Guadalupe: proseguono i campionamenti dell'Univpm sul 'Race For Water'

12/10/2017 - Sono rientrati i ricercatori dell’Univpm, Francesco Regoli e Stefania Gorbi, dalla missione in Guadalupe ma il progetto continua nei laboratori. Il video

Dopo l’arrivo in Gudalupe il 4 ottobre scorso e l’imbarco sul catamarano Race 4 Water, completamente alimentato da energia solare e idrogeno, sono iniziati i campionamenti del team scientifico di Ephemare con i ricercatori dell'Università Politecnica delle Marche Francesco Regoli e Stefania Gorbi dell’Istituto di Scienze Marine del CNR di Genova e dell’Università di Bordeaux. L’obiettivo generale è quello di caratterizzare per la prima volta la presenza e la distribuzione delle microplastiche in questa parte dell’Oceano, facendo campionamenti mirati della colonna d’acqua, dei sedimenti e delle principali specie marine di questi ambienti. La fase successiva, da svolgersi nei Laboratori europei del progetto Ephemare, sarà quella di approfondire la potenziale tossicità di queste particelle e dei contaminanti da esse rilasciate, continuando anche nell’opera di sensibilizzazione dell’opinione pubblica su questa nuova emergenza ambientale. Dopo un primo briefing organizzativo a bordo della R4W, il 4 ottobre i campionamenti sono iniziati con due attività distinte. La prima è stata quella di andare ad aspettare i pescatori locali al mercato ittico di Point-a-Pitre per selezionare le principali specie che vengono pescate e consumate dalla popolazione. La seconda attività si è rivolta invece al campionamento delle spiagge dell’area di Petit Bourg, una delle aree più inquinate di Guadalupe dove, a causa di un intensivo utilizzo di pesticidi nelle piantagioni di banane la pesca rimarrà interdetta per i prossimi decenni. Dopo il rientro a bordo e la dissezione degli organismi, c’è stato tempo per un ulteriore campionamento nella marina, dove sono stati raccolti molti esemplari di policheti tubicoli ed ostriche. Il giorno successivo, il R4W ha lasciato gli ormeggi della marina di Point-a-Pitre, aumentando la superficie dei pannelli solari con un meccanismo a rotaia (vedi video) che permette alla nave di guadagnare un ulteriore 15% di energia. Anche questa volta i team scientifici si sono divisi. Una parte è rimasta a bordo della R4W effettuando i campionamenti di microplastiche nell’acqua di mare con una speciale rete definita Manta, e di sedimenti marini: l’area è stata ancora una volta quella di Petit Bourg. Il secondo gruppo scientifico è invece salito a bordo dell’imbarcazione dell’Università delle Antille per il campionamento di specie marine. Dopo aver raggiunto le mangrovie, è stato possibile campionare ostriche e granchi, prima di calare le reti ed effettuare snorkeling che ha consentito di raccogliere nuove specie ittiche, ricci di mare, gasteropodi ed altri invertebrati. Si tratta di una missione di 5 anni, Odyssey, a bordo del Race 4 Water un catamarano innovativo, per combattere l’inquinamento da plastiche degli oceani. E’ questo l’obiettivo di R4W che mira a identificare, promuovere e implementare soluzioni per il recupero e il riutilizzo della plastica e creare nuove fonti di reddito per le persone più colpite da questo tipo di inquinamento. Utilizzando un approccio ispirato ai principi di una economia circolare, R4W andrà in giro per il mondo facendo prelievi ed effettuando scali in occasione di grandi eventi internazionali con l'obiettivo di sensibilizzare la classe politica, gli imprenditori e il grande pubblico sulla urgenza di contrastare l’inquinamento da plastica e adottare nuove soluzioni. In questa missione sono coinvolti anche i ricercatori dell’Università Politecnica delle Marche, rientrati in questi giorni ad Ancona, Francesco Regoli e Stefania Gorbi del Dipartimento di Scienza della Vita.

Nella foto: Jerome Cachot, Francesco Regoli, Benedicte Morin PHOTO PETER CHARAF







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 12-10-2017 alle 15:15 sul giornale del 13 ottobre 2017 - 329 letture

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