Investire in tutta sicurezza. Dopo il trading arrivano norme anche sulle criptovalute

08/02/2018 - Per comprendere al meglio il fenomeno delle valute virtuali in Italia il Ministero dell’Economia e delle Finanze punta ad un obiettivo specifico quello di censire il settore.

A dettare le linee guida è uno schema di decreto ministeriale in consultazione pubblica sul sito del Dipartimento del Tesoro del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Osservando più da vicino il documento è facile intuire che chiunque risulti interessato a "svolgere sul territorio italiano l’attività di prestatore di servizi relativi all’utilizzo di valuta virtuale" ha l'obbligo di comunicare i dettagli al Ministero.

Controllo di fatto su chi opera con le valute virtuali

L'argomento era già stato vagliato dal Governo che nel decreto legislativo 25 maggio 2017 n. 90 ha gettato le basi della normativa sulle valute virtuali.

Il decreto ha messo in chiaro che chi presta servizi relativi all'uso di valuta virtuale deve necessariamente assolvere agli obblighi antiriciclaggio, per poter svolgere attività perfettamente legali ed evitare che le transazioni con le cripto valute siano utilizzate per scopi contrari alla legge.

Il provvedimento del Ministero mette nero su bianco che la valuta virtuale seppur “utilizzata come mezzo di scambio per l’acquisto di beni e servizi” (…) “non è emessa da una banca centrale o da un’autorità pubblica, non è necessariamente collegata a una valuta avente corso legale”.

L'iniziativa intende quindi mettere a segno una prima rilevazione del fenomeno, con l'intento di farla diventare sistematica.

Con il tempo dovrà risultare chiara la consistenza numerica di chi opera nel settore. Operatori che, una volta entrati a pieno regime nell'attività, dovranno comunicare la loro posizione iscrivendosi in un registro ad hoc tenuto dall’OAM, l’Organismo degli Agenti e dei Mediatori, per poter esercitare regolarmente la loro attività sul territorio nazionale.

Il trading on line, servizio fornito da società finanziare autorizzate dalla Consob

Oggi ad esempio è un dato di fatto dover disporre di una regolare autorizzazione emessa dalla della Consob per fornire un servizio di trading on line.

Chi mette a disposizione della clientela una piattaforma, da utilizzarsi grazie alla connessione internet, per poter acquistare e vendere titoli, azioni, asset di varia tipologia, deve godere di questa autorizzazione.

Di norma si tratta di società finanziarie, operatori meglio conosciuti come 'broker on line'. Realtà che svolgono il loro ruolo grazie ad una tecnologia sempre più avanzata, che permette a chi vuole fare trading on line di disporre di strumenti sicuri e personalizzabili, in base alle esigenze.

Realtà come quella offerta da ProRealTime, disponibile anche su mobile.

Parliamo di una piattaforma di ultima generazione che consente l'accesso integrato ad un pacchetto di grafici avanzati e ad una tipologia all'avanguardia per il trading automatizzato.

Chi sceglie di investire i propri risparmi nel trading on line deve avere la certezza di essersi rivolto ad un professionista serio. Un broker che possa aiutarlo all'occorrenza e fornirgli gli strumenti necessari per poter operare, con il tempo, anche in completa autonomia.

Il mercato propone broker specializzati nel trading sui cambi o sui CFD, ovvero contract for difference, broker italiani e stranieri in grado di offrire un'ampia scelta di servizi sul Forex.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 08-02-2018 alle 16:30 sul giornale del 08 febbraio 2018 - 339 letture

In questo articolo si parla di economia, redazione

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