Microplastiche in mare: é emergenza. A dirlo è Francesco Regoli (Univpm). La nuova sfida, lo studio delle specie

Francesco Regoli Univpm 09/07/2017 - I guerrieri dell'arcobaleno di "Green Peace" solcano di nuovo i mari per diffondere la battaglia contro la plastica, una battaglia che parte dalla ricerca, la sensibilizzazione della politica fino alle pratiche quotidiane. La nave Rainbow Warrior domenica ancora ad Ancona. Importante la collaborazione con l'Università Politecnica delle Marche e con il CNR. ​​​​​​​Il Prof. Univpm Francesco Regoli: “Microplastiche in mare, una vera emergenza ambientale". "La nuova sfida: capire perché alcune specie ne trattengono di più". I video

Un nuovo tema per cui lottare, una nuova battaglia con tanto di lettera al Ministro dell'ambiente Galletti. E' così che la nave di Green Peace con a bordo un team di scienziati (ancora alla banchina 1 del porto domenica, aperta al pubblico dalle 10 alle 16) lancia la nuova sfida pacifista, la battaglia contro la plastica, per la sensibilizzazione verso un materiale apparentemente non degradabile nei mari, ma che invece si sta sempre più dissolvendo anche nelle nostre acque, quelle dell'adriatico.

I ricercatori a bordo della nave hanno infatti  raccolto i campioni dal Tirreno all’Adriatico ed è proprio ad Ancona che si conclude la tappa italiana del tour di ricerca e sensibilizzazione “Meno plastica, più Mediterraneo”, condotto dalla nave di Greenpeace nel nostro Paese. Il tour di raccolta dati nei mari italiani ha visto la collaborazione scientifica dell’Istituto di Scienze Marine del CNR di Genova, la Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli e l’Università Politecnica delle Marche.

Partita il 24 giugno da Genova, la Rainbow Warrior in queste settimane ha solcato Tirreno, Ionio e Adriatico per effettuare campionamenti utili a rilevare la presenza di microplastiche in mare e negli organismi marini. Sono stati prelevati campioni in diverse regioni italiane, dalla Liguria alla Calabria, dalla Toscana alla Puglia. «Ricerca scientifica e definizione di normative efficaci per risolvere il problema dell’inquinamento marino derivante dalla plastica alla fonte: sono questi i due obiettivi del nostro tour», dichiara Serena Maso, campagna Mare di Greenpeace Italia. «Abbiamo voluto mettere al servizio della ricerca la nostra nave e le nostre competenze, ci aspettiamo che anche la politica, in particolare il ministro dell’Ambiente Galletti, faccia la sua parte partendo, ad esempio, dalla graduale eliminazione della plastica usa e getta e obbligando i produttori a coprire i costi di gestione e smaltimento dei rifiuti, perché il riciclo non è sufficiente. È il momento di agire ora», conclude Maso Secondo dati diffusi da Greenpeace, nel Mediterraneo circa il 96% dei rifiuti galleggianti è composto da plastica. Un problema che purtroppo non interessa solo la superficie del Mare Nostrum, dato che rifiuti in plastica sono stati ritrovati anche a più di 3 mila metri di profondità.

«L’impatto di questo fenomeno è ancora difficile da valutare ma campagne come questa fatta con Greenpeace servono a sensibilizzare tutti rispetto al problema e a capire che si può fare moltissimo per arginare questo genere di inquinamento», afferma Roberto Danovaro dalla Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli. Per Francesco Regoli, che ha relazionato con il pubblico sabato sera in coferenza stampa in qualità di professore dell'Univpm, siamo in una vera e propria emergenza. “Non c’è più tempo da perdere, le microplastiche in mare sono diventate una vera emergenza ambientale, ed il Mediterraneo è uno dei bacini con i livelli più alti. Queste particelle invisibili vengono ingerite dagli organismi e trasferite lungo le reti trofiche, si ritrovano nei pesci e nelle specie commerciali, con effetti in gran parte ancora da scoprire. E’ urgente che la ricerca scientifica acquisisca nuove conoscenze e contribuisca a sensibilizzare la coscienza di tutti su questo problema.”

Più attenzione all'ambiente per le nuove generazioni. «Il futuro che aspetta le nuove generazioni dovrà riservare più attenzione all’ambiente e alla sua valorizzazione ed è per questo che il nostro ateneo ha scelto di porre l’ambiente come una delle linee strategiche per lo sviluppo delle nostre attività di ricerca, dichiara Sauro Longhi, rettore dell’Università Politecnica delle Marche. «La ricerca di uno sviluppo ecosostenibile che rispetti l’ambiente, che non consumi risorse e che permetta alle nuove generazioni di scegliere consapevolmente, per attenuare i cambi climatici, favorire la distribuzione di beni comuni e la sostenibilità alimentare per gli oltre 7 miliardi di persone che condividono questo spazio limitato e ancora bellissimo che è la nostra terra, il nostro mare e l’aria dove galleggiamo», conclude Longhi.







Questo è un articolo pubblicato il 09-07-2017 alle 09:18 sul giornale del 10 luglio 2017 - 3289 letture

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