Disturbi dell'apprendimento a scuola, tra diagnosi e soluzioni: se ne è parlato al Rotary

2' di lettura Ancona 31/10/2017 - Il 3/5% della popolazione scolastica è affetta da disturbi dell'apprendimento. «Bambini intelligenti ma con prestazioni nell'ambito di lettura, scrittura e calcolo al di sotto della norma. È fondamentale conoscere quali siano gli stili di apprendimento che privilegiano in quanto ci permetterà di orientare in maniera più efficace lo studio».

Parte da questo dato della psicologa Pamela Appolloni il convegno dal titolo "Disturbi specifici dell'apprendimento e l'inclusione scolastica" che si è tenuto nei giorni scorsi a Falconara. Organizzata dal Rotary Club di Falconara in collaborazione con il Centro Gammanì di Monte San Vito, la giornata ha visto alternarsi vari esperti per fare il punto della situazione su questa problematica e cercare di individuare soluzioni possibili. «I Disturbi specifici di apprendimento non sono una patologia né una disabilità – ha spiegato il vicesindaco di Falconara Stefania Signorini, preside dell'Iis Cambi Serrani - ma possono diventarlo se il bambino non viene capito a casa, ma soprattutto a scuola. I dati del Miur fotografano non solo la diffusione dei Dsa, ma anche il dato allarmante del 40% che abbandonano la scuola. È fondamentale quindi cogliere i segnali predittivi che compaiono fin dalla scuola materna. Esiste una legge apposita ma è solo con l'ascolto e la risposta personalizzata, solo con un'adeguata formazione dei docenti, che si può intervenire sull'autostima e sulla motivazione, fondamentali nel percorso di apprendimento».

Molto spesso le famiglie ignorano questi disturbi. Proprio il Centro Gammanì, che si occupa di questi studenti, fornendo loro assistenza, ha effettuato dallo scorso aprile 39 valutazioni diagnostiche su bambini con disturbi dell'apprendimento riscontrando disortografie (20.51%), disturbi misti delle abilità scolastiche (17,94%), bisogni educativi speciali (15,38%), funzionamento intellettivo limite (10,25%) e altri che rientrano nell'insieme della casistica. Al convegno hanno preso parte anche Lina Rossi (presidente coop sociale Gammanì), Gianna Prapotnich (responsabile Azione Giovani del Distretto Rotary 2090) ed esperti come Andrea Ustiliani (responsabile Servizi Formativi Anastasis), Luigina Cenci (neuropsichiatra infantile), Andrea Mancini (medico legale), Carlo Ciccioli (dirigente Dipartimento Dipendenze Patologiche) e Patrizia Osimani (pediatra). «Questa iniziativa – ha detto il presidente rotariano Oscar Simoncelli - segue quello dello scorso anno dedicato all'Integrazione nell'ambiente scolastico del bambino con disturbo dello sviluppo che abbiamo organizzato a Chiaravalle. L'impegno del nostro Club è quello di condividere le problematiche alla costante ricerca di buone prassi e azioni di prevenzione primaria. Con queste attività il Rotary si propone di agire sul e per il territorio in una collaborazione con tutti gli enti preposti a vantaggio dei cittadini».








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 31-10-2017 alle 14:04 sul giornale del 02 novembre 2017 - 1280 letture

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