Emergenza idrica, la forestale punisce tre privati e due aziende. Multe per 93mila euro

22/08/2017 - Gli illeciti vanno dal mancato rispetto del minimo deflusso vitale al prelievo abusivo di acque pubbliche per scopi irrigui e domestici.

Da alcune settimane i Carabinieri Forestali della Provincia di Ancona sono impegnati in una campagna di controllo finalizzata alla verifica del corretto uso delle acque pubbliche, motivata dalla prolungata siccità che sta determinando un rischio per la sopravvivenza degli ecosistemi fluviali e lacustri.

In particolare i controlli hanno riguardato le captazioni di acque pubbliche per scopi idroelettrici e per irrigazione, per le quali deve essere rilasciato il minimo deflusso vitale, cioè la quantità di acqua necessaria per garantire la sopravvivenza della flora e fauna del fiume.

Nel complesso sono stati contestati 5 illeciti amministrativi: a finire nel mirino dei Carabinieri della Forestale di Jesi – San Marcello una centrale idroelettrica e ad una società di irrigazione alla “Chiusa” di Maiolati Spontini.

Gli altri tre illeciti sono stati contestati dalla Stazione Carabinieri Forestale di Genga Frasassi, i cui militari, a Serra San Quirico hanno sanzionato un’azienda agricola che irrigava i campi, prelevando acqua da un pozzo senza la prescritta concessione idrica, e due privati, rispettivamente nei Comuni di Serra San Quirico e Genga, i quali abusivamente prelevavano acqua da due canali per scopi domestici.

 La normativa prevede sanzioni fino a 30.000 euro in caso di aziende, e fino a 1.500 euro in caso di privati, i cui importi devono essere stabiliti, anche sulla base della gravità della condotta, dal Genio Civile della Regione Marche, in qualità di Autorità Amministrativa.

Le attività di controllo proseguiranno fino al perdurare dell’emergenza idrica in corso.


di Cristina Carnevali
redazione@viverejesi.it






Questo è un articolo pubblicato il 22-08-2017 alle 12:30 sul giornale del 23 agosto 2017 - 2434 letture

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