Il Cardinale Menichelli celebra la messa conclusiva del suo vescovato: “Pregate anche per me”

Ancona 25/09/2017 - Giunge il tempo dell'ultima celebrazione come Arcivescovo di Ancona dopo la rinuncia all'episcopato per raggiunti limiti di età. A salutare il cardinale autorità religiose e laiche e centinaia di fedeli a presenziare al commosso commiato.

Si sente la pioggia tintinnare sul tetto della Cattedrale di San Ciriaco, mentre qualche fulmine romba inquietante sopra il porto di Ancona, avvolto da plumbee nubi. L'aria delle navate gremite è densa di umidità e fumo di incenso e la malinconia visibile sui volti dei presenti, venuti ad assistere all'ultima messa del vescovato del Cardinale Menichelli. Sua Eccellenza conclude il suo servizio di guida spirituale della Arcidiocesi di Ancona e Osimo dopo 14 anni di vescovato, durante i quali ha stretto un legame profondo e sincero con i fedeli, venuti ad assistere alla sua celebrazione di congedo, prima che il nuovo arcivescovo di Ancona, Angelo Spina, si insedi ufficialmente Domenica primo Ottobre.

La celebrazione della messa Domenicale coincide con la festa della dedicazione di San Ciriaco, una coincidenza che ribadisce il sentimento espresso dello stesso Cardinale di chiusura di un ciclo. Un esperienza che ha visto il Vescovo legarsi indissolubilmente con la propria comunità, in un rapporto di mutua costruttività e contrasto alle avversità e criticità, alle quali il Cardinale non si è mai sottratto durante il suo servizio. Valori che emergono durante la predica, che è insieme un commosso congedo e un fiduciosa lascito: “Aiutatemi a dire grazie per i doni che mi sono stati concessi. Ho provato conoscervi e sono stato rinforzato dalle vostre preghiere. Sento il bisogno della vostra misericordia e ringrazio per la fedeltà, che mi ha dato coraggio e sempre sostenuto”.

Un messaggio eucaristico che Menichelli vuole contestualizzato nella vita quotidiana e nelle sue sfide: “Le necessità del tempo che viviamo chiedono una chiesa misericordiosa. Non deve avere paura di stare dentro questo tempo, è l'unico modo. Non deve snaturare l'identità cristiana, ma non può non toccare temi che feriscono l'umanità”. Un tema sensibile che per il Cardinale colpisce soprattutto la famiglia e le nuove generazioni, “vittime di un'escludente solitudine che non fa amare la vita”, una sfida che per la fede che Menichelli rilancia al nuovo Vescovo Spina, con l'invito alla continuazione del processo eucaristico verso i malati, i poveri gli esclusi e i bambini che soffrono. Un appello rivolto anche alla società civile, che possa essere costruttrice di un bene comune. L'omelia del cardinale si conclude con due richieste ai proprio fedeli: “ Misericordia per i miei difetti, i miei deficit e una preghiera per poter vivere in serenità i miei ultimi giorni. Citando Papa Francesco, pregate anche per me”. Parole al termine delle quali Menichelli si scioglie in una sommessa e discreta commozione, subito sorretta dal tenero abbraccio del applauso della chiesa al suo Vescovo.

Alla conclusione della cerimonia i saluti e i ringraziamenti della comunità, espressi dal vicario generale Don Roberto Paccetti, che ha ricordato con affetto i tanti anni di lavoro in comune con il Cardinale ed espresso i propri dubbi su un pensionamento che secondo il sacerdote mal si concilia con il vitale ed attivo carattere di Menichelli. Conclude il suo intervento con le parole che meglio espongono il comune sentire dell'occasione “Edoardo, ti vogliamo tanto bene”. Segue la dichiarazione del Sindaco di Ancona Valeria Mancinelli: “Una guida spirituale vera. Un padre per Ancona, ma anche un figlio. Un rapporto che non sarà cancellato dal tempo”.

La cerimonia si conclude, ma San Ciriaco non si vuota. Il Cardinale saluta personalmente tutti i fedeli venuti a salutarlo, partendo dalle autorità religiose, poi i rappresentanti della società civile tra cui i Sindaci dei comuni della Curia di Ancona e Osimo, gli Onorevoli Lodolini e Carrescia il Prefetto D'Acunto e il Questore Capocasa, il comandate del Porto Ferrara e il presidente di Autorità Portuale Giampieri, il vicesindaco Sediari e l'assessore Capogrossi e il Rettore di Univpm Longhi. Poi l'abbraccio alle centinaia di fedeli accorsi, ai bambini ed adulti del Bignamini e del Filo d'oro, agli scout, alle famiglie, tutti commossi ed emozionati nell'omaggiare quello che oltre che un capo spirituale viene percepito come un amico.

Il Cardinale Menichelli la prossima settimana si ritirerà in un Monastero Cistercenze per nella città di San Severino, dove ebbe i natali 78 anni fa, ma il suo futuro potrebbe prevedere un incarico pontificio. A contraddistinguere il suo episcopato la cura e attenzione per le famiglie, i bambini e i meno fortunati e il XXV Congresso Eucaristico Nazionale di Ancona, che vide la partecipazione di Papa Benedetto XVI. Nel 2015 la nomina a Cardinale da parte di Papa Francesco, ma ciò che più rimane alla comunità è la sua figura carismatica, capace di conciliare la levatura del suo ruolo con una profonda consapevolezza di fallibilità umana e umiltà, predicate come base imprescindibile della misericordia ed esercitate fattivamente nella conduzione di una vita semplice. Rimarrà negli occhi degli anconetani, bagnati dalla commozione e dalla pioggia battente che dilava il sagrato di San Ciriaco, quello sguardo vivido e quasi austero, capace però di sciogliersi in dolcezza nell'incontro con fedeli.


di Filippo Alfieri
redazione@vivereancona.it







Questo è un articolo pubblicato il 25-09-2017 alle 15:40 sul giornale del 26 settembre 2017 - 1112 letture

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