Boccia ad Ancona: "Costruiamo un'Europa che metta al centro la questione industriale". Schiavoni neo presidente di Confindustria Marche

12/06/2018 - "Costruiamo un'Europa che metta al centro la questione industriale". Parla così Vincenzo Boccia intervenuto ad Ancona per il convegno "Una politica industriale per la crescita e lo sviluppo dell'Italia e dell'Europa martedì pomeriggio ad Ancona. Nell'occasione Bruno Bucciarelli passa il testimone al neo presidente di Confidustria Marche Claudio Schiavoni. I video degli interventi

"Senza manifattura non c'è sviluppo". Lo sa bene il presidente di Confidustria Marche Bruno Bucciarelli che oggi, a fine mandato, ribadisce la centralità della questione industriale nell'agenda dei Paesi a più alta crescita sottolineando anche come l'Italia, secondo Paese manifatturiero d'Europa, "debba contare di più dentro l'Europa per migliorarla e crescere.". La stessa regione Marche, principale interlocutore del sistema confidustriale, "può svolgere oggi un ruolo decisivo per l'espletamento delle funzioni primarie per lo sviluppo economico, sociale e territoriale, le politiche industriali territoriali e per l'attuazione delle politiche di coesione nell'Unione Europea". E poi il rapporto con la Regione Marche e Confidustria che, stando a Bucciarelli, sono finalizzati - da sempre - a favorire lo sviluppo e la crescita del sistema produttivo, ad una gestione più semplificata ed efficiente della funzione pubblica, ad una destinazione delle risorse più attente allo sviluppo, alla maggiore competitività del sistema marchigiano ed ad una capacità di alleggerimento della pressione fiscale sui cittadini ed imprese. Un'attenzione particolare è ancora riservata alle criticità post-sisma: per accelerare la ricostruzione, semplificare le norme e le procedure, stimolare gli investimenti e attrarre nuove realtà. Per stimolare gli investimenti? Per Bucciarelli "è necessario accelerare le azioni sulla reti ed infrastrutture per collegarci con il mondo, migliorare l'efficienza della macchina amministrativa e sostenere gli investimenti pubblici e privati, soprattutto nei filoni strategici dell'innovazione e ricerca ed internazionalizzazione, nonchè per la riqualificazione delle risorse umane che insieme ai giovani sono leve strategiche per lo sviluppo. Un piano implementato dell'industria 4.0, questa in definitiva la leva strategica per la competitività delle imprese. Un tema importante su cui Confidustria insieme alla Regione ha condiviso l'opportunità di una legge regionale su industria 4.0 alimentata anche da bandi con fondi comunitari e il sostegno ai Digital innovation Hub.

Ma la questione è: senza Europa c'è futuro per l'industria? Stando alle parole del presidente nazionale di Confidustria no. "La centralità della questione industriale è allo stesso tempo italiana ed europea." commenta il presidente di Confindustria nazionale Vincenzo Boccia riprendendo le parole del presidente uscente di Confidustria Marche Bruno Bucciarelli. Ma la vera sfida spiega Boccia non è tra Paesi d'Europa, ma tra Europa e mondo esterno". E se vogliamo vincere questa sfida alle grandi politiche industriali tra Stati Uniti e la Cina, la prima che punta al protezionismo riduzione delle tasse, l'altra che tenta di schivarlo puntando sull'industria al pari o più competitiva dell'Europa. "E noi cosa facciamo: dibattiamo su come l'Italia possa uscire dall'Europa o costruiamo un'Europa che metta al centro la questione industriale?" affonda Boccia rimarcando la questione Europa e facendo riflettere anche sugli svantaggi che avrà l'inghilterra post Brexit, su un'uscita di scena dall'Europa non voluta dalla City.

L'Europa, gli altri Paesi e la sfida. "Senza l'Europa noi non vinceremo la sfida contro i protezionismi degli altri e contro le aggressive politiche industriali, legittime, degli altri paesi. (America e Cina ndr)" evidenzia ancora il numero uno di Confidustria nazionale.

Crescita, pagamenti certi e semplificare la burocrazia che va a scapito della crescita. Sono questi i punti salienti portati all'attenzione dei Confidustriali da Diego Mingarelli presidente della Piccola Industria Marche. "L'innovazione non può esserci senza crescita. Dobbiamo invertire gli ordini: dall'innovazione dobbiamo far partire un percorso di innovazione che può coinvolgere davvero tutti".

Il passaggio di consegne. Duplice occasione durante il convegno sull'Europa. Il testimone infatti passa da Bruno Bucciarelli al neo presidente di Confidustria Marche Claudio Schiavoni, già presidente di Confidustria Ancona, poi Confidustria Marche Nord. Ad intervenire è anche Claudio Schiavoni investito di un'importante ruolo guida per i confidustriali delle Marche. Per lui le parole chiave sono: "insieme" e "lavoro", un modo per "parlare all'unisono, con sempre più forza ed efficacia, per i bene e il futuro di tutta l'industria marchigiana. "Insieme perchè sono convinto che la forza della condivisione sia molto più devastante e dirompente della forza del singolo" e lavoro, perchè "è la parola che meglio rappresenta lo spirito marchigiano, è nel Dna". Il "lavoro come principale scopo della vita" e che non ama "parole, ma fatti concreti e tangibili".

In prima posizione, tra i temi da affrontare, Schiavoni mette il dialogo e la collaborazione con la regione Marche e la volontà di essere partner nelle politiche industriali, pur sempre nel rispetto reciproco dei ruoli. "Noi sappiamo quale sono le necessità del nostro sistema imprenditoriale; alla politica il compito di tramutarle in leggi e provvedimenti". Rivedere le start up con un sistema di affiancamento di aziende preesistenti per chi vuole fare nuova impresa. E poi il "made in Italy", "mettiamoci al lavoro tutti insieme - Industria, Governo regionale, Governo centrale - affinchè le eccelenze dei territori siano giustamente riconosciute. Si ricorda il terremoto che ha colpito con forza anche le Marche. "Acceleriamo senza indugi ogni possibile iniziativa a supporto delle nostre aree duramente colpite e non nascondiamoci dietro la burocrazia". Non ultimo il rapporto con il sistema bancario locale e la sua crisi destabilizzante in un'economia già ferita. "Lavoriamo per garantire una collaborazione vera e costruttiva - questo l'appello del neo presidente di Confindustria Marche - improntata sul merito aziendale e non solo numerico e sulla diffusione di una nuova cultura finanziaria, moderna e coerente con le dinamiche in atto. Il nostro sistema impreditoriale è costituito prevalentemente da piccole imprese, in buona parte contoterziste: chiediamo ai due principali istituti di credito della nostra regione di dirci molto chiaramente, senza giri di parole, qual'è l'approccio che intendono tenere con il nostro sistema imprenditoriale. Noi agiremo di conseguenza".







Questo è un articolo pubblicato il 12-06-2018 alle 22:06 sul giornale del 13 giugno 2018 - 700 letture

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