadenza naturale della legislatura, cioè il 2018?
2) Ha provato a riflettere sul fatto che invece siete voi del PD, ormai diventati casta, non capite più i cittadini italiani, le loro esigenze, le loro preoccupazioni, i loro timori?




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