Ambalt, Santomo: non stiamo abbandonando il campo, proseguiamo con forza la sfida

11/09/2017 - L’Ambalt onlus rilancia e consolida la propria mission nel territorio marchigiano che dura sin dal 1984. "Continuiamo ad essere presenti e radicati nelle Marche, proseguiamo con forza la sfida iniziata oltre trent'anni fa ed a essere vicini a tutti i bambini encoematologici e le loro famiglie, affinché vengano loro garantite le migliori terapie, la necessaria capacità professionale di medici ed infermieri, l’ottimale trattamento nel rispetto della qualità della vita e della dignità umana e un adeguato sostegno sul piano sociale ed economico. Voci maligne sostengono che staremmo per abbandonare il campo nulla di più falso, il nostro impegno resta forte come sempre e più di sempre”.

Ad affermarlo è il delegato anconetano dell’organizzazione, Sergio Santomo, che evidenzia come quest’ultima “raddoppierà i propri sforzi, in futuro, continuando ad essere presente all’interno dell’Ospedale pediatrico di Ancona, a realizzare progetti di carattere oncologico a livello regionale, a collaborare attivamente col mondo istituzionale ed associazionistico marchigiano e nazionale”.

Il responsabile dorico dell’onlus ricorda poi che“ sin dalla nascita l’associazione si propone di sostenere, sul piano psicologico e sociale, la famiglia del bambino, di promuovere la conoscenza relativa alla patologia oncoematologica pediatrica, diffondere corrette informazioni sanitarie, stimolare la formazione di personale medico specializzato, assistere le famiglie e armonizzare i rapporti tra queste ultime e quanti curano il bambino. Rafforzeremo di certo la nostra mission, tanto che abbiamo appena rinnovato il nostro sito”.

L’Associazione, conclude Santomo, "è presente anche oltre i confini nazionali, partecipando al network del Kosovo Guariamoli.org, già attivo, con le associazioni che sono impegnate ad offrire una speranza di guarigione e di vita serena a tanti bimbi malati, vittime della guerra e della povertà, attraverso l'organizzazione di viaggi in Italia per gli interventi chirurgici e le terapie mediche loro necessari e non possibili in patria. Si tratta di una rete di associazioni operanti nel medesimo ambito tecnologicamente attrezzato per trovare la soluzione di cura più veloce possibile per ciascuno di loro, ottimizzando i tempi di localizzazione delle strutture ospedaliere più idonee alla cura, delle risorse economiche necessarie agli interventi e permettendo lo scambio tempestivo di documentazione tra tutti gli attori coinvolti nel processo. Sempre più convinti della rilevanza dei nostri progetti – conclude Santomo – continueremo a sostenere la nostra mission".





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 11-09-2017 alle 22:54 sul giornale del 12 settembre 2017 - 1107 letture

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