Il consigliere M5S Diomedi: "nell'amministrazione di Ancona c'è malessere organizzativo"

2' di lettura Ancona 13/08/2017 - C'è, ad Ancona c'è; nonostante un direttore generale, lautamente compensato, nonostante i proclami. A meno che non siano impazziti alcuni "colleghi onesti ma sfiduciati" che hanno trasmesso al nostro gruppo consiliare (oltre che al Direttore Generale ed al Sindaco...); una nota che suona proprio come un "grido di dolore".

A questa nota rispondo io, che oltre che consigliere comunale, sono in primo luogo un impiegato pubblico "onesto", che soffre della stessa condizione dei colleghi del comune di Ancona. Lavorare gomito a gomito con chi ha perso il senso del suo essere impiegato pubblico è frustrante; e lo è ancora di più quando chi potrebbe e dovrebbe rimettere la barra a dritta non lo fa, e si volta dall'altra parte mostrando "fastidio" perché non vuole "rogne" quando non per altri motivi...
Lo spirito di servizio è uno sconosciuto per molti impiegati pubblici che pure giurano di adempiere ai doveri del proprio ufficio nell'interesse dell'Amministrazione per il pubblico bene; sembra che qualcuno abbia dimenticato i che la funzione svolta è pubblica perché è pubblico il servizio reso e retribuito. Eppure.... Succede ovunque ed anche qui, ad Ancona, che qualche impiegato lo abbia dimenticato e, invece di prestarlo, invece di essere in servizio come formalmente risulta dalle "smarcature del badge" , se ne stia a casa sua, a guardare i nipoti, o guidi, con la patente scaduta mentre conversa al cellulare, un' auto soggetta a fermo amministrativo e insulti pesantemente e minacci chi lo sanziona, o chi reputa normale che la propria postazione di lavoro sia la sala slot di proprietà di un consigliere comunale. E capisco la frustrazione dei colleghi onesti; a loro e solo a loro va la gratitudine della comunità...perchè resistono e perchè è grazie a loro che la !
macchina, pure faticosamente, va avanti; sono la maggioranza silenziosa che ignora quella "vocina interiore" che talvolta, di fronte alle ingiustizie, ripete: "ma chi te lo fa fare".
Gli strumenti per arginare la deriva della macchina organizzativa ci sono, pochi, farraginosi, complicati, ma ci sono e vanno usati. E' una questione di rispetto, dovuto agli onesti che non hanno perso il senso del loro lavoro che tiene insieme la comunità. Un vecchio adagio dice che "il pesce puzza dalla testa"... è sempre vero, più attuale che mai. Viene voglia di rovesciarla 'sta piramide; che la piramide col pesce avariato in cima non la vogliamo più.


da Daniela Diomedi
     M5S Ancona





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 13-08-2017 alle 12:08 sul giornale del 14 agosto 2017 - 404 letture

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