Violenza sulle donne, aumentano le denunce ad Ancona. La lotta quotidiana di Fausta Casagrande, sostituto Commissario dell'Anticrimine

violenza 4' di lettura Ancona 28/11/2017 - Aumentano le denunce di casi di violenza di genere e domestica nella Provincia di Ancona, ma è una buona notizia. L'aumento di denunce e segnalazioni alla Polizia di Stato non sarebbe, stando alla Polizia, un aumento dei casi di violenza, ma la presa di coscienza di quello che finora è stato un fenomeno sommerso, destinato a rimanere celato tra le mura di casa. Il sostituto Commissario della divisione anticrimine, Fausta Casagrande: “Il colloquio primo passo per affrontare la violenza di genere”

“C'è stata una presa di coscienza negli ultimi anni” ci racconta il sostituto Commissario della divisione anticrimine che ogni giorno da assistenza ed affronta casi di maltrattamento, violenza di genere e stalking nella nostra Regione, come in provincia. “Ora le vittime di abusi si presentano ai nostri uffici quando la situazione è ancora contenibile”. A rivolgersi all'ufficio della Questura quasi tutti donne, sparuti invece i casi di violenza di genere praticata da donne nei confronti degli uomini, per lo più casi di stalking, “La maggior parte dei problemi riguarda dinamiche di coppia, a volte ex che non si danno per vinti. È quasi sempre l'incapacità di comunicare che sfocia in violenza” afferma la Casagrande.

Rivolgersi tempestivamente alla Polizia permette la maggior parte delle volte di evitare conseguenze peggiori per le donne, ma anche sanzioni dure per chi perpetra la violenza: “Affrontare la violenza di genere implica sempre un percorso, più o meno lungo a seconda della complessità del caso. La partenza è sempre il colloquio iniziale, con cui entriamo in contatto con il soggetto, conosciamo la sua storia e decidiamo come procedere. In alcuni casi basta qualche consiglio, indicare le numerose società che offrono supporto per le donne, in casi più difficili si procede con l'ammonimento del Questore”.

L'ammonimento del Questore, solo un atto amministrativo. Se la persona ammonita persevera nel comportamento, si rischia un aumento della pena. “L'ammonimento rappresenta un deterrente piuttosto efficace. La maggior parte dei soggetti desiste dai comportamenti violenti. Rappresenta un modo per interrompere le dinamiche negative, recidere le brutte abitudini. In casi di coppia poi è eventualmente seguito da sessioni di terapia con psicologi” continua la Casagrande.
Un modo per la Polizia di valutare la gravità e pericolosità delle situazioni: “Quando vediamo che l'ammonimento è totalmente ignorato sappiamo che la situazione è grave. Un esempio il caso del 2016 in cui un uomo, con turbe psicologiche, si invaghisce di una ex compagna di classe che non vedeva da 30 anni. Nonostante non fosse corrisposto l'uomo inizia una attività di stalking e pedinamenti in macchina. Quando arriva la lettera del Questore viene totalmente ignorata e il caso affidato alla Squadra Mobile. La vicenda terminò con un folle inseguimento in macchina dello stalker, fuggitivo dalle volanti di Polizia e la condanna dello stesso”.

Di fatto rimane il colloquio iniziale lo strumento più importante per affrontare i casi di violenza. “Il colloquio è importante anche per valutare se le paure sono reali, o se lo stesso soggetto agisce in delle maniere che posso far perpetrare le situazioni negative. A volte è sufficiente qualche consiglio comportamentale. Le donne poi tornano, si confrontano con noi, ci tengono aggiornate. Qualcuna viene anche per raccontarci di essere uscita dall'incubo, sono in giorni in cui il nostro è il mestiere più bello del mondo”.

Importante l'essere donna, secondo la Casagrande, per saper ascoltare casi di violenza di genere: “Vediamo come spesso casi di questo tipo nascano da dubbi di identità nel ruolo della donna oggi. Ognuno di noi è diverso, unico e irripetibile, oggi le donne faticano di più a trovare il proprio posto nella società e in famiglia. Questo fenomeno le rende più soggette a maltrattamenti, non solo fisici, ma anche violenze più sottili di tipo psicologico. È importante prima di tutto trovare il proprio posto nel mondo”.

Nella lotta alla violenza di genere, alleato fondamentale è la Magistratura, che collabora con la Polizia grazie alla sezione della Procura “fasce deboli”. “Il supporto della sezioni fasce deboli è fondamentale, bravi magistrati, anche magistrati maschi, che hanno dimostrato in ogni caso grnde esperienza e sensibilità, riuscendo spesso anche a risolvere le questioni in maniera relativamente indolore. È importante intervenire efficacemente prima che la violenza si consumi. I costi personali della violenza di genere sono incalcolabili, ma sono stati analizzati anche i costi per la società. Cure, costi giudiziari e malessere sociale, il problema della violenza e del silenzio non può non essere affrontato come un problema di tutti noi”.


di Filippo Alfieri
redazione@vivereancona.it





Questa è un'intervista pubblicata il 28-11-2017 alle 17:57 sul giornale del 29 novembre 2017 - 1851 letture

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