Arrestato il coltivatore della “roba buona”, 101 kg di marijuana trovati nella sua piantagione

Ancona 28/09/2017 - Si era scavato una nicchia di qualità nel mercato degli stupefacenti, grazie alla sua erba biologica, profumata e potentissima, ricercata dai consumatori che erano disposti a pagarla quasi il doppio di quella normale. Una fama che mette la Polizia sulle tracce del talentuoso produttore. Il video

Pochissime le informazioni che gli inquirenti riescono a collezionare: l'erba di qualità superiore verrebbe da una piantagione nel territorio anconetano e a produrla sarebbe uno spagnolo. Ad aiutare le indagini un controllo casuale all'interno delle operazioni di vigilanza del territorio volute dal Questore Oreste Capocasa, che fa entrare M.O.O. cittadino spagnolo 55enne residente ad Ancona, nei radar della Squadra Mobile, per le possibili coincidenze con il coltivatore della piantagione.

Inizia un lunga e difficile attività di appostamenti e pedinamenti, che portano gli Agenti della Polizia diretti dal Vice Questore dott. Carlo Pinto, la casa colonica situata nella campagna di Morro D'Alba, dove lo spagnolo dietro l'attività di copertura di falegname gestisce un vivaio di piante di canapa indiana. Quando gli agenti irrompono della proprietà nel pomeriggio di Mercoledì stentano ad individuare immediatamente le piante, stanno cercando dei piccoli arbusti di un metro o poco più, ci vuole una seconda occhiata per capire che i cespugli di oltre 3 metri che circondano la villa sono quello che stanno cercando.

Ormai scoperto lo spagnolo cerca di giustificarsi asserendo che su quelle piante stava facendo una sperimentazione, tentava di produrre una marijuana fumabile senza aggiungere tabacco allo spinello. Sicuramente era riuscito a creare una piantagione, probabilmente tramite l'utilizzi di semi spagnoli, che lasciava gli esperti agenti della questura di Ancona stupefatti per prolificità ed altezza della piante. Alla fine del sequestro venivano archiviati come prova 101 chili di canapa, che una volta essiccata sarebbe stata venduta per 240 mila euro circa. Trovata nella proprietà anche una boccetta di olio essenziale di marijuana, utilizzabile per la sigaretta elettronica. La boccetta benchè non raggiungesse l'etto di sostanza ha richiesto chili di materia prima da cui essere estrapolata e bastano solo una o due gocce in un vaporizzatore per far fumare una decina di persone.

M.O.O. è attualmente detenuto nel carcere di monte acuto con le accuse di detenzione ai fini di spaccio e coltivazione ai fini di spaccio. Si suppone, viste le ingenti quantità di droga, che lo spagnolo si limitasse alla produzione e affidasse il prodotto a dei pusher che procedevano poi con la distribuzione sul territorio di Ancona e del suo interland. Continuano quindi le indagini della Polizia per assicurare alla giustizia tutta la rete di distribuzione che si era venuta a creare grazie alla qualità della “roba buona della piantagione”.


di Filippo Alfieri
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Questo è un articolo pubblicato il 28-09-2017 alle 13:38 sul giornale del 29 settembre 2017 - 2718 letture

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