Olio extravergine d'oliva: dal bilancio finale della raccolta ai consigli antifrodi, un incontro ad Ancona

Ancona 28/11/2017 - Gusto e qualità a livelli altissimi. Eppure, come tutto quello che riguarda il Made in Marche, l'olio extravergine di oliva marchigiano è sconosciuto ai più.

Un comparto che non teme rivali e che potrebbe portare sviluppo e ricchezza alla nostra regione. Di qualità ma anche di strategie per completare la crescita del settore si parlerà ad Ancona giovedì 30 novembre al Grand Hotel Passetto nell'ambito di un convegno organizzato dall'Ordine Cultori della Cucina di Mare "Re Stocco" e da Coldiretti Marche, in collaborazione con l'Associazione Produttori Olivicoli Marche (Aprol). Una tavola rotonda alla quale interverranno Luigi Pomponi (presidente IGP Marche extra vergine), Pietro Sandali (Direttore UNAPROL), Beniamino Tripodi (Gruppo Pieralisi S.p.a.), Sandro Sborgia (Comandante NAS Marche), Natale Giuseppe Frega (UnivPM) e Anna Casini (vicepresidente Regione Marche) Si parlerà di Igp Marche, scenari di mercato, innovazione tecnologica, controlli di filiera, promozione e ruolo della Regione. Dopo i saluti iniziali del sindaco Valeria Mancinelli, il convegno sarà coordinato da Bernardo Marinelli (presidente Re Stocco) e Pierluca Federici (presidente Aprol). Le conclusioni finali sono state affidate al presidente di Coldiretti Marche, Tommaso Di Sante. Al termine del convegno si terrà la cena del decennale di Re Stocco. L'Ordine Cultori della Cucina di Mare, dal 2007, lavora attivamente per promuovere la cucina regionale, lo Stoccafisso all'Anconetana su tutti, e i prodotti del territorio. Nel corso della serata sarà conferita la borsa di studio "Francesco Brunetti" allo studente con la miglior tesi di laurea di primo livello presso l'Università Politecnica delle Marche nel settore olivicolo o vitivinicolo nel periodo compreso tra il 1 gennaio e il 31 ottobre 2017.

Il convegno arriva nell'anno della certificazione europea Igp e di una stagione anomala per caldo e mancanza di precipitazioni. La campagna olivicola ha registrato 2,5 milioni di chili di olio (-30%) con basse rese ma una qualità elevatissima visto che il caldo ha di fatto cancellato gli attacchi della mosca olearia. Il rischio evidente è che, con poco olio a disposizione, arrivino sulle nostre tavole prodotti stranieri spacciati per italiani. La legge prevede apposite diciture sulle bottiglie come "miscele di oli di oliva comunitari" o "non comunitari" ma spesso queste informazioni sono pressoché introvabili con caratteri minuscoli o in posizioni piuttosto defilate sull'etichetta. Il consiglio della Coldiretti è quello di guardare con più attenzione le etichette e acquistare direttamente dai produttori olivicoli, nei frantoi o nei mercati di Campagna Amica dove è possibile assaggiare l’olio extravergine di oliva prima di comprarlo e riconoscerne le caratteristiche positive. Un extravergine di qualità deve essere profumato all’esame olfattivo, deve ricordare l’erba tagliata, sentori vegetali e al gusto deve presentarsi con sentori di amaro e piccante. Gli oli di bassa qualità invece puzzano di aceto o di rancido, sono grassi e untuosi. Riconoscerne la qualità significa acquistare oli ricchi di sostanze polifenoliche antiossidanti fondamentali per la salute.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 28-11-2017 alle 18:26 sul giornale del 29 novembre 2017 - 896 letture

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