“Farai la fine del solengo”. Proiettili recapitati a presidente di un’associazione

02/01/2018 - Intimidazioni vere e proprie con tanto di un proiettile sparato fatte recapitare a casa. Condannato l’autore. È questa l’accoglienza destinata ad un Presidente di un’associazione dell’anconetano

Si è concluso con un decreto penale di condanna il procedimento penale istruito presso la Procura della Repubblica del Tribunale di Ancona che ha visto condannato un cacciatore settantenne, responsabile del reato di minaccia aggravata. Una busta inviata inviata come missiva con due cartucce per fucile. Per lui inoltre è scattata anche la denuncia per omessa segnalazione sull’inesatta residenza dove risultavano detenute le armi in suo possesso.

La vicenda trae origine da una disputa tra cacciatori in disaccordo sull’assegnazione delle zone di competenza dove esercitare la caccia. La vittima, il presidente di un’associazione incaricato di assegnare le zone, si presentava presso gli uffici della Questura di Ancona per denunciare di aver ricevuto presso la propria abitazione una busta chiusa contenente una lettera minatoria accompagnata da due cartucce di fucile Winchester calibro 30-06, di cui una già sparata.

Nella missiva l’uomo veniva minacciato di morte per la gestione riguardante la ripartizione territoriale di caccia con frasi come: “Egr. Presidente le mandiamo un regalo per la sua gestione dell’Associazione xxx Farai la fine del Solengo!!!…A presto …”. La fine dunque di un maschio adulto di cinghiale condannato a vivere da solo, non più in branco.

I poliziotti della Squadra Mobile dorica, coordinati dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ancona, iniziavano immediatamente una capillare attività di indagine che riconduceva il responsabile inequivocabilmente nel mondo della caccia. A seguito di perizia balistica effettuata dagli specialisti del locale Gabinetto Interregionale di Polizia Scientifica effettuata sui due bossoli repertati in fase di denuncia, venivano ricercate in ambito provinciale, tutte le armi che potevano corrispondere ai requisiti balistici riscontrati. In tutto sono state effettuate dalla Squadra Mobile n. 22 perquisizioni domiciliari, prevalentemente in abitazioni e locali nella disponibilità di cacciatori che, in qualche modo, si trovavano “vicini” alla vittima (una perquisizione è stata effettuata in altra provincia). A seguito delle perquisizione, la Polizia sequestrava quasi trenta fucili tutti sottoposti a minuziosi accertamenti di comparazione balistica. Al termine della meticolosa indagine di polizia giudiziaria, durata circa 8 mesi, gli investigatori della Squadra Mobile di Ancona individuavano e denunciavano alla competente Autorità Giudiziaria il responsabile delle minacce aggravate a mezzo di scritto anonimo contenete i bossoli di arma da fuoco.

L’uomo, infatti, sottoposto a perquisizione domiciliare come gli altri cacciatori, veniva trovato in possesso del fucile che, analizzato nel laboratorio di balistica, risultava essere lo stesso che avevano sparato la cartuccia rinvenuta nella missiva. Inoltre, la stessa arma, non risultava dichiarata nel luogo di rinvenimento, comportando, un’ulteriore segnalazione alla competente Autorità.

Oltre alla condanna inflitta, il responsabile del reato verrà privato della licenza di caccia per mancati requisiti di specchiata moralità previsti dalla legge italiana.







Questo è un articolo pubblicato il 02-01-2018 alle 15:51 sul giornale del 03 gennaio 2018 - 3044 letture

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