Stefano Tombolini: "Busserò al cuore della gente con umiltà, equilibrio e la solita passione"

Ancona 13/06/2018 - Che la Diomedi e Rubini stiano tranquilli, non attenterò alla loro integrità politica chiedendo loro di schierarsi. Anche se non ho mai nascosto la stima nei loro confronti e anche se con loro ho combattuto battaglie comuni cozzando contro l’arroganza del potere democratico, non busserò seppur discretamente alla loro porta.

Busserò invece alla porta di tutti gli anconetani che dopo anni di egemonia PD vogliono cambiare. Di quelli che mi hanno votato ovviamente, ma anche di quelli che non l’hanno fatto. Chiaramente busserò soprattutto alla porta di chi è rimasto alla finestra. Di chi ha deciso di non andare a votare per i motivi più diversi. Bene, busserò alla porta di tutta la comunità, anche di quella che ha votato al primo turno per l’ex sindaca renziana. Per chi come me vuole essere il sindaco di tutti gli anconetani è ovviamente il minimo che possa fare. Busserò alla loro porta ma più ancora busserò al loro cuore. Dobbiamo infatti recuperare l’identità all’Ancona dei nostri padri, dobbiamo restituire dignità al suo presente e credibilità al suo futuro. La mole di miliardi di euro che dovrebbe riversarsi sulla città sembra più una Anconopoli che una tangibile realtà. Il cambiamento non si realizza con le promesse ma con i progetti veri. Questo in una città concreta e pragmatica come la nostra lo sanno bene tutti. Per una città profondamente ancorata a valori importanti come solidarietà, tolleranza e rispetto della diversità intese come ricchezze da condividere, pensare ad un governo di centro destra moderno e con un progetto sociale avanzato, parrebbe troppo azzardato. Ancona la rossa, l’Ancona città operaia prima e del terziario avanzato poi, diffida del nuovo. La diffidenza fa parte del nostro DNA così come ne fa anche parte il coraggio. Siamo gente forte e fiera. Siamo quelli del giuramento degli anconetani di Francesco Podesti. Allora i nostri avi resistevano all’assedio da parte dell’esercito del Barbarossa, oggi noi tutti siamo invece chiamati a confrontarci con una città in decadenza. E non possiamo farlo con chi non ha saputo o voluto ascoltare la voce di una comunità che soffre la crisi da tanto, troppo tempo. Ecco perché io chiedo il cambiamento. Lo chiedo a gran voce, con forza. E lo faccio sapendo che la fiducia della gente si acquista soltanto dimostrando professionalità, competenza e amore verso la propria città. Bussando con umiltà, equilibrio e con la solita passione al loro cuore.



da Stefano Tombolini candidato sindaco




Questo è uno spazio elettorale autogestito pubblicato il 13-06-2018 alle 10:28 sul giornale del 14 giugno 2018 - 2036 letture

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